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Cronaca | 13 dicembre 2019, 18:04

Presunto “caporalato” nel Saluzzese: in sette rinviati a giudizio

L’indagine iniziata nel luglio 2018, 19 i lavoratori sottopagati e sfruttati

Immagine di repertorio

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Sono stati tutti rinviati a giudizio dal gip di Cuneo i sette indagati per il presunto sfruttamento di lavoratori stagionali nel Saluzzese. Si tratta di tre imprenditori agricoli, tutti componenti della stessa famiglia di Lagnasco, tre allevatori di Barge, anch’essi membri della stessa famiglia, e un cittadino del Burkina Faso.

L’inchiesta, iniziata a fine luglio 2018, era stata condotta da Digos, Spresal dell’Asl Cn1 e nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri, coordinati dal procuratore capo Onelio Dodero e dal sostituto Chiara Canepa, controllando i luoghi di accoglienza dei migranti della frutta nel Saluzzese.

Come era stato illustrato durante la conferenza stampa del 22 maggio 2019, i lavoratori erano sfruttati in modo costante e programmato, con una organizzazione e una serialità che aveva sconcertato gli inquirenti. Sottopagati (circa 5 euro l'ora, quindi 2,5 euro in meno di quanto previsto dalla legge), avevano contratti brevi e costantemente rinnovati, venivano chiamati a qualunque ora del giorno e della notte e spesso restavano nei campi a raccogliere frutta anche per 10/12 ore consecutive, anche se formalmente risultava ne lavorassero meno della metà ogni giorno.

In 40 in una stanza, per cui veniva loro trattenuta una parte della paga, in condizioni igieniche precarie. Se avevano freddo e volevano una stufa, dovevano ancora pagare. Addestrati e muniti di bigliettini in caso di controllo, fingendo spesso di non capire, dovevano dire che lavoravano da pochi mesi e comunicavano un orario di lavoro ovviamente falso.

La prima udienza davanti al giudice è stata fissata il prossimo 30 marzo.

Monica Bruna

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