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Agricoltura | 09 gennaio 2020, 07:30

E’ stata presentata l’Associazione Fondiaria Monregalese aperta a quanti hanno terreni abbandonati in 64 Comuni della zona (FOTO)

L’incontro si è svolto a Niella Tanaro, dove ha sede il nuovo organismo, con il sindaco Gian Mario Mina a fare gli onori di casa. Durante la serata sono stati illustrati i vantaggi per i proprietari delle aree incolte che le conferiscono alla struttura. Seguendo le norme approvate dalla Regione nel 2016 (Legge 21) su proposta dell’allora assessore allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia

Il tavolo dei relatori e i partecipanti alla presentazione dell'Associazione Fondiaria Assfo Monregalese

Il tavolo dei relatori e i partecipanti alla presentazione dell'Associazione Fondiaria Assfo Monregalese

Seguendo le norme approvate dalla Regione Piemonte nel 2016 (Legge 21), su proposta dell’allora assessore allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia, si è costituita l’Associazione Fondiaria Assfo Monregalese. L’incontro di presentazione è avvenuto a Niella Tanaro, dove c’è la sede del nuovo organismo.

Dopo i saluti del sindaco, Gian Mario Mina, che ha messo in luce come la “sua” Amministrazione abbia come impegno prioritario la tutela del territorio e dell’ambiente, il presidente della struttura, Vittorio Camilla, ha informato i partecipanti sullo Statuto. “E’ conforme - ha detto - alle regole previste dal provvedimento regionale, ma, rispetto alle Associazioni già esistenti, si differenzia per il fatto che prevede l’estensione territoriale all’intero comprensorio del Monregalese e, quindi, viene offerta la possibilità a 64 Comuni della zona di usufruire dei vantaggi che il sistema gestionale comporta. Di conseguenza non sarà più necessario per loro affrontare specifici oneri burocratici necessari a operare. E poi possono aderire i simpatizzanti: cioè quanti ne condividono gli scopi e, con l’azione intellettuale, ne sostengono le attività”. 

All’incontro è intervenuto il funzionario regionale del settore, Enrico Raina, il quale ha spiegato gli aspetti tecnici legati alle Associazioni Fondiarie: “Sono uno strumento agile, non oneroso per gli associati, snellito al massimo negli adempimenti burocratici e che lascia integre le proprietà. Inoltre, ha il grande vantaggio di rendere economicamente compatibile la coltivazione di tante aree non utilizzate e con diversi possessori: quindi piuttosto frammentate. Ma permette anche il recupero dei terreni silenti: quelli cioè dei quali non si conosce il proprietario. Per dichiarare abbandonati i terreni è sufficiente che rimangano incolti per due annate agrarie consecutive”.

Quindi, ha aggiunto: “Il terreno rimane di proprietà di chi lo rende disponibile all’Associazione. C’è tuttavia chi non vuole farlo. In Francia, dove gli organismi già esistono da tempo, per risolvere queste situazioni se la maggioranza di superficie, prima abbandonata, è gestita attraverso un’Associazione Fondiaria, anche la rimanente parte minoritaria, se il proprietario non provvede direttamente alla coltivazione, viene indotta ad annettersi. Un embrione di questo concetto si trova anche nella Legge regionale, perché esiste comunque un vincolo di diritto collettivo paesaggistico e di difesa del suolo per cui il terreno da recuperare dovrebbe comunque essere conferito. Ma, al momento, la Regione confida ancora sempre nell’aggregazione spontanea e responsabile”.

