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Attualità | 28 febbraio 2020, 12:52

Coronavirus, basta caos: "Servono risposte immediate, la Granda e il Piemonte pagano un problema senza averne responsabilità"

Confcommercio Cuneo ha presentato, nella mattinata di oggi (venerdì 28 febbraio), i dati relativi alle conseguenze che la diffusione del Covid-19 stanno segnando sulle imprese locali: tutti i settori in calo di fatturato tranne quello delle farmacie, dell'igiene e del commercio alimentare

Coronavirus, basta caos: "Servono risposte immediate, la Granda e il Piemonte pagano un problema senza averne responsabilità"

Il vero nemico è il caos: nell’affrontare la diffusione del nuovo Coronavirus è necessaria un’unità d’informazione da parte degli organi centrali, il recupero della fiducia interna e della credibilità a livello internazionale e, più in generale, della lucidità. Tanto più che la provincia Grande e il Piemonte sono stati toccati dalla questione in modo – stando ai dati ufficiali resi noti a partire da domenica 23 febbraio – del tutto tangenziale.

È questo il sunto dell’incontro tenutosi nella mattinata di oggi (venerdì 28 febbraio) a Cuneo, presso la sede di Confcommercio di via Amedeo Avogadro. Presenti il presidente Luca Chiapella, Mauro Bernardi e Luigi Barbero delle ATL del Cuneese e di Langhe, Roero e Monferrato, e Giuseppe Carlevaris di Conitours.

Al centro, ovviamente, l’impatto che la scoperta della presenza - e della diffusione - del Covid-19 nel nord Italia ha già avuto sulle imprese provinciali, a seguito dell’incontro che Chiapella ha avuto con il consiglio provinciale dell’associazione: “Proponiamo la costituzione di un tavolo presso la Camera di Commercio, per continuare a raccogliere i dati ufficiali relativi al sistema impresa”.

Una situazione molto serie, specie a fronte del fatto che la nostra provincia non presenta ancora alcun caso di positività ai tamponi effettuati sui propri cittadini.

Il danno effettivo è ancora da quantificare, ma sarà sicuramente importante e la causa principale è senza dubbio l’allarmismo venutosi a creare negli ultimi giorni – prosegue il presidente di Confcommercio - . Centrale in questo senso il tema delle disdette, che parte ovviamente dal settore turistico ma colpisce poi a cascata l’intero sistema, acuendo problemi già presenti e situazioni già complesse: serve un segnale forte e risposte sicure, seppur necessariamente insufficienti visto che il problema tocca l’intero paese e diverse altre zone del pianeta”.

È importante sottolineare comunque come non ci si trovi, qui a Cuneo ma nell’intero Piemonte, in una situazione di emergenza, e qualcuno dovrà rispondere della situazione di psicosi che si è venuta a creare. In ogni caso non accettiamo il blocco del tessuto commerciale; la salute è e resta al primo posto ma ci aspettiamo che lunedì prossimo riaprano le scuole, come segno di ritorno alla normalità” conclude Chiapella.

- I DATI

Sono soltanto tre i settori imprenditoriali che, dalla presa di coscienza dell’opinione pubblica locale della presenza del nuovo Coronavirus, hanno fatto registrare un incremento percentuale del fatturato: farmacie/articoli sanitari (+15%), igiene e persona e casa (+20%) e commercio alimentare (+10%).

Gli altri, invece, risultano aver tutti perso punti percentuali.

Di seguito l’elenco, con il raffronto tra la situazione cuneese e quella regionale:

- Turismo

Turismo d’affari (-85% Cuneo, -85/90% Piemonte)

Strutture ricettive (-70% Cuneo, -70/85% Piemonte)

Organizzatori di eventi (-90% Cuneo, -90/100% Piemonte)

- Somministrazione

Bar (-40% Cuneo, -25/40% Piemonte)

Bar in aree interessate da eventi di carnevale soppressi (-45/80% in Piemonte)

Ristoranti (-50% Cuneo, -30/50% Piemonte)

Discoteche (-100% Cuneo, -100% Piemonte)

- Extra-alimentare

Abbigliamento (-40% Cuneo, -40/50% Piemonte)

Gioielli e accessori (-50% Cuneo, -30/60% Piemonte)

Fiori (-40% Cuneo, -35/45% Piemonte)

Arredamento (-20% Cuneo, -30/55% Piemonte)

- Commercio Ambulante

Non alimentare (-40% Cuneo, -50/80% Piemonte)

Alimentare (-30% Cuneo, -30/50% Piemonte)

- Servizi

Benzinai (-40% Cuneo, -25/40% Piemonte)

Agenti di commercio (-70% Cuneo, -50/70% Piemonte)

- LE DICHIARAZIONI DEI PRESENTI

Luigi Barbero, presidente dell’ATL langarola, punta l’attenzione proprio sulla necessità di un abbassamento della tensione: “Negli ultimi giorni sono stati dati, a ogni livello istituzionale, solo segnali negativi; ci auguriamo una rapida inversione di tendenza. Di questo devono farsi carico anche gli organi di stampa, specie se nazionali, che ringrazio nei suoi rappresentanti locali per essere qui oggi all’incontro”.

Serve rimanere al fianco delle imprese, specie se impegnate nel settore turistico: incombono scadenze tributarie che potranno rivelarsi molto gravi. E serve un “piano Marshall” di più di 10 milioni di euro per dare delle risposte di tipo emergenziale, oltre a un altro programma volto al rilancio dell’economia della nostra provincia e un ritorno rapido alla normalità”.

I settori turistico e commerciale sono stati i più colpiti – ha sottolineato il presidente Mauro Bernardi - , e parliamo di un comparto che si stava sviluppando rapidamente e di uno che già presentava forti criticità. Inutile girarci intorno, responsabile è la caotica gestione della questione a livello nazionale; ci stiamo trovando a pagare seriamente un problema per il quale non abbiamo alcuna responsabilità”.

A concludere l’incontro Beppe Carlevaris: “Tra i territori della nostra provincia quello della montagna è indubbiamente il più vessato, sopratutto a causa delle diverse disdette attuate o annunciate. Bisogna cominciare a gestire la situazione con più lucidità, specie dal punto di vista informativo, e preparasi al futuro, all’estate e all’autunno prossimi, imparando dal presente: serve poi che tutti facciano un ulteriore sforzo per mantenere e salvaguardare l’occupazione, fermo restando la necessità di misure drastiche e urgenti a supporto delle imprese”.

simone giraudi

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