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Attualità | 27 novembre 2019, 16:04

"Cantonieri della Provincia al lavoro 24 ore consecutive nei giorni di maltempo, ma non possiamo pagare gli straordinari"

Così il presidente della Provincia e sindaco di Cuneo Federico Borgna in consiglio comunale. Approvato all'unanimità l'ordine del giorno, proposto in tutti i 247 Comuni della Granda, che chiede di supportare la Provincia nella richiesta di una maggiore equità nella ridistribuzione dei fondi. La nostra provincia è terzultima in Italia

Il momento della lettura dell'ordine del giorno in consiglio comunale a Cuneo

Il momento della lettura dell'ordine del giorno in consiglio comunale a Cuneo

In tutti i 247 Comuni della Granda, in sede di consiglio comunale, viene presentato un ordine del giorno che chiede di associarsi alla protesta della Provincia in merito al fatto che, nella ripartizione dei fondi statali, è la terzultima in Italia.

Le viene infatti restituito un decimo del denaro che le viene prelevato: su circa 11 milioni di euro gliene torna indietro 1,5 circa. Nonostante i suoi 7.000 Kmq, il 50,8% dei quali montani; una rete viaria di oltre 3.200 Km; una suddivisione in 247 Comuni, 226 dei quali ricompresi nelle classi di ampiezza demografica più bassa.

A Cuneo l'approvazione dell'ordine del giorno è stata all'unanimità. Ed è altamente probabile che accadrà lo stesso ovunque. Perché la situazione è davanti agli occhi di tutti. La riprova, semmai ce ne fosse stato bisogno, è stata nei due giorni di allerta meteo del 23 e 24 novembre scorsi. Allagamenti, tracimazioni di rii e torrenti, frane e smottamenti ovunque, decine di strade interrotte e la necessità di intervenire tempestivamente. Con tutti i mezzi a disposizione. 

Il sindaco Federico Borgna, che è anche presidente dell'ente Provincia, è intervenuto nel corso del Consiglio per riferire di essere stato a Roma a chiedere maggiore equità nella ridistrubuzione dei fondi, che vedono la Granda fortemente penalizzata.

"Sabato e domenica - ha detto - hanno lavorato tutti i cantonieri della Provincia, 100 per tutto il territorio, 24 ore su 24. Il loro stipendio è di circa 1100 euro al mese, e non possiamo nemmeno pagare loro gli straordinari. Parliamo di strade che non sono sicure, sulle quali non abbiamo i soldi per intervenire. Senza pensare alle scuole, dove vanno i nootri ragazzi ogni giorno. Dobbiamo garantire sicurezza, ma con che soldi? Un Paese serio deve poter far fronte a qualsiasi emergenza: in queste condizioni non è possibile".

Le Province vivono in un limbo da anni, da quella famigerata riforma Delrio che ha provocato instabilità istituzionale e incertezze nella programmazione degli interventi, a tutto svantaggio delle comunità e dei territori, andando a svilire la partecipazione diretta dei cittadini. "Così non è possibile andare avanti. Che si decida: o per l'abolizione definitiva o per restituirle un ruolo e, soprattutto, la possibilità di svolgerlo", ha concluso Borgna.

Barbara Simonelli

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