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Cuneo e valli | 13 marzo 2020, 13:15

Mascherine e pre-triage nei presidi Asl Cn1, la Uil Flp: "Operatori preoccupati, l’azienda verifichi la sicurezza degli addetti"

Il segretario provinciale Giovanni La Motta denuncia lacune nella verifica degli accessi a reparti e ambulatori e nella distribuzione dei dispositivi di protezione individuale

La tenda per il pre-triage al Pronto Soccorso del Santa Croce di Cuneo

La tenda per il pre-triage al Pronto Soccorso del Santa Croce di Cuneo

Pre-triage carente in alcuni reparti e nