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Economia | 11 dicembre 2019, 18:29

In Granda un dirigente guadagna in media 128mila euro lordi annui, ma restano poche le donne ai vertici

Cuneo è fanalino di coda per quanto riguarda l'utilizzo di strumenti di welfare e smart working. Un operaio guadagna in media 29.550 euro all'anno. Il 37% degli impiegati è donna, ma lo stipendio è inferiore del 16%. La provincia di Cuneo ha una bassa percentuale di assenteismo sul posto di lavoro

In Granda un dirigente guadagna in media 128mila euro lordi annui, ma restano poche le donne ai vertici

Un dirigente cuneese guadagna quattro volte un operaio. E' quanto emerge da uno studio condotta da Confindustria Cuneo sulla "Definizione delle politiche retributive" dove sono stati esposti i dati sulle retribuzioni in provincia di Cuneo, con approfondimenti su aspetti quali competenze digitali, welfare, smart working, inserimento dei neolaureati.

Durante l'incontro in programma questa mattina, mercoledì 11 dicembre, presso la Sala Michele Ferrero della sede confindustriale cuneese sono intervenuti Elena Angaramo responsabile del centro studi di Confindustria Cuneo, Ivan Sinis, responsabile Servizio Economia del Lavoro dell'Unione Industriale di Torino, Rossella Riccò, senior consultant Od&M Consulting, Giovanna Labartino, del Centro Studi di Confindustria e Alessio Fois, direttore HR del Gruppo Miroglio. L'incontro è stato moderato da Giacomo Bordone, responsabile Welfare di Confindutria Cuneo.

L'indagine è stata condotta su oltre 2mila imprese analizzando 53 profili professionali operanti in Granda. Per la prima volta viene presentato questo dossier cuneese con dati raccolti negli ultimi due anni. Negli anni scorsi hanno partecipato a questa iniziativa altre tre regioni del Nord Italia (Emilia Romaga, Veneto e Lombardia). In Piemonte Cuneo è la seconda provincia - dopo Torino - a partecipare alla raccolta ed esposizione dei numeri delle risorse umane.

"La nostra provincia paga un gap infrastrutturale importante" - ha dichiarato la direttrice di Confindustria Cuneo Giuliana Cirio - "Nonostante questo rappresenta una realtà economica virtuosa. Importante questa ricerca sulla politica retributiva che segna un indice di grande consapevolezza territoriale e offre strumenti per capire come sono organizzate le retribuzioni delle nostre aziende".


Un momento della conferenza in sala Michele Ferrero


I LAVORATORI CUNEESI TRA I MENO ASSENTI

La provincia di Cuneo spicca per una bassa percentuale di assenteismo in azienda (5,4% di ore lavorabili non lavorate contro il 6,1% del dato calcolato sugli altri territori). Per ovvie ragioni il gap di genere su questo dato è evidente: la donna è più assente, ma solo per il congedo di maternità, senza il quale le femmine risulterebbero leggermente meno assenti degli uomini. Sulle categorie i meno assenti sono i quadri (3,4%), seguito da impiegati (4,7%) e operai (6,2%), ma in generale la Granda si dimostra operosa e con tassi di assenza inferiori rispetto al dato nazionale.

TURNOVER ALTO NELLE PICCOLE IMPRESE DI SERVIZI

Il turnover del personale in provincia è leggermente superiore alla media degli altri territori presi in esame. E’ maggiore nelle piccole imprese e nelle aziende legate ai servizi (dato quasi doppio rispetto all’industria).

POLITICHE RETRIBUTIVE USATE IN 1 AZIENDA SU 3
Il 32,7% delle imprese cuneesi prese in esame adottano politiche retributive, poco sotto il dato medio totale che si aggira intorno al 40%. Sono utilizzate maggiormente nell’industria e in grandi aziende con più di 100 dipendenti.

L’83% delle imprese interrogate stabilisce dei criteri per distribuire gli aumenti, percentuale che si alza al 95%  sulle grandi imprese. Incentivi esclusivamente collettivi vengono effettuati nell’11% dei casi, sia collettivi che individuali nel 38,2% e solo individuali nel 33,3%.

CUNEO FANALINO DI CODA PER IL WELFARE

Cuneo è fanalino di coda nell’utilizzo di strumenti per il welfare. Solo il 66% delle imprese mettono servizi di welfare a disposizione dei propri dipendenti contro il 76& del dato medio rilevato sugli altri territori presi in esame.  Nel 90% dei casi si adotta in grandi aziende. Percentuale che diminuisce al 60% nelle piccole imprese. Nel cuneese il buono pasto o la mensa è lo strumento più utilizzato. Le misure di welfare incide dell’1,7 per cento sul costo del lavoro.

LA GRANDA NON E' PAESE PER SMART WORKING

Lo smart working in provincia di Cuneo non ha ancora preso piede. La Granda è penultima nella diffusione dello smart working con il 7,3% di imprese che lo utilizzano. Pensiamo che in province come Milano è utilizzato nel 21,3% dei casi. Un dato attribuibile alla presenza massiccia in provincia di Cuneo di piccole e medie imprese e di mansioni in cui adottare lo smart working risulta complicato. A questo c’è da aggiungere un problema infrastrutturale legato a connessione e banda ultra larga a cui molti comuni della nostra provincia non hanno ancora accesso.

QUANTO GUADAGNANO OPERAI, IMPIEGATI, QUADRI E DIRIGENTI CUNEESI?

Un operaio in provincia di Cuneo guadagna in media 29.550 euro annui lordi. L’età media è di 44,7 e l’anzianità di servizio è di 13,5 anni: l’esperienza in questo ambito è preponderante. Un operaio con diploma guadagna mediamente meno di un operaio senza, paga ancora l’esperienza.Chi è più anziano guadagna di più. Il settore chimico, visto il tasso di rischio, ha gli operai più pagati (30.562 euro annui in media). Seguono gli alimentari (29.532), i metalmeccanici (29.521), gomma-plastica (27.093),  Più bassi gli stipendi nel tessile (25.857) e negli operai impiegati nel terziario (25.270). In media un operaio guadagna di più se lavora per una grande azienda, ma gli stabilimenti con estensione nazionale pagano più rispetto alle multinazionali. Il livello di istruzione è medio-basso.

Un impiegato cuneese guadagna mediamente 39.200 euro all'anno. Rispetto agli operai l’età media è leggermente inferiore: 43,6 anni come l’anzianità di servizio (11,7 anni). Livello di istruzione è medio. Chi è impiegato in multinazionale guadagna più di un’azienda con estensione nazionale. In generale guadagna più chi lavoro in  grandi aziende. Anche qui paga l’esperienza e un diplomato vale (in termini di salario) meno di una formazione professionale. Anche qui paga più l’esperienza. La donna, rispetto agli operai, è più presente in questo ambito. Si parla di un 37% di impiegate femmine e in generale si tratta di personale più giovane e più scolarizzato. Nonostante questo lo stipendio è inferiore del 16%. In provincia di Cuneo gli impiegati più pagati sono nel settore alimentari (42.268 euro lordi annui), seguito dal settore chimico (41.116), metalmeccanico (40.498), gomma plastica (38.762), terziario (35.118) e tessile (34.938).

Un quadro in Granda guadagna mediamente 69.100 euro lordi all’anno. L’età media è più alta 49,2 anni. L’anzianità di servizio media è di 13,4 anni mentre l’istruzione ha un livello medio alto. E’ richiesto personale altamente qualificato quando si tratta di ricoprire ruoli apicali. Un quadro in multinazionale è pagato di più rispetto a stabilimenti nazionali. Anche qui le grandi aziende pagano di più.

Un dirigente cuneese guadagna in media 127.800 euro lordi all’anno. L’età media è di 52,4 anni con un’anzianità di servizio di 13,3 anni. Il livello di istruzione richiesto per questi incarichi è medio-alto.  I dirigenti sono più pagati in grandi aziende e multinazionali. Nel terziario i dirigenti sono pagati più che nell’industria. Da segnalare come in provincia di Cuneo  le donne dirigenti sono solo il 13% e in media hanno salari più bassi.

DIGITALE E INDUSTRIA 4.O CAMBIANO IL MERCATO DEL LAVORO

Nell'analisi evidenziata si nota comunque un cambiamento da un anno all'altro su vari aspetti.

"Il lavoro che cambia da un lato richiede maggiori livelli di scolarità" - ha spiegato Elena Angaramo del Centro Studi di Confindustria Cuneo - "ma dall’altro offre maggiori opportunità di lavoro per le donne."


"Tendono a ridursi le differenze - in termini di età e di scolarità - tra i lavoratori in possesso di competenze digitali e quelli che ne sono privi: una sorta di convergenza che indica che prosegue il processo di riqualificazione della forza lavoro nelle aziende italiane. 
L’evoluzione digitale dei lavoratori con maggiore anzianità contribuisce anche a spiegare l’ampliamento (da +2% a +4%) del vantaggio retributivo legato al possesso di competenze digitali. Con l’aumento dell’offerta tende a ridursi - da +16% a +11% - il valore delle competenze digitali stimato tra gli under 35." 


Daniele Caponnetto

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