Attualità - 08 gennaio 2020, 12:01

Saluzzo, iniziata da via Bodoni la sostituzione di 630 punti luce della città

Il progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica ha ottenuto dalla Regione 400 mila euro di finanziamento e si è piazzato primo in classifica nel bando europeo. Era stato candidato lo scorso anno. Si ridurranno le emissioni di anidride carbonica di 105 tonnellate e si avrà un risparmio nella bolletta annuale del Comune di 56 mila euro. Sono interessate le vie a maggior densità abitativa

Saluzzo, via Bodoni la sostituzione delle lampade. Sono una settantina, lungo la ciclabile

E’ iniziato il 2 gennaio, da  via Bodoni,  il lavoro di sostituzione di un gran numero di  lampade della rete di illuminazione pubblica. Fa parte del progetto di riqualificazione e riduzione dei consumi di energia elettrica, approvato dalla Giunta comunale lo scorso anno e candidato in Regione al finanziamento sull’ apposto bando europeo, nel quale si è piazzato al primo posto.

400 mila euro di finanziamento ( su un progetto da 500 mila euro) per 630 punti luce di nuova tecnologia, nelle aree a maggior densità abitativa della città. Sono lampade a led a 36 what (prima a 150), la cui intensità, come gli orari di accensione e spegnimento potrà essere programmata, controllata e regolata a distanza, via internet. 

La sostituzione oltre la ciclabile di via Bodoni, interesserà poi corso IV novembre e le vie: Cavalieri di Vittorio Veneto, Vittime di Bologna, Torino, Fiume, Trento, Scala, don Soleri, Sampò, Cima, Lattes, Capitano Marchisio, Monsignor Savio, Follone, Mortara e Todini.

Si tratta di un progetto molto importante – spiega Marcello Nova dell’Ufficio tecnico comunale che ha elaborato il progetto-  Grazie ad esso  si ridurranno annualmente le emissioni di anidride carbonica di 105 tonnellate e di 57 chilogrammi di polveri fini. Si avrà un risparmio energetico certificato del  67 per cento e un  risparmio nella bolletta del Comune di 56 mila euro l’anno. 

Sono 3.500  i punti luci a Saluzzo di cui circa 500 già sostituiti nel 2016 e altri 180  nel 2019.

 

Vilma Brignone