Politica - 07 marzo 2020, 07:30

#controcorrente: il Comitato Gruppo Pendolari della linea ferroviaria Cuneo-Torino lo ascolta nessuno

Nel 2019, il monitoraggio che ha effettuato su 44 treni, nelle fasce orarie più frequentate, ha evidenziato dati disastrosi: 22.631 minuti di ritardo; 37 cancellazioni totali delle corse e 51 limitazioni del tragitto. Lo stesso Comitato ha poi avanzato alcune proposte di miglioramento dei collegamenti ferroviari, chiedendo a una trentina di Comuni della “Granda” un supporto nei confronti della Regione. Ma non ha ottenuto risposte. Dice il coordinatore Claudio Menegon: “Siamo molto delusi e amareggiati da questo assoluto silenzio”

#controcorrente: il Comitato Gruppo Pendolari della linea ferroviaria Cuneo-Torino lo ascolta nessuno

E’ pur vero che in questo periodo il problema coronavirus sta, giustamente, in cima a tutte le priorità dei cittadini, delle strutture sanitarie, delle Istituzioni politiche e delle Amministrazioni pubbliche locali, ma ne esistono anche altri, incancrenitisi nel tempo, che meritano di essere segnalati.

Ad esempio si parla ormai da anni dei disagi che devono affrontare quotidianamente i pendolari della linea ferroviaria Cuneo-Torino. Partendo dai ritardi e dalla soppressione delle corse.

Nel 2018 il Comitato Gruppo Pendolari della tratta, coordinato da Claudio Menegon, durante l’anno ha monitorato 24 treni in andata e ritorno: 11 nella fascia oraria 6-9  e 13 in quella 16-20. I minuti totali di ritardo per queste corse più frequentate, non tutte quelle del giorno, sono stati 13.693, con 29 cancellazioni totali del servizio e 28 limitazioni dei tragitti.

Nel 2019, per offrire dei dati più completi, lo stesso Gruppo Pendolari ha controllato 44 treni. I minuti di ritardo sono stati 22.631, con 37 cancellazioni del collegamento e 51 limitazioni del percorso. Una situazione insostenibile e disastrosa.

Da cosa dipende? “Il problema reale - risponde il coordinatore Menegon - sta nel materiale rotabile, probabilmente sottoposto a una scarsa manutenzione, e alle infrastrutture le quali, troppo spesso, si sono rivelate fragili e inadeguate. E su questi aspetti che bisognerebbe intervenire”.

Ma il Comitato Pendolari, anche nell’ottica di non rappresentare solo interessi specifici, ma per dare voce a tutti i possibili fruitori del servizio ferroviario,  nel settembre 2019 si è spinto oltre cercando di sensibilizzare la Regione con una serie di proposte. Quelle particolarmente importanti per la “Granda” sono: la sistemazione infrastrutturale, la riqualificazione e l’adeguamento alle norme europee delle stazioni di Cuneo, Savigliano, Cavallermaggiore e Racconigi; il raddoppio del tratto tra Cuneo e Fossano di cui si parla da almeno 40 anni; l’incremento delle corse sulla linea Saluzzo-Savigliano; il potenziamento della Torino-Cuneo-Nizza-Ventimiglia; la riapertura al traffico passeggeri della Cuneo-Mondovì e della Cuneo-Saluzzo; il collegamento con l’aeroporto di Levaldigi.

Risultati? “L’incontro in Regione nel quale abbiamo presentato i suggerimenti - sottolinea Menegon - non ha avuto alcun seguito concreto. Sempre nello stesso periodo abbiamo spedito una lettera a una trentina di Comuni della provincia “Granda” interessati al passaggio delle linee indicate per domandare un loro supporto alle nostre richieste nei confronti dell’Amministrazione alla guida del Piemonte. Non abbiamo avuto risposte. Da nessuno”.

Ma non solo. Della questione si è anche discusso nel Consiglio comunale di Cuneo dello scorso 16 dicembre, attraverso un’interpellanza presentata dal gruppo per i Beni Comuni. A domande precise dei consiglieri, la Giunta ha risposto in modo evasivo e vago”.

Infine? “Riteniamo che il Comune di Cuneo, essendo il capoluogo della provincia, dovrebbe fare da capofila nel percorso di sostegno alle richieste. Anche per questo motivo, il 17 dicembre e il 7 febbraio, abbiamo sollecitato due incontri con l’Amministrazione municipale. Ma, in entrambi i casi, non abbiamo avuto riscontri”.

Per cui? “C’è la totale indifferenza da parte della Regione e dei Comuni interessati al passaggio della Cuneo-Torino e al servizio ferroviario in genere. Siamo molto delusi e amareggiati da questo silenzio assoluto”.           

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