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Attualità | 27 novembre 2019, 10:04

Mai tanti schiavi come oggi: della tratta di esseri umani ha parlato a Cuneo il direttore di Amnesty International Italia

40,3 milioni le vittime della tratta di esseri umani nel mondo ha affermato Gianni Ruffini nella conferenza organizzata da Zonta Club Cuneo, Cooperativa Momo, Psicologi per i Popoli Piemonte per sensibilizzare l’opinione pubblica. Sono schiavi sessuali, domestici, agricoli di altre persone che hanno il controllo sulla loro vita

Cuneo, salone d'onore del Comune: Gianni Rufini al centro tra le aderenti di Zonta club Cuneo, Cooperativa Momo, Psicologi tra i Popoli Piemonte

Cuneo, salone d'onore del Comune: Gianni Rufini al centro tra le aderenti di Zonta club Cuneo, Cooperativa Momo, Psicologi tra i Popoli Piemonte

Ha toccato profondamente il pubblico la conferenza sul tema della "Tratta delle donne" promosso in sinergia da Zonta Club Cuneo, Cooperativa MOMO, Psicologi per i Popoli Piemonte per  sensibilizzare l’opinione pubblica sul tragico e complesso fenomeno.

Relatore Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia, un’autorità in merito, esperto in aiuto umanitario con una lunghissima esperienza sul campo, in oltre 60  missioni, come ha ricordato Francesca Ponzalino, zontiana e referente dell'area terrorismo di Psicologi per i Popoli Piemonte presentandolo alla platea, lunedì 25 novembre nella sala d’Onore del Comune. 

“L’ organizzazione mondiale del lavoro stima in 40,3 milioni le vittime della tratta di esseri umani a livello globale “ è il dato dolorosamente grande, riportato da Rufini. 

Persone portate contro la loro volontà in un altro  posto, intrappolate in lavori forzati da altri uomini che hanno  un totale controllo sulla loro vita. Il 75 % sono donne e ragazze, il 25 % bambini.

La sua panoramica ha inquadrato  la geografia dei paesi “produttori” di tratta citando tra i maggiori: la Russia, la Cina, l’Europa Orientale, la Nigeria  e tra le nazioni riceventi le vittime la Germania, Grecia, Turchia, Stati Uniti e Italia. “Il nostro paese non è un grande “consumatore di schiavi “ ma sicuramente un  paese di transito”.  

Tra le  sottolineature, la differenza  tra  il fenomeno della tratta di persone e il traffico di migranti e la necessità di differenziare le due realtà  per combattere la tratta con gli strumenti adeguati. L’Italia ha approvato una legge sull’immigrazione nel 1998 che ha creato un quadro giuridico per aiutare queste vittime. In base all’articolo 18 si offe assistenza e protezione con servizi sociali a chi viene identificato come tale, che dichiara  di essere nella situazione e denuncia il proprio sfruttatore.

"Statisticamente non ci sono mai stati tanti schiavi come oggi". La Mauritania è stato l’ultimo paese al mondo ad abolire la schiavitù nel 1981 e a stata criminalizzarla solo nel 2007.

Dove lavorano questi schiavi? Nell’industria del sesso principalmente, in fabbriche, cantieri edili, in agricoltura, come servitù domestica, come spose forzate. Ci sono esseri umani usati per il prelievo di organi.

E’  la terza industria criminale più grande al mondo, dietro il traffico di droga e di  Armi. Secondo l’Ilo un’industria da 150 miliardi di dollari. "La schiavitù sessuale è l’affare più redditizio: il 69% di vittime di tratta è oggetto di sfruttamento sessuale. Ogni anno 2 milioni di bambini  ne diventano vittime e sono costretti  a stare sulle strade o nei bordelli".

Riportando il dato del rapporto Agrimafie e Caporalato, Rufini ha affermato che il business del lavoro irregolare e del caporalato agricolo si stima in 4,8 miliardi di euro. Il fenomeno della schiavitù agricola sfiora quota 430 mila lavoratori  esposti in Italia a rischio ingaggio irregolare e sotto caporale e, di questi, 132 mila vivono in condizione di grave  vulnerabilità sociale, culturale, psicologica.

Tanti sono i metodi coercitivi per indurre in schiavitù: dall’inganno, alle minacce , all’abuso di violenze, alla conservazione dei documenti di identità, alla ritenuta di salari, alla servitù  per debiti e tutte le vittime hanno un eccesso d lavoro.

Spesso i domestici in case private sono schiavi della famiglia, al servizio 24 ore al giorno, ricevendo salari molto bassi o niente. In cambio del lavoro solo pagamenti "in natura" ovvero vitto e alloggio.

Nel fenomeno rientrano  anche i matrimoni  forzati precoci delle spose bambine ha ricordato la presidente Zonta Cuneo Lucia Costa Giani, a cui Zonta International ha dedicato il biennio 2019 –2020  e una raccolta fondi per promuovere programmi di istruzione finalizzati alla loro crescita culturale e sociale, come strumento di  liberazione.

A chiusura di conferenza  la presentazione delle attività di Psicologi tra i Popoli Piemonte da parte della presidente Donatella Galliano, che ha illustrato il lavoro con le fasce più debole e fragili, l’assistenza psicologica a donne e bambini nei casi di vulnerabilità, calamità, pericolo, nei casi di sfruttamento e violenza, ricordando, come ha fatto Eleonora Garello della Cooperativa Momo l’importanza del  lavoro di rete per portare cambiamenti nella vita di donne e ragazze sfruttate dalla tratta.

Alla conferenza ha partecipato Patrizia Manassero, vicesindaco di Cuneo

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vilma brignone

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