Il sindaco Mina, facendosi portavoce di alcuni dei presenti, ha chiesto a Raina quale interesse avrebbe un singolo proprietario ad aderire, visto che il terreno, seppure incolto, non gli procura problemi. Ha risposto il funzionario regionale: “In questo caso l’atteggiamento del proprietario sarebbe molto miope se si considera che un terreno incolto è perennemente esposto al degrado e viene completamente svalutato. Ma non solo. Si devono rispettare anche i doveri amministrativi previsti dalle norme. Per i terreni abbandonati, se del caso, esiste l’obbligo di sottoporli al risanamento contro frane, smottamenti, incuria nello scolo delle acque. Il tutto nel rispetto delle esigenze paesaggistiche e dei vincoli ambientali. Aderire all’Associazione solleva il proprietario inattivo da questi possibili eventi e, soprattutto, mantiene elevato il valore fondiario nel tempo. Anche se nell’immediato non se ne ricava un beneficio diretto”.

Tra i presenti è emerso un altro interessante quesito: e cioè per quanto tempo i proprietari dei terreni siano obbligati a lasciarli all’Associazione, specialmente se le stesse aree sono a coltura boschiva oppure già oggetto di miglioramento fondiario come gli impianti di vigneto o di noccioleto. “In qualsiasi momento - ha sottolineato Raina - il possessore che voglia recedere, per provvedere in proprio alla cura delle aree, lo può fare. A titolo generale, non esiste alcun vincolo di tempo. Però, la Regione ha stabilito che, fino a ora, chi le conferisce per 15 anni, riceve un contributo “una tantum” di 500 euro a ettaro”.

La necessità dell’accorpamento dei terreni abbandonati della zona è stata anche messa in luce dal geometra Mario Paolino. Portando alla ribalta il risultato positivo ottenuto in un altro settore: “Recentemente sono stati unificati i Consorzi preposti alla manutenzione delle strade vicinali e delle carrarecce interpoderali. Si è fatta economia di scala e si è reso possibile l’attivazione delle attività che, singolarmente, ogni Consorzio non avrebbe potuto svolgere. Un’ulteriore riprova che l’accorpamento è utile sotto l’aspetto funzionale, ma anche per poter accedere ai benefici finanziari della Regione”.     

I POSSIBILI UTILIZZI DEI TERRENI CONFERITI ALL’ASSOCIAZIONE DEL MONREGALESE

I possibili utilizzi dei terreni conferiti all’Associazione Fondiaria del Monregalese sono stati spiegati dal direttore dell’organismo, Gianpiero Olivero: “Ciascun appezzamento potrà essere organicamente inserito in un adeguato Piano di gestione conforme alle scelte di coltivazione adatte e individuate con la eventuale consulenza dei professionisti locali e delle competenti Istituzioni scientifiche, come il Comizio Agrario, l’Accademia di Agricoltura e l’Università. Nei territori montani sarà possibile effettuare la pulizia abituale dei boschi, mentre il diritto di legnatico rimarrà ai rispettivi proprietari. Tutte le operazioni previste verranno eseguite con l’autorizzazione e la vigilanza del Comando forestale. Avendo cura della regimazione delle acque, di attuare il contrasto alle sterpaglie e alle piante invasive sviluppatesi nei seminativi abbandonati. L’attività darà un importante contributo per la prevenzione delle frane e degli incendi boschivi”.  

LA PAROLA AL COMUNE DI MONDOVI’

Per il Comune di Mondovì ha partecipato l’assessora all’Ambiente, Erika Chiecchio: “Sono molto soddisfatta nel constatare che, ora, anche il Monregalese ha disponibile questo importante strumento di ricomposizione fondiaria e di valorizzazione dei terreni incolti. Però, se si vogliono avere i benefici che già altre zone provinciali e regionali hanno ottenuto, occorre avviare in modo sollecito i lavori. Come Comune intendiamo promuovere questo strumento corretto di gestione del territorio”.    

