/ Cronaca

Cronaca | 04 marzo 2020, 15:50

“Guaritore” a processo per violenza sessuale

L’uomo, titolare di un mobilificio, era stato denunciato da una ragazza dopo un “trattamento”. I testi della difesa: “Si è sempre comportato correttamente”

“Guaritore” a processo per violenza sessuale

Era già in cura da un osteopata ma continuava ad avere un fastidio alla coscia, come conseguenza di uno stiramento. Era stato per questo motivo che la ragazza avendo accompagnato nonna, mamma e zia da quello che nelle campagne chiamano “settimino”, uno “con le mani calde”, aveva deciso di provare anche lei. L’uomo l’aveva portata nel sotterraneo del suo mobilificio e lì, secondo il racconto della giovane, sarebbe andato “oltre”.

A Cuneo si sta celebrando il processo a carico del titolare di un mobilificio di un paese a qualche chilometro da Cuneo. Il reato contestato dal pm Marinella Pittaluga è di violenza sessuale. A denunciarlo per fatti risalenti all’ottobre 2017 è una ventisettenne, costituita parte civile, che nella precedente udienza aveva rievocato l’episodio: “C’era un letto, mi fece coricare a pancia in giù. Iniziò con massaggi dal ginocchio fino al gluteo, poi mi chiese di abbassare le mutandine. Io pensai che l’osteopata non faceva così. Quindi prese un cuscino di spugna e me lo fece mettere sotto la pancia, perché doveva vedere meglio”, aveva raccontato la ragazza, piangendo. “A quel punto i massaggi si fecero più invasivi e arrivò a sfiorami le parti intime. Gli dissi che il dolore andava meglio e si fermò. Ritornammo su, lui disse che sarei dovuta tornare”. La “visita” sarebbe durata circa mezz’ora.

La ragazza non era andata subito a denunciarlo perché si “vergognava” e “non sapeva a chi rivolgersi”. Poi convinta anche dal fidanzato e dalle amiche, presentò querela: “Non volevo che succedesse anche a qualcun’altra”.

Oggi in tribunale un’altra donna ha raccontato di essere andata dal mobiliere due volte. La prima per un dolore ai nervi di una mano: Mi aveva fatto accomodare nel suo ufficio. Dopo il trattamento mi sembrava che l’avesse messo a posto, mi ero trovata bene”. Ma la seconda volta che la signora era andata dal “guaritore” per un mal di schiena, conseguenza di una caduta dalla bicicletta, le cose sarebbero andate diversamente: “Scendemmo nel seminterrato. Ero sdraiata prona. Iniziò a manipolarmi la schiena e poi scese sempre più in basso e toccò punti che non doveva, mettendo le mani sotto gli slip”.

I testimoni chiamati dagli avvocati difensori Paolo Verra e Giuseppe Caprioli hanno al contrario sostenuto che il mobiliere si è sempre comportato correttamente: “Sono stata da lui circa una decina di volte per risolvere problemi alle gambe, alla schiena, ai polsi”, ha spiegato una quarantenne.“Per il trattamento dei polsi mi faceva andare nel suo ufficio, altrimenti andavamo nel seminterrato, in una stanzetta con un letto, sul quale mi faceva sdraiare prona, solo con gli slip. Sotto la pancia mi faceva mettere un cuscino e mi diceva di fare dei movimenti con il bacino mentre lui manipolava. Una volta avevo dolore all’interno coscia, lui mi chiese se poteva andare un po’ più su, ma non è successo nulla. Mai accorta che ci potessero essere atteggiamenti equivoci”. La donna ha anche aggiunto che l’imputato non ha mai voluto del denaro.

Avevo provato di tutto , ma risultati zero. Dopo essere stato da lui invece sto decisamente meglio”, ha raccontato un uomo che si era rivolto al mobiliere lamentando dolori nella zona lombare. Anche un altro teste ha ricordato di essere andato da lui in più occasioni, e di essere stato “trattato” nello stanzino del seminterrato. E pure nel suo caso, gli era stato detto di mettere un cuscino sotto la pancia e di fare movimenti con il bacino.

La figlia dell’imputato: “Tanta gente andava da lui perché aveva ricevuto in dono il potere di riuscire ad aggiustare le distorsioni. Mio padre non ha seguito scuole o corsi, son cose soprannaturali che si tramandano da generazioni. Faceva coricare le persone su un lettino al piano inferiore perché sopra abbiamo l’esposizione di zona giorno. Io stessa mi sono fatta trattare da lui, e mi faceva mettere a pancia in giù, facendomi fare dei movimenti con il bacino . Il cuscino serviva proprio perché il bacino fosse in piano e la schiena non si incurvasse. Non lo faceva per soldi, ma per fare del bene alle persone”.

L’udienza è stata rinviata per altri testi al 6 maggio.

Monica Bruna

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium