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Attualità | 28 novembre 2019, 13:06

Disastro buche sulle nostre strade, ma le casse della Provincia sono vuote

All’emergenza frane si aggiunge quella legata ai danni che il maltempo ha lasciato ovunque sui tappeti di usura. Il consigliere Antoniotti: "Manutenzioni fondamentali, ma con poco più di 1 milione per le scuole e 3.300 km di strade si può fare ben poco"

Operai al lavoro per rappezzi sugli asfalti, qui in corso Langhe ad Alba. Una problematica che interessa in modo generalizzato anche l'enorme rete di strade di compentenza provinciale (FOTO MAURO GALLO, ALBA)

Operai al lavoro per rappezzi sugli asfalti, qui in corso Langhe ad Alba. Una problematica che interessa in modo generalizzato anche l'enorme rete di strade di compentenza provinciale (FOTO MAURO GALLO, ALBA)

Insieme a frane e smottamenti, uno dei lasciti dell’ennesima ondata di maltempo sulla rete viaria provinciale è quello riguardante la problematica delle buche: piccoli e grandi crateri che si sono formati sulle nostre strade per effetto della pioggia battente dei giorni scorsi.

I Comparti Viabilità della Provincia si stanno organizzando per intervenire anche su questo fronte, compatibilmente con due non secondari elementi di rilevante criticità.

Il primo riguarda la generale situazione di emergenza che in questo momento investe la nostra rete viaria, interessata un po’ ovunque da dissesti che hanno richiesto impegnativi interventi in urgenza e che esigeranno nel breve, medio e lungo periodo ben più costose opere di sistemazione e messa in sicurezza: un contesto di eventi diffusi, che fatalmente finirà per incidere sulle tempistiche di intervento dei ripristini più secondari.

Il secondo elemento - difficile a credersi, ma tristemente reale – riguarda il fatto che anche le ultime scarsissime risorse a disposizione della Provincia sul capitolo viabilità se ne sono andate coi primi interventi messi in campo per fronteggiare l’emergenza. Cosicché, anche solo per l’acquisto dell’asfalto a freddo da applicare là dove i tappeti di usura hanno ceduto, ci si dovrà muovere in mancanza di coperture finanziarie, nell’attesa che la politica intervenga trovando il modo di pagare acquisti e lavori sui quali, in questo momento, le risorse di fatto non ci sono.

Una situazione figlia della penuria di fondi che il presidente Borgna va denunciando da tempo, sottolineando il paradosso per cui una provincia che è la quarta più grande d’Italia per estensione territoriale sia divenuta la terzultima nella ripartizione delle risorse decisa da Roma per garantire la necessaria manutenzione a strade e istituti scolastici.

"La situazione è questa, ad oggi siamo senza risorse – conferma Massimo Antoniotti, già sindaco a Borgomale per tre mandati, da poco più di un anno consigliere provinciale delegato alla viabilità per il comparto albese –. Il discorso è molto semplice. Coi tagli arrivati con gli anni della crisi e con la riforma Delrio, alle Province sono rimaste le competenze, senza più i fondi per farvi fronte. Basti dire che nell’anno in corso per garantire la manutenzione di oltre 3mila km di strade e di tutti i nostri istituti scolastici superiori ci sono stati assegnati 1 milione e 150mila euro, che poi sono una minuscola parte di quanto Roma preleva dai nostri proventi su Ipt e tassa pubblicità. L’effetto però è che così le manutenzioni non vengono fatte e il risultato è quello che abbiamo tutti sotto gli occhi. Non solo in Granda di nuove opere non ne vengono fatte, ma anche quelle esistenti vengono abbandonate a loro stesse".

Ezio Massucco

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