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Attualità | 08 gennaio 2020, 07:30

Manca una decina di giorni alla nomina del presidente del Parco del Monviso: la scelta di Cirio tra Bordese, Dovetta e Marengo

Nell’ultima assemblea della Comunità delle Aree protette il vicepresidente della Regione, Carosso, non ha potuto far altro che prendere atto della spaccatura e delle indicazioni di Comuni e Unioni montane. L’assise non discute nemmeno il parere sul bilancio, rinviato a dopo le nomine regionali. Risultato: il Parco andrà in esercizio provvisorio

Da sinistra, Dovetta, Bordese e Marengo

Da sinistra, Dovetta, Bordese e Marengo

“I ‘papabili’ alla Presidenza del Parco del Monviso scendono da 7 a 5”.

Così aprivamo il nostro articolo, datato 19 dicembre 2019, circa lo stallo in merito alla nomina del presidente del CdA dell’Ente Parco, al termine dell’assemblea della Comunità delle aree protette, che proprio quel giorno si era riunita nella sede di via Griselda, a Saluzzo.

La “cerchia” di cinque era formata da Marina Bordese, vicesindaco di Villafranca Piemonte, moglie del primo cittadino di Villafranca Agostino Bottano e espressione dei Comuni della Pianura cuneo-torinese, Silvano Dovetta, sindaco di Venasca e presidente dell’Unione montana Valle Varaita e Gianfranco Marengo, presidente uscente del Parco. Questi ultimi due, invece, espressione dei Comuni e delle Unioni come rappresentanti della “montagna”.

Poi v'erano Giovanni Damiano e Ivan Barbero che, con il condizionale d’obbligo, avevamo dato come “out”, fuori dalla partita.

In una nota stampa, è lo stesso Parco del Monviso a restringere ulteriormente la “rosa” di papabili presidenti. Si apprende infatti che la scelta della Regione (i presidenti dei Parchi sono di nomina diretta del presidente Alberto Cirio) avverrà sulla base soltanto dei tre nomi emersi durante l’assemblea dello scorso 19 dicembre. Vale a dire, quindi, uno tra Bordese, Dovetta e Marengo.

Il vicepresidente della Regione – con delega ai Parchi – Fabio Carosso, presente all’assemblea riunitasi a Saluzzo, dopo aver letto i nomi dei candidati ammessi alla Presidenza, ha infatti annotato sul suo taccuino le tre figure espresse da Comuni e Unioni montane.

E, al tempo stesso, non ha potuto far altro che prendere atto, tra i presenti al tavolo, della profonda spaccatura tra i due fronti, che porta ad una perfetta parità di 8 a 8 tra le parti. E di una Provincia (presente questa volta con il presidente Federico Borgna, dopo il pasticcio della precedente riunione) che ha chiaramente detto di non voler ritrovarsi ad essere l’ago della bilancia, ma, al tempo stesso, ha “auspicato un presidente cuneese”.

Una dichiarazione che, seppur limitata all’interno del “politically correct”, di fatto esprime chiaramente la posizione della Provincia, tutta in appoggio di Dovetta e Marengo, dal momento che la Bordese è a pieni titoli ascrivibile alla Provincia di Torino.

A partire dal 19 dicembre scorso, la Regione ha 30 giorni di tempo per esprimersi, che scadranno dunque il 18 gennaio prossimo.

La strada per una riconferma di Marengo pare tutta in salita, trattandosi di una figura espressione della precedente Amministrazione regionale (di Centrosinistra) guidata da Sergio Chiamparino. Bordese e Dovetta, invece, sono due nomi entrambi vicini a Forza Italia. Occorrerà vedere quanto conterà l’auspicio del presidente Borgna.

Nel mentre, però, l’assemblea della Comunità aree protette ha rinviato tutti i punti all’ordine del giorno alla prossima seduta, che si riunirà (è presumibile) dopo la nomina regionale. Slitta quindi l’elezione del presidente della Comunità stessa (che succederà al sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni), così come il parere (obbligatorio) sul Bilancio 2020-2022 dell’Ente.

Risultato: il Parco del Monviso andrà in esercizio provvisorio, mentre, sino a nomina del nuovo presidente, l’amministrazione è garantita dal Consiglio uscente, guidato da Gianfranco Marengo.

Nicolò Bertola

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