Agricoltura - 03 marzo 2020, 08:15

Etichettatura d’origine: Coldiretti plaude alla lettera inviata ai commissari UE

Moncalvo e Rivarossa: "Nella nostra regione abbiamo raccolto oltre 100 mila firme per salvaguardare le produzioni Made in Piemonte che, grazie all’etichettatura d’origine, potranno essere ulteriormente valorizzate"

Etichettatura d’origine: Coldiretti plaude alla lettera inviata ai commissari UE

L’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti è sostenuto dal 95% dei consumatori italiani che hanno partecipato alla consultazione pubblica e dalla stragrande maggioranza di quelli europei. E’ quanto afferma Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per la lettera sottoscritta dalla Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dal Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, inviata ai Commissari Ue alla Salute, Stella Kyriakides, e all'agricoltura, Janusz Wojciechowski per chiedere che sia esteso l'obbligo di origine delle materie prime in etichetta a tutti gli alimenti, a partire dai prodotti sui quali si è già sperimentato in Italia come latte, formaggi, carni trasformate, pasta, riso, derivati pomodoro.

Nella lettera si fa giustamente riferimento all'iniziativa dei cittadini europei che ha raccolto oltre 1,1 milioni di firme in 7 Stati membri e che chiede di estendere l'obbligo di indicazione della materia prima in tutti gli alimenti promossa dalla Coldiretti e da Campagna Amica con il sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza europee.

L’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa per le politiche rivolte alla qualità, sicurezza alimentare e trasparenza dell’informazione – sottolineano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - . Nella nostra regione abbiamo raccolto oltre 100 mila firme per salvaguardare le produzioni Made in Piemonte che, grazie all’etichettatura d’origine, potranno essere ulteriormente valorizzate e scelte consapevolmente dai consumatori che cercano freschezza e qualità. Il green deal che la commissione vuole realizzare inizia proprio dalla trasparenza a tavola”.

comunicato stampa

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