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Attualità | 14 gennaio 2020, 13:55

Armando Erbì risponde alle associazioni ambientaliste sulla sua nomina nel Parco Alpi Marittime: "Polemica strumentale, ho preso 22 voti su 25 e mi hanno votato sindaci di ogni schieramento politico”

CAI, Legambiente, LIPU e Pro Natura hanno contestato la scelta del candidato ambientalista in termini qualitativi e di rappresentatività. Erbì: "La legge in alcun modo parla di rappresentatività e di premialità in base agli associati”

Foto storica con tutti i Presidenti e direttori del vecchio Ente di gestione del Parco del Marguareis prima della fusione con le Alpi Marittime

Foto storica con tutti i Presidenti e direttori del vecchio Ente di gestione del Parco del Marguareis prima della fusione con le Alpi Marittime

 

“La legge è molto chiara in proposito. Le associazioni ambientaliste devono lavorare non per fare polemica e battaglie contro la mia persona, bensì lavorare per far cambiare le regole, se le regole non piacciono”. Non usa mezzi termini Armando Erbì, eletto nel consiglio del Parco Alpi Marittime in rappresentanza delle associazioni ambientaliste.

Secondo il Club Alpino Italiano, Legambiente Cuneo, Pro Natura Cuneo e Lipu Cuneo, la scelta di Erbì è illegittima “in quanto non rappresentativa della componente maggioritaria delle associazioni operanti a livello locale, ovvero CAI, Legambiente, LIPU e Pro Natura, che contano complessivamente in Provincia circa 11.000 iscritti operanti capillarmente a livello del territorio delle aree protette, contro circa 150 dell’associazione Bicingiro che a livello locale rappresenta la FIAB”. Le suddette associazioni, accordandosi tra di loro, avevano presentato una candidatura unica, quella di Daniele Cavedal.

“Sono già stato eletto l'altra volta con lo stesso meccanismo e la stessa legge – risponde Erbì -. Non è cosa nuova e questa volta, proprio come prevede la legge e l'avviso del Parco, ogni associazione poteva presentare un candidato. Teniamo conto che le associazioni iscritte all'albo nazionale sono ben 78, tra cui anche le associazioni dei cacciatori. Una volta candidato, i sindaci e i presidenti delle Unioni ti votano. Io ho preso 22 voti su 25, e mi hanno votato sindaci di ogni schieramento politico”.

Insomma per Erbì si tratta di una polemica strumentale perchè la legge “in alcun modo parla di rappresentatività e di premialità in base agli associati”.

Recita testualmente il comma 2 dell'articolo 15 della La legge Regionale 29 giugno 2009: “I membri del consiglio di cui al comma 1, lettere b), c) e d), sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale su designazione della comunità delle aree protette, con voto limitato e in modo che sia garantita la rappresentanza delle associazioni ambientaliste individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 (Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale) e delle associazioni agricole nazionali più rappresentative”.

L’avviso pubblico dell’Ente di gestione Aree Protette delle Alpi Marittime testualmente invitava “le Associazioni ambientaliste individuate ai sensi dell’art.13 della legge 8 luglio 1986 n. 349 a presentare le candidature per la designazione di un rappresentante nel consiglio direttivo dell’ente di gestione delle aree protette delle alpi Marittime, di comprovata esperienza e rappresentativo del territorio. Le candidature potranno essere una per associazione”.

Le associazioni hanno contestato la nomina anche in termini qualitativi. Accuse che Erbì respinge: “Il sottoscritto, nei 5 anni prima come Presidente e poi come commissario dell’estinto Ente Parco del Marguareis, ha collaborato alla realizzazione del Fito-Depuratore al servizio del Rifugio Garelli del CAI di Mondovì; in collaborazione con la LIPU, grazie ad uno stretto rapporto con l’allora Presidente Fulvio Mamone Capria, attuale segretario del Ministro Costa, ha realizzato il nuovo ingresso dell’Oasi di Crava e Morozzo, sistemato la foresteria e alcune aree umide.
Come consigliere del nuovo Ente di Gestione mi sono occupato di temi importanti legati al recupero di percorsi quali la Ciclovia del Duca e quella delle Alpi del Mediteraneo in stretta collaborazione con il Settore Montagna e Foreste della Regione Piemonte”.

CAI, Legambiente, LIPU e Pro Natura contestano infine le competenze ambientali della FIAB, rappresentata localmente dall’associazione Bicingiro. “Accuse davvero poco simpatiche – contesta Erbì -. Fiab sta facendo un lavoro eccezionale in Regione Piemonte, provincia di Cuneo e a livello nazionale sul tema della mobilità sostenibilità e su varie problematiche legate all'ambiente”.

E conclude: “Le regole del gioco sono il sale della democrazia e si rispettano sino in fondo anche quando le singole aspettative non trovano riscontro. Continuerò a lavorare nel Consiglio del Parco con tutta la passione che mi ha accompagnato negli otto anni in cui ho avuto l’onore di essere amministratore, continuerò a lavorare per la protezione dell’ambiente con gli amministratori locali e con tutte le Associazioni che vorranno un confronto costruttivo con il sottoscritto”.

Files:
 Legge Regionale 29 giugno 2009 n. 19 con modifiche 2019 (5.1 MB)

cristina mazzariello

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