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Attualità | 24 febbraio 2020, 17:10

Una saluzzese confinata nella zona rossa del Coronavirus a Vo’ Euganeo

Annalisa Re, residente da alcuni anni nel paesino sui Colli Euganei, è in quarantena per 14 giorni nel comune. Questa mattina iniziati i test del tampone sui residenti. Attivate le postazioni di blocco all’ingresso e uscita del paese. La popolazione vive un’atmosfera surreale e dialoga sulle piazze virtuali, con il timore che qualcuno della piccola comunità sia contagiato

La saluzzese Annalisa Re e alcune immagini da Vo' dove sono iniziate i test del tampone per la positività al Coronavirus

La saluzzese Annalisa Re e alcune immagini da Vo' dove sono iniziate i test del tampone per la positività al Coronavirus

A Vo’ Euganeo, in provincia di Padova, si respira un’atmosfera surreale. Nella "zona rossa", paese dell’infezione da Coronavirus, questa mattina, nella palestra della scuola, sono iniziati i test del tampone sui residenti. L'operazione interesserà tutto il paese e le frazioni.

"Nonostante il freddo eravamo in molti in strada, tanti con la mascherina, per la distribuzione del numero. Ci sono stati momenti di nervosismo. Gli amministratori continuano a dire di non diffondere panico. Il sito del Comune raccomanda di non fare assembramenti nell’attesa. Ma il panico c’è, come l’irritazione, la polemica e la ressa. Non è facile vivere il momento pensando che puoi essere un contagiato. E hai fretta di toglierti il pensiero".

"Di tamponi ne verranno effettuati 250 al giorno, dal mattino alla sera fino alle 17, dopo la lista dei familiari e stretti conoscenti dei contagiati. Io sono il  numero 251, passerò domani", spiega.

A parlare da una delle aree “off limits” del contagio, il comune di Vo', sui Colli Euganei, a mezz’ora di macchina da Padova, è Annalisa Re, saluzzese, residente da alcuni anni nel paesino veneto, il lavoro nella più conosciuta Abano Terme.

Vo’, famoso per i vini, è ora noto come epicentro italiano del Coronavirus, dove si è registrato il primo morto, un uomo di 77 anni. Frequentava lo stesso bar del paese di un altro contagiato di 66 anni.

Oggi si parla di 12 contagi nel comune di 3.300 abitanti. Ma afferma Erika Polito, assessora ai Servizi sociali, all’Identità veneta e Terza età, non si ha il numero esatto e nemmeno ci è fornita l’identità delle persone. 

In seguito alle Ordinanze comunale e del Governo, varate per il contenimento e la gestione dell'emergenza, come gli altri abitanti Annalisa Re è confinata in casa nel paese. Una quarantena di 14 giorni. Non potrà uscire per recarsi al lavoro. Via mail ha informato l’azienda della forzata sospensione. 

"Non si esce e non si entra a Vo’- racconta – gli autobus tirano dritto". Le fermate sono interdette così come sono chiuse tutte le scuole, sospese le messe, le manifestazioni pubbliche, le attività, sportive, ludiche.

Chiusi i 4 bar, due dei quali già immediatamente dopo la notizia della positività dei due uomini contagiati che li frequentavano. Chiusi i ristoranti (Vo’ nel territorio è  meta di gite fuori porta e pranzi) e gli agriturismo. Serrande calate nei negozi, ad esclusione delle attività commerciali di pubblica utilità: alimentari e farmacie e servizi essenziali. Ma in farmacia le scorte di mascherine consigliate e di detergenti per lavarsi le mani sono esauriti.

Si attendono rifornimenti. "Come avverranno? Ci domandiamo in paese".

Da stamattina sono attive le 10 le postazione di blocco alle strade di accesso al paese, controllate dall’Esercito, i Parà della Folgore e dalle Forze dell'Ordine, 24 ore al giorno, per 14 giorni.

"Le persone sono molte preoccupate  - sottolinea - Non siamo blindati in casa, ma non possiamo avere momenti conviviali e si devono evitare le chiacchierate in gruppo. Io esco con il mio cane Buddy, magari il mattino presto o la sera, per non incontrare gente, lavando poi le zampine del cane al rientro".

Qualcuno scambia opinioni nella piazza del municipio, ma preferibilmente si parla sulla "piazza virtuale" sulla chat di WhatsApp "Vo informa" e sul gruppo pubblico facebook  “Quelli che … a Vo".

"Ci facciamo molte domande: una signora ad esempio ha un figlio che deve arrivare da Capo Verde, come farà?. Non può  entrare in paese. Meglio che si fermi da un amico a Padova, la consigliano. C’è chi deve consegnare della merce. Ma non sa come". L' Amministrazione informa di far riferimento al sito del Comune per le disposizioni.

Nascono anche battibecchi tra la popolazione "Chi ci ripaga per 14 giorni di mancata attività commerciale?. La replica: “Pensi solo ai schei (ai soldi). O ancora ci si domanda: se per caso un bambino ha bisogno del pediatra come fa? Dato che non si può uscire dal paese e i pediatri sono tutti fuori paese?".

C’è anche chi approfitta. Stanno girando persone con falso tesserino ULSS 6 Euganea dichiarandosi medici per l’assistenza sanitaria al controllo del Coronavirus. Sono truffatori che hanno già derubato alcuni anziani.

"In questo clima irreale, restiamo in attesa di comunicazioni e di vedere come si evolverà la situazione, con tanto tanto timore di sapere che qualcuno di noi del paese sia positivo al test, essendo una piccola comunità molto unita".

 

Vilma Brignone

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