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Attualità | 12 dicembre 2019, 14:33

I licei di Mondovì incentivano gli acquisti online: il disappunto dei commercianti monregalesi

Il "Vasco Beccaria Govone" ha aderito a una convenzione nazionale con il colosso Amazon, che consentirà ai clienti del portale di devolvere il 2,5% del valore della loro spesa alla scuola. Mattia Germone, presidente dell'associazione "La Funicolare": "Se vive il commercio di vicinato, vive la città!"

I licei di Mondovì incentivano gli acquisti online: il disappunto dei commercianti monregalesi

All'alba, ormai, del 2020 non stupisce più sentir parlare di e-commerce, ovvero le compravendite gestite attraverso il web. Una formula che, talvolta (non sempre), consente all'utente di risparmiare sul prezzo finale del prodotto e che sta gravando sempre di più sulle sorti del commercio di vicinato, soprattutto nei Comuni medio-piccoli.

È il caso di Mondovì (poco più di 22mila abitanti), dove, in queste ore, imperversa sui social network una polemica, condotta fin qui con toni educati, in merito alla decisione dei licei di Piazza, raggruppati sotto una comune denominazione ("Vasco Beccaria Govone"), di incentivare gli acquisti online: "Abbiamo aderito - spiega il preside, Bruno Gabetti - a una una convenzione nazionale con il colosso Amazon, che, senza creare costi aggiuntivi per i clienti, permette di devolvere una percentuale del valore della loro spesa alla nostra scuola. Tutti coloro che lo vorranno potranno così, con un semplice click, decidere che il 2,5% del valore dei loro acquisti sia devoluto al liceo per finanziare l'adozione di materiali e/o beni strumentali per gli allievi. Grazie ad Amazon per questa bella iniziativa e grazie a chi, acquistando, si ricorderà della scuola".

Un appello indubbiamente calmierato e che sarebbe quantomeno fuori luogo demonizzare; esso, però non è stato particolarmente gradito dai commercianti del capoluogo monregalese.

Fra loro, a prendere la parola è stato Mattia Germone, presidente dell'associazione "La Funicolare", il quale, su Facebook, ha dichiarato: "Sicuramente meglio ai licei di Mondovì che al grande colosso americano Amazon'. Quando, però, i nostri studenti non avranno più vie animate da negozi o da esercizi commerciali che offrono servizi alla persona o esercizi pubblici di ristorazione, artigiani, librerie, giornalai e via dicendo, dove andranno a farsi tagliare i capelli, a mangiare e a bere qualcosa o a prendere un caffè in compagnia di amici (e non di uno smartphone)?".

"Tenete conto - ha proseguito Germone - che i commercianti monregalesi, senza che nessuno se ne accorga, devolvono già la loro percentuale alla comunità in svariate forme. Certo, indirette alle casse della scuola, ma anche per la scuola, come le manifestazioni per rendere viva una città, le sponsorizzazioni alle varie iniziative scolastiche e non, al decoro urbano, alla pulizia (ognuno del proprio pezzetto di città), al presidio del territorio, evitando così che la delinquenza (commisurata alle nostre zone ovviamente) prenda il sopravvento. E se la scuola diventasse anch'essa una struttura astratta, da frequentarsi online? In quel caso, la figura dei professori, la condotta, i valori umani, l'imparare al vivere e allo stare insieme e il fare gruppo dove andrebbero a finire? Se vive il commercio, vive la città".

Alessandro Nidi

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