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Cronaca | 26 febbraio 2020, 19:00

Aggredì a coltellate la fidanzata nel suo alloggio di Alba: 29enne di Neviglie torna in carcere

La decisione assunta dal Gip dopo che il giovane ha tentato di contattare l’ex compagna mentre era domiciliari. La difesa: "Misura sproporzionata, valuteremo ricorso al Riesame". L’avvocato della ragazza: "Provvedimento adeguato alla pericolosità del fatto e alla successiva condotta"

Il giovane era stato arrestato dai Carabinieri di Alba (immagine d'archivio)

Il giovane era stato arrestato dai Carabinieri di Alba (immagine d'archivio)

Costretto agli arresti domiciliari, non avrebbe rispettato il divieto di comunicazioni verso l’esterno e – anche attraverso falsi profili sui social network – avrebbe cercato di mettersi in contatto con l’ex fidanzata.

Questa la motivazione che ha indotto il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Asti, dottoressa Francesca Di Naro, a disporre l’inasprimento delle misure cautelari cui, dai primi giorni dello scorso gennaio, è sottoposto A. M., 29enne di Neviglie che da mercoledì 12 febbraio è stato sottoposto al più grave regime della custodia cautelare in carcere.

Nei confronti del ragazzo, artigiano presso l’attività di famiglia, ora recluso presso la casa circondariale di Quarto d’Asti, pende la pesante accusa di tentato omicidio per l’aggressione messa in atto nei confronti della fidanzata – una 30enne di Alba – nella notte dello scorso 3 gennaio.

I fatti si sono svolti nell’appartamento di lei, ad Alba, al culmine di una nottata nella quale, secondo quanto riferito dalla compagna, il giovane aveva già dato segni di alterazione.

Rivelatisi vani i tentativi di calmarlo, nelle prime ore del mattino l’artigiano si era armato di un coltello da cucina e avrebbe diretto alcuni fendenti in direzione della giovane. Solo la prontezza di lei, che ne aveva parato i colpi con le mani prima di mettersi in salvo grazie all’aiuto di alcuni vicini, aveva evitato il peggio.

Il ragazzo era quindi stato fermato e tratto in arresto – misura poi commutata nei domiciliari - dai carabinieri del Nucleo Radiomobile albese, mentre la sua vittima era dovuta ricorrere alle cure del Cto di Torino, dove è stata operata una prima volta per ridurle le ferite procuratesi a entrambe le mani, lacerazioni che probabilmente la costringeranno a nuovi interventi per recuperarne la completa funzionalità.

Le indagini sul caso sono condotte dal sostituto procuratore Gabriele Fiz. Il 29enne è difeso dagli avvocati astigiani Maurizio La Mattina di Asti e Lucas Barbesino. "Proprio stamane – conferma al nostro giornale l’avvocato Barbersino - ci è stato notificato l’aggravamento della misura cautelare. Si tratta di un provvedimento che giudichiamo sproporzionato considerato che gli atteggiamenti tenuti dal nostro cliente non hanno posto in nessuno modo in pericolo l’incolumità fisica o psichica della persona offesa e che i contenuti dei contatti tentati non avevano scopi o modalità intimidatorie. Per questo valuteremo se presentare ricorso al Tribunale del Riesame per richiedere il ritorno alla detenzione domiciliare presso la residenza dei genitori".

La stessa difesa fa al contempo sapere di avere sollecitato un incidente probatorio volto a verificare il reale stato di salute dell’indagato, attuale e nel momento del fatto, nel presupposto che "in quel frangente egli non fosse in grado di intendere e di volere". "Attendiamo anche – conclude l’avvocato Barbesino – che finalmente siano messi a nostra disposizione gli esami tossicologici svolti sull’indagato".

Avverso il giudizio che arriva dal legale albese Silvia Calzolaro, che assiste invece la ragazza. "Solo grazie alla sua prontezza la mia cliente ha evitato conseguenze ben peggiori dalla violenta aggressione subita, aggressione in conseguenza della quale la ragazza è ancora comprensibilmente e pesantemente provata, fisicamente e psicologicamente. La misura della detenzione in carcere trova giustificazione nella portata del fatto contestato come nella successiva condotta del suo attore".

Ezio Massucco

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