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Attualità | 14 dicembre 2019, 15:34

Liliana Segre premiata ad Alba con il Tartufo dell'anno (FOTO)

La senatrice a vita, sopravvissuta all'Olocausto: "Non mi curo né delle critiche né delle minacce, perché voglio sempre e soltanto sentire tutte le voci positive. È molto bello essere qui: immaginavo un incontro caldo, affettuoso, con ricordi di cose già sentite e mai dimenticate, e il profumo di questo tartufo è per me antico"

Nella foto di Mauro Gallo, al centro, Liliana Segre insieme a Gianfranco Curti, Alberto Cirio, Carlo Bo e Liliana Allena

Nella foto di Mauro Gallo, al centro, Liliana Segre insieme a Gianfranco Curti, Alberto Cirio, Carlo Bo e Liliana Allena

"Le mie origini sono per un quarto piemontesi, per parte di madre: i miei primi anni di vita, quando avevo una famiglia e una casa, hanno avuto come sottofondo musicale il chiacchiericcio piemontese della mia nonna torinese Olga con Susanna, una giovane cameriera di Mondovì. Erano come due sorelle che chiacchieravano sempre in dialetto. Mia nonna è stata deportata con mio nonno e Susanna continuò a vivere per quaranta due anni in casa nostra. La storia di Alba e il legame di questa terra con mia nonna è stato il motivo per cui ho colto al volo questo invito. È molto bello essere qui: immaginavo un incontro caldo, affettuoso, con ricordi di cose già sentite e mai dimenticate, e il profumo di questo tartufo è per me antico. Mia nonna e Susanna, che erano due grandi cuoche, specie nei giorni di festa, usavano questo meraviglioso tartufo, che profumava tutte le stanze".

Al braccio del sindaco di Alba Carlo Bo, accompagnata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dalla presidente dell’Ente Fiera internazionale del Tartufo bianco d’Alba Liliana Allena, ha percorso a piedi i 300 metri che separano il Comune di Alba dal Teatro Sociale "Busca", dove - dalle mani di tre ragazzi della terza media delle scuole di Priocca e Govone - ha ricevuto il Tartufo dell'anno 2019, del peso di 170 grammi, offerto da Gianfranco Curti di Tartufo Ponzio di Alba: la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all'Olocausto e al campo di sterminio di Auschwitz, è stata accolta con calore dalla Città di Alba, che proprio quest'anno celebra il 70° anniversario del conferimento della Medaglia d’oro al Valore militare.

"Sono contenta di avere questa occasione per dire che non mi curo né delle critiche né delle minacce, perché voglio sempre e soltanto sentire tutte le voci positive, che sono tantissime, un’onda enorme, un mare importante di sentimenti benevoli espressi che azzera completamente critiche e minacce. Dalla vita io prendo il bene, ciò che c’è di bello, e con gli studenti parlo di forza, ottimismo e speranza".

Interrogata sull'Italia di oggi, in cui coesistono le due anime di “riparatori” e “distruttori”, Liliana Segre risponde. "Quando sono tornata, ho vissuto l’incapacità di raccontare e allo stesso tempo l’incapacità di ascoltare quanto avessimo vissuto ad Auschwitz. Citando Primo Levi, 'Era impossibile dire e comprendere l’indicibile'. Ma proprio questo orrore indicibile ha dato immediatamente, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la possibilità ai negazionisti di negare: era più facile pensare che fossimo dei bugiardi. Quanto poi ai saluti romani, alle sfilate… Non c’è niente di nuovo. Semplicemente, per anni, molti di quelli che erano fascisti e poi erano improvvisamente diventati antifascisti, sono rimasti della loro idea. Oggi siamo fortunatamente in democrazia, grazie al fatto che allora i fascisti hanno perso, per cui ciascuno è libero di poter esprimere la propria opinione, salvo quando si va a colpire la Costituzione. A ciascuno è permesso di dire tutto, alle volte anche con troppa tolleranza. Prima, per qualcuno, non era il momento storico per parlare, ma da qualche anno a questa parte sono usciti dal buio e dall’oscurità. Ma, ripeto, non c’è niente di nuovo".

Dichiarano congiuntamente il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Alba Carlo Bo e il presidente dell’Ente Fiera internazionale del Tartufo bianco d’Alba Liliana Allena: "I tanti sindaci e soprattutto i moltissimi giovani presenti al Teatro sociale di Alba sono la testimonianza del carattere di questo territorio, baluardo di democrazia durante la Seconda Guerra mondiale. Quello della consegna del Tartufo dell’anno alla senatrice Liliana Segre è un momento fra i più belli della storia della Fiera del Tartufo, non solo perché fra i molti impegni di questo periodo la senatrice ha scelto di venire ad Alba per ricordare i 70 anni della Medaglia al valore militare alla città, ma soprattutto perché il suo esempio ricorda che oggi non bisogna tentennare nel dichiararsi antifascisti e nel testimoniare nel quotidiano che l’odio e l’indifferenza si devono combattere tutti i giorni, anche attraverso l’amore e il rispetto del proprio territorio. Come ci ha detto Liliana Segre, 'senza storia come fa ad esserci la memoria?'. Bisogna sapere quando e perché sono accadute le cose del passato per disegnare un futuro più giusto e ostinatamente proseguire nella battaglia contro l’odio".  

 

Pietro Ramunno

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