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Attualità | 24 gennaio 2020, 14:30

Schianto mortale in corso Coppino, concluse le indagini condotte dalla Municipale albese

Gli agenti agli ordini del comandante Antonio Di Ciancia hanno sentito otto testimoni diretti del sinistro in cui perse la vita la 64enne Romana Sacco

La terribile scena dell'incidente dello scorso 3 gennaio

La terribile scena dell'incidente dello scorso 3 gennaio

Concluse nei giorni scorsi, sono stati consegnate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti le risultanze delle indagini che la Polizia Municipale di Alba ha condotto su incarico del pubblico ministero Gabriele Fiz sull’incidente mortale avvenuto in corso Michele Coppino lo scorso 3 gennaio.

Come i lettori ricorderanno, in quel tragico venerdì pomeriggio il Range Rover condotto da M. A., 83enne residente a Guarene, travolse una Toyota Yaris ferma in sosta all’incrocio con via Alfieri. A fare le spese del violentissimo urto furono le due persone a bordo dell’utilitaria, la 64enne albese Romana Sacco e il figlio Alberto Bianco, 30 anni.

Estratti dall’abitacolo del veicolo grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, la donna spirò poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale "San Lazzaro" di Alba a causa delle gravissime lesioni subite, mentre il figlio venne ricoverato in condizioni critiche e operato d’urgenza, con una prognosi che i medici valutarono superiore ai 40 giorni.

Profondamente provato dal tragico evento – mentre fortunatamente le sue condizioni paiono in via di miglioramento –, il 30enne, insieme al padre, ha deciso di affidarsi a un legale, l’avvocato torinese Giovanni Passero, affinché rappresenti i suoi interessi nell’ambito dell’indagine per omicidio stradale aperta dalla Procura astigiana in seguito al sinistro.

Dallo stesso legale era anche giunto un appello, affinché chi avesse assistito alla scena dell’incidente si facesse avanti e offrisse il proprio contributo di testimonianza alla ricostruzione di quanto accaduto, per confermare o confutare quanto emerso dalle prime ricostruzioni, secondo le quali il Suv sarebbe giunto dal semaforo all’incrocio con via Fratelli Ambrogio, avrebbe poi speronato due veicoli di passaggio in senso contrario prima di terminare la propria corsa contro l’auto della vittima.

"La dinamica pare chiara - conferma al nostro giornale il comandante della Polizia Municipale Antonio Di Ciancia –, mentre rimangono da comprendere le cause che hanno portato all’incidente. Le due auto coinvolte nello scontro mortale sono tuttora sotto sequestro, a disposizione dei periti. Ai rilievi da noi effettuati sul posto immediatamente dopo l’incidente abbiamo integrato le riprese effettuate dall’unica telecamera presente nella zona, che però ha immortalato solamente il passaggio del Suv 500 metri a monte del punto dello scontro, visto che si trova nella zona del campo sportivo Aurora. A queste evidenze si aggiungono le testimonianze degli 8 testimoni che abbiamo sentito fino allo scorso 13 gennaio, tra i quali i conducenti delle due auto speronate e altre quattro che avevano appena attraversato le vicine strisce pedonali e che hanno soccorso le persone coinvolte nell’incidente".

Contestualmente, un secondo incarico legale è stato affidato dal fratello della donna – Umberto Sacco, anche lui avvocato –, che insieme alle sorelle Maritilde, Raimonda e Renata ha nominato come difensore il penalista albese Roberto Ponzio.

Nell’attesa di conoscere l’esito delle indagini condotte dalla Procura astigiana lo stesso Ponzio definisce "sconcertanti le modalità fattuali dell’incidente, come lascia increduli ipotizzare uno schianto così violento contro persone inermi a bordo di un’autovettura, in pieno centro e in un simile orario del giorno. Chiederemo una perizia cinematica per accertare responsabilità che riteniamo gravissime. Inquietanti – conclude il legale – anche i dati anagrafici della conducente in ragione della potenzialità offensiva della vettura investitrice".

Ezio Massucco

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