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Fossanese | 22 febbraio 2020, 12:02

Dalla 600 elettrica alla monoruota: non si fermano i ragazzi del Vallauri (VIDEO)

Dalle migliorie alla 600 ai nuovi progetti, ecco come traducono insegnamento in pratica

Dalla 600 elettrica alla monoruota: non si fermano i ragazzi del Vallauri (VIDEO)

Potrebbe sembrare archiviato il progetto della 600 che, proprio in questi giorni, è stata varata al Vallauri di Fossano dopo quasi 4 anni di lavoro dell’area di progetto che tocca gli indirizzi di meccatronica, energia ed informatica, ma il brainstorming di studenti e docenti nelle ore pomeridiana non si ferma mai. Un investimento di energie che va ben oltre agli eventuali crediti formativi visto che si tratta di ore extra curriculari.

La 600 di cui avevamo già profusamente scritto la scorsa primavera (shorturl.at/zIOS1), ma in questi giorni è tornata alla ribalta nella sua versione “mobile”.

“Lunedi 10 febbraio 2020, nel cortile interno dell'Istituto "G. Vallauri" è successo un qualcosa di importantissimo e innovativo. Una semplice Fiat 600 blu ha percorso alcune centinaia di metri. Tutto normale? Sembrerebbe di sì. Invece no. – scrivono dal Vallauri -. Questa semplice utilitaria si è mossa solo grazie ad un motore totalmente elettrico realizzato da un team di circa venti studenti del Vallauri. Un risultato importantissimo. È dall'inizio del 2016 che il team guidato dai Prof. Cavallotto e Cornaglia lavora con passione a questo progetto interamente pensato e prototipato nel FabLab dell'Istituto, da quando la normativa nazionale italiana ha permesso il Retrofit, la conversione di un veicolo da motore termico ad elettrico "puro". Il progetto è stato articolato e ha richiesto alcuni anni, basti pensare che alcuni dei membri del team studenti come Davide Chiarle, Paolo Cravero ed Umberto Bubbio sono già diplomati”.

E adesso? Potrebbe sembrare finita qui la sfida, con un successo, ma chiacchierando con gli studenti, un team rinnovato come giusto che sia in una scuola in cui gli studenti continuano a transitare proiettati verso il futuro.

 "È difficile dire se il Vallauri sia il primo Istituto ad aver ottenuto un risultato così eccellente- ammette con comprensibile orgoglio il professor Claudio Cavallotto - ma se non è il primo è certo fra i primi tre a livello nazionale".

Accanto a docenti e studenti e alle rispettive famiglie c’è una rete di supporto costituita dalla scuola, ma anche da aziende che si sono rese disponibili a fabbricare i particolari necessari per il corretto assemblaggio del motore elettrico sulla trasmissione del veicolo “In questi giorni ci ha chiamati un ex studente che ha saputo del progetto. Ha un’officina adesso e si è reso disponibile a darci una mano” in queste parole di Claudio Cavallotto c’è molto del percorso di eccellenza che si nasconde nelle pieghe delle eccellenze del Vallauri, un senso di appartenenza che non si spegne con il diploma.

E adesso? Proprio in questi giorni gli studenti con i loro docenti stanno elaborando nuove proposte. “Oggi dobbiamo staccare ogni volta le batterie per ricaricarle – ci spiega uno dei ragazzi -. Vorrei lavorare a un sistema per rendere la ricarica più efficiente”; “Sarebbe bello fare in modo che abbia una maggiore autonomia, oggi fa circa due km con una ricarica” gli fa eco un compagno; “Mi piacerebbe aggiungere la sensoristica propria dei mezzi moderni, come quelli di parcheggio” è un’altra proposta e così via: migliorare l’impianto frenante, ottimizzare gli spazi interni per fare spazio al secondo sedile, rimosso per fare spazio all’impianto; provare a studiare un sistema di ricarica wireless.

“Stiamo anche cercando di capire il comportamento del veicolo in funzione della rete in un’ottica di vehicle to grid, che ottimizza i picchi di consumo e il loro utilizzo nell’ottica di una smart city che vorrebbe l’integrazione del veicolo alla rete” spiega Claudio Cavallotto.

Le ragazze e i ragazzi del team sono concordi nel dire che progetti come questo danno un senso alle ore teoriche consentendo di toccare con mano l’applicazione di quanto si studia sempre tenendo bene a mente uno dei punti fondamentali dell’agenda 2030: la modalità sostenibile: In tre anni abbiamo dimostrato che creare una macchina elettrica non è impossibile, convinti che un’altra mobilità non è assolutamente rimandabile”.

Accanto agli studenti in questi anni ci sono stati gli insegnanti come Claudio Cavallotto ed Emanuele Rizzello, di meccanica ed energia; Luigi Cornaglia di Elettrotecnica; Gerardo Mazzotta di disegno e progettazione; Pierluigi Balocco di meccanica e Andrea Abbate di informatica.

È vero che il mercato propone veicoli elettrici già di efficacia ed efficienza nettamente superiori alla 600 del Vallauri, ma quello che è stupefacente è che, in questo caso, a realizzarla siano stati degli studenti di più o meno 17 anni, accompagnati sì dagli insegnanti, ma mai pilotati.

I laboratori del Vallauri riservano continue sorprese c’è il go cart elettrico che ora vorrebbero trasformare a controllo remoto e ci sono le nuove idee.

Quale sarà dunque la prossima sfida? “Dopo esserci consultati abbiamo deciso di puntare su una monoruota. Dobbiamo lavorare sull’equilibrio e quindi sul posizionamento delle batterie e del motore elettrico” raccontano gli studenti.

Intanto la 600 del Vallauri ha ricevuto un encomio ufficiale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte a firma di Fabrizio Manca: “ho appreso con grande soddisfazione dell’eccellente lavoro di progettazione e costruzione dell’impianto motore a trazione elettrica con batteria realizzato su un’auto dai docenti e dagli studenti dell’Istituto – scrive Manca all’indirizzo del dirigente Paolo Cortese -. Desidero congratularmi con i docenti e le/gli studentesse/studenti che hanno sviluppato tale progetto ed esprimere a tutti voi la mia ammirazione per l’impegno e la creatività che avete dimostrato. La sfida di sperimentare nuove idee nei processi di apprendimento e nell’applicazione pratica delle conoscenze acquisite rappresenta il futuro della scuola".

"L’eccellente risultato ottenuto è l’espressione non solo di notevoli competenze tecnico-scientifiche, ma anche di una profonda passione per il lavoro, coniugata con la capacità di operare in team e di fare sistema. L’impegno profuso quotidianamente nel Tuo istituto per offrire alle studentesse e agli studenti un percorso di studi di qualità è la leva che ha permesso la sperimentazione di nuovi strumenti altamente professionali. In questo successo di squadra, è stata fondamentale la Tua leadership, che ha fatto dell’Istituto Vallauri un luogo in cui le giovani generazioni trovano il modo di esprimere al meglio attitudini, qualità e talenti personali, sviluppando competenze non solo tecniche e professionali, ma anche sociali e civiche”.

"Sono sempre più convinto che la motivazione allo studio si nutra di sfide appassionanti, che abbiano come orizzonte la conoscenza scientifica e l’innovazione tecnologica - conclude Cortese - . Avere ragazzi appassionati è, per la Scuola, una delle scommesse più importanti".

Agata Pagani

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