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Attualità | 13 gennaio 2020, 18:15

Una pantera sulle colline del Roero: "Nell’Albese non risultano privati autorizzati a detenere animali di quel tipo"

Finora senza esito le ricerche del felino avvistato oggi al confine tra Corneliano e Piobesi. Il comandante provinciale dei Carabinieri Forestali: "Al momento non vi sono elementi oggettivi, ma giusto non sottovalutare l’allarme". Dai precedenti torinesi a quello che a Roma diede il nome al celebre movimento universitario

Il felino sarebbe stato visto nella zona collinare tra via Lemonte a Corneliano e la frazione Bricco di Piobesi

Il felino sarebbe stato visto nella zona collinare tra via Lemonte a Corneliano e la frazione Bricco di Piobesi

L’avvistamento tra le colline di Corneliano e Piobesi di quella che sarebbe stata riconosciuta come una pantera ha suscitato comprensibile scalpore in tutto il territorio compreso tra l’Albese e il Braidese, tra la preoccupazione dei residenti e lo scetticismo di quanti con la mente sono ritornati alle numerose vicende di analoghe segnalazioni, in giro per l’Italia e non solo, non seguite poi da alcun concreto riscontro: da quella che nel dicembre 2005 imperversò nella periferia torinese, zona Collegno, a quella che tra la fine del 1999 e l’inizio del 2000 divenne oggetto di caccia sulle colline di Pino Torinese, per risalire a quella che nel 1989 occupò pagine e pagine sui giornali dopo un avvistamento nella zona del Grande Raccordo Anulare di Roma, divenuta talmente popolare da ispirare il nome del celebre movimento universitario.

A poche ore dall’avvistamento di casa nostra la segnalazione arrivata al Municipio di Corneliano e da questo giustamente resa pubblica è stata immediatamente presa in carico dalle autorità competenti, anche se le ricerche condotte sinora non hanno dato alcun esito.

"I precedenti episodi di questo tipo raccolti nella nostra esperienza recente si sono sempre fortunatamente risolti con un nulla di fatto – ci spiega da Cuneo il maggiore Stefano Gerbaldo, responsabile del Comando Gruppo Carabinieri Forestali –, ma questo non vuol dire che simili allarmi vadano sottovalutati. Al momento posso dire che elementi oggettivi non ce ne sono. Come mancano riscontri circa autorizzazioni alla detenzione di esemplari di quel tipo rilasciate in quella zona nell’ambito del Cipes, il protocollo internazionale che regola il possesso e il commercio di animali in via di estinzione. Si tratta di procedure molto articolate, che coinvolgono il nostro Corpo e che sono affiancate da altre registrazioni altrettanto complesse, come ad esempio quelle di ordine sanitario. Rimane aperta la possibilità di un animale introdotto in zona clandestinamente, ma si tratta di un’ipotesi alquanto remota. In ogni caso siamo in contatto continuo coi nostri presidi sul territorio, a partire dagli uomini del Comando Stazione di Alba (in strada Riondello, ndr), proprio per non sottovalutare alcun possibile elemento di pericolo per i residenti".

Ezio Massucco

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