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Cronaca | 25 novembre 2019, 13:03

Veleno per topi nei pasti del marito: chiesto il rinvio a giudizio per la 49enne braidese

A quasi un anno dall’arresto, fissata l’udienza preliminare per i fatti commessi tra il novembre e il dicembre dello scorso anno. Nelle scorse settimane la donna aveva ottenuto i domiciliari presso l’abitazione della madre a Cherasco, dopo dieci mesi di reclusione alle Vallette di Torino

Un frame tratto dai video acquisiti dai Carabinieri del NAS

Un frame tratto dai video acquisiti dai Carabinieri del NAS

Il pubblico ministero Vincenzo Paone, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Asti, ha chiesto il rinvio a giudizio per Laura Davico, la donna braidese, 49enne all’epoca dei fatti, arrestata il 28 dicembre scorso con l’accusa di aver tentato di avvelenare il marito, il 55enne Domenico Dogliani.

L’ipotesi di reato contestata alla donna è quella di "tentato omicidio volontario continuato e aggravato", perché, nel periodo compreso tra il novembre e il dicembre dello scorso anno, "compiva atti diretti a cagionare la morte del coniuge, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà".

Secondo quanto riportato nel capo di imputazione la Davico, approfittando della situazione di minorata difesa in cui si era venuto a trovare il marito, in quei giorni ricoverato all’Ospedale "Santo Spirito" di Bra, avrebbe somministrato all’uomo una miscela di molecole farmacologiche, tra cui anticoagulanti, il topicida bromadiolone, ipoglicemizzanti e antiparkinsoniani. Un cocktail di farmaci che, inseriti in modo occulto nei cibi e nelle bevande da lui consumate, avrebbe esposto l’uomo a pericolo di vita.

L’udienza preliminare è stata fissata davanti al giudice Alberto Giannone per il prossimo 16 dicembre.

L’avvocato albese Roberto Ponzio, che da alcune settimane rappresenta la donna, commenta: "L’incarico professionale è recente, per cui non abbiamo ancora scelto se optare per il rito ordinario o se richiedere l’abbreviato. Nel merito occorrerà accertare quali sostanze sono state somministrate e, tramite dati della letteratura scientifica in materia, valutarne l’idoneità omicidiaria".

Le indagini sul caso erano partite grazie a una segnalazione arrivata dalla direzione sanitaria dell’ospedale "Santo Spirito" di Bra, fortemente allarmata dagli esiti degli esami del sangue dell'uomo, da qualche tempo ricoverato nel reparto di Medicina semintensiva del nosocomio braidese dopo un precedente ricovero alle Molinette di Torino per una grave crisi respiratori

Meno di un mese fa (leggi qui) il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Asti, dottor Federico Belli, aveva accolto l’istanza avanzata dallo stesso legale sostituendo la custodia cautelare alla quale la donna era sottoposta dal giorno del fermo agli arresti domiciliari, ora concessi presso la residenza della madre in Cherasco.

Ezio Massucco

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