IL PRESIDENTE DELL’UNIONE MONTANA MONTE REGALE, ROATTINO: “INTENTO LODEVOLE, MA NON FACILE DA RAGGIUNGERE”

Niella Tanaro fa parte dell’Unione Montana Monte Regale insieme agli altri Comuni di Vicoforte, Briaglia, Monasterolo Casotto e San Michele Mondovì. Il presidente e sindaco di Vicoforte, Valter Roattino, ha posto sul tavolo alcuni dubbi. “L’intento - ha affermato - è molto lodevole, ma certamente non facile da raggiungere perché impatta su un settore - quello agricolo - che si sente trascurato dalla politica e deve fare i conti con lo scetticismo dei proprietari che hanno già abbandonato i terreni. L’effetto combinato di queste situazioni rende necessaria un’incisiva opera di documentazione e di convincimento di quanti possiedono le aree. Affrontando il tutto con molta concretezza, trasparenza, collaborazione e per quanto riguarda i terreni silenti con l’attivo supporto delle Amministrazioni comunali”.  

COSA HA DETTO L’UNCEM

Da fonte Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem) del Piemonte risultano esserci sul territorio regionale 800 mila ettari di terreni abbandonati, dei quali oltre 200 mila ettari di castagneti. Una superficie enorme che tende sempre di più ad aumentare e che rappresenta una rilevante risorsa inutilizzata. Inoltre, come i recenti sviluppi della climatologia hanno dimostrato, che “vive” un incombente pericolo sotto il profilo del dissesto idrogeologico. L’alternativa per evitare tutto ciò è costituita dalle Associazioni Fondiarie.

Il presidente di Uncem Piemonte, Lido Riba, durante la serata ha illustrato i casi positivi già presenti in provincia di Cuneo: “Nella Langa Albese i terreni incolti sono stati fortemente rivitalizzati attraverso vigneti, noccioleti e pascoli con notevoli soddisfazioni degli aderenti all’Associazione Fondiaria. In Valle Maira e in altre Valli del Cuneese il recupero dei castagneti ha prodotto notevoli benefici a livello di reddito e l’aumento del valore dei terreni. Sono poi state individuate alcune aree per la messa a dimora di piante micorizzate necessarie a produrre il tartufo nero. Anche in questo caso con successo”.  

LE CONCLUSIONI DELLA SERATA A MINA: SINDACO DI NIELLA TANARO

Le conclusioni della serata le ha tratte il sindaco di Niella Tanaro, Gian Mario Mina. “Sono molto contento - ha dichiarato - per l’esito dell’incontro. Ringrazio, anche a nome dell’Associazione Fondiaria, tutti i presenti per la fattiva partecipazione. Auguro al nuovo organismo un prospero sviluppo. Informo che seguiranno altre riunioni. E nel 2020 è previsto un convegno molto importante per consentire il coinvolgimento di una platea più ampia di persone interessate al tema”.  

COMUNI DI RIFERIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE FONDIARIA MONREGALESE

Si possono conferire all’Associazione Fondiaria Monregalese i terreni incolti o abbandonati che si trovano nei Comuni di (in ordine alfabetico): Alto; Bagnasco; Bastia Mondovì; Battifollo; Belvedere Langhe; Bonvicino; Briaglia; Briga Alta; Camerana; Caprauna; Carrù; Castellino Tanaro; Castelnuovo di Ceva; Ceva; Cigliè; Clavesana; Dogliani; Farigliano; Frabosa Sottana; Frabosa Soprana; Garessio; Gottasecca; Igliano; Lequio Tanaro; Lesegno; Lisio; Magliano Alpi; Marsaglia; Mombarcaro; Mombasiglio; Monastero di Vasco; Monasterolo Casotto; Mondovì; Monesiglio; Montaldo Mondovì; Montezemolo; Murazzano; Niella Tanaro; Nucetto; Ormea; Pamparato; Paroldo; Perlo; Pianfei; Piozzo; Priero; Priola; Prunetto; Roascio; Roburent; Rocca Cigliè; Rocca de’ Baldi; Roccaforte Mondovì; Sale delle Langhe; Sale San Giovanni; Saliceto; San Michele Mondovì; Scagnello; Somano; Torre Mondovì; Torresina; Vicoforte; Villanova Mondovì; Viola.        

Sergio Peirone

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