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Economia | 27 febbraio 2020, 17:43

Dal cornetto al bar alla spesa sotto casa: dall’Associazione Commercianti Albesi un decalogo per sopravvivere al virus

Il presidente Giuliano Viglione: "Comunicazione nazionale è stata totalmente sbagliata. Terziario e turismo in ginocchio, mentre ora siamo additati come gli untori del mondo"

La sede dell'Associazione Commercianti Albesi, in piazza San Paolo

La sede dell'Associazione Commercianti Albesi, in piazza San Paolo

Si inizia con brioche e cappuccino al bar e si finisce con una cenetta romantica con la propria metà, con rientro a casa non prima di una passeggiata e di un gelato. Nel mezzo tante belle possibilità, dal comprare al giornale e leggerlo al parco al fare la spesa al negozio o al mercato sotto casa, passando per l’approfittare degli ultimi saldi, mangiare un boccone in centro, concedersi un nuovo taglio o manicure, fare esercizio in palestra, consumare un aperitivo con gli amici, programmare in agenzia la prossima vacanza.

Sono i "Consigli per una giornata perfetta nonostante il Coronavirus" contenuti nell’elenco di "Cosa posso fare oggi", decalogo col quale l’Associazione Commercianti Albesi invita a non fermare le proprie vite tenuto anche conto – si dà per inteso con l’iniziativa – che in Piemonte non si registrano focolai di infezione e che al momento le persone contagiate dal temuto Covid-19 si contano sulle dita di una mano (cinque, mentre scriviamo, se confermati i tre casi segnalati dal Novarese) su una popolazione di oltre 4 milioni di abitanti.

"Diciamo che è un appello al buon senso – spiega il presidente dell’Associazione Commercianti Albesi Giuliano Viglione –. Certamente dobbiamo difenderci dall’epidemia e mettere in atto le cautele che questo impone. Ma anche e forse di più dobbiamo difenderci dalle difficoltà in cui sono stati messi gli operatori del commercio per effetto di una comunicazione che a livello nazionale è stata totalmente sbagliata e ha minato l’immagine dell’Italia. I reali effetti di questo gravissimo fenomeno purtroppo non si sono ancora visti. Già oggi registriamo un significativo rallentamento del commercio al dettaglio e della ristorazione, mentre negli alberghi pronti alla stagione primaverile fioccano le disdette. Soprattutto nelle nostre zone dovremmo ricordarci che viviamo di un turismo che proviene per il 60% dall’estero, mentre ormai siamo additati come gli untori del mondo".

Ezio Massucco

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