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Click sulla Psicologia | 26 febbraio 2020, 14:02

Il click sulla psicologia: "Il contagio...emotivo"

La diffusione del contagio del coronavirus, le notizie vere e quelle false, a cui stiamo assistendo questi giorni fanno riflettere su un argomento connesso a questo attuale problema: il contagio emotivo e i suoi conseguenti comportamenti

Il click sulla psicologia: "Il contagio...emotivo"

La diffusione del contagio del coronavirus, le notizie vere e quelle false, a cui stiamo assistendo questi giorni, mi hanno fatto riflettere su un argomento connesso a questo attuale  problema:  il contagio emotivo e i suoi conseguenti comportamenti. 

Cos'è il contagio emotivo?

Ciascuno di noi è parzialmente responsabile dei sentimenti delle persone con le quali si trova a interagire ogni giorno, sia nel bene che nel male. Il contagio emotivo è caratterizzato dalla tendenza a imitare e sincronizzare automaticamente espressioni facciali, vocalizzazioni, posture e movimenti con quelli di un'altra persona e/o un gruppo di persone e quindi presentare uno stato emotivo analogo ed è dunque alla base delle interazioni umane. Il contagio emotivo semplifica la sincronizzazione, la comunicazione e la cooperazione con gli altri.

Quali sono le emozioni  più “infettive”?
In positivo, indubbiamente la gioia, a chi non è mai capitato in una giornata storta  di cambiare un umore dopo aver incontrato qualcuno di allegro?In negativo, le emozioni a più alta infettività emotiva sono la rabbia, la paura e la tristezza, essendo anche le più contagiose, soprattutto quando sono espresse con elevata intensità.

Quali sono le sue caratteristiche?
Il contagio emotivo è un potente meccanismo adattativo poiché induce gli individui a conformarsi istintivamente, automaticamente alle emozioni e ai comportamenti delle persone intorno. Il contagio emotivo e la reazione emotiva che innescano tendono per questo a modificare i meccanismi cerebrali che mediano i processi cognitivi, ovvero il controllo volontario del comportamento. Ciò può portare a creare problemi in determinate situazioni, favorendo la diffusione di comportamenti irrazionali, di reazioni incontrollate che possono portare a effetti negativi per l’individuo e per la collettività.

E il contagio emotivo sui social?
Anche se via internet non è presente la componente relazionale e l’interazione corporea, il contagio sociale online è più virulento perché può essere facilmente diffuso, riprodotto e rilanciato in modo esponenziale. Studi americani hanno osservato come utenti maggiormente esposti ai contenuti emotivamente negativi sui social scrivono un numero più elevato di post negativi, mentre quelli contagiati maggiormente dai post positivi pubblicato un più alto numero di contenuti positivi. L’infezione emotiva si propaga coi social, si tende a comunicazioni di segno emotivo analogo a quello dei post che si leggono. Altri studi hanno dimostrato, cosa che tutti hanno avuto modo di intuire da sé osservando come si incendiano certe serie di commenti sui social, l’esistenza di un effetto di amplificazione emotiva per cui le repliche, i re- post, i commenti ai post, tendono a diventare più acutamente emotivi del post originario. Come si può osservare in questi giorni, infatti, in relazione alla paura del contagio del virus corona,  si osserva un amplificarsi di timore legato alla contrazione dello stesso.

Ma che conseguenze fisiche si riscontrano per il contagio emotivo?
Dal punto di vista funzionale, l’emozione è una risposta adattativa integrata che ha l'obiettivo di risolvere un’emergenza o a ripristinare una situazione desiderata che è stata cambiata. Le emozioni, infatti, sono sempre collegate all’azione. Quando subiamo un contagio emotivo e riproduciamo così l’emozione che ci ha “infettato” si attivano tutti i meccanismi fisiologici di supporto all’emozione e all’azione emotiva. Può succedere che si attivi la reazione dello stress ed il rischio di  compromissione dei processi cognitivi, l’autocontrollo, la capacità di fare scelte funzionali e ponderate. Si diventa impulsivi, con dei meccanismi emotivi più primitivi e irrazionali, pronti a dar sfogo alla rabbia, alla paura e ad azioni poco sensate. L' infezione emotiva prolungata finisce così per poter rendere le persone incapaci di pensare e agire razionalmente e di cooperare, di prestare aiuto: tutto ciò di cui, invece, abbiamo più bisogno per affrontare con successo e in tempi rapidi i problemi, di qualsiasi natura essi siano. 

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Ernestina Fiore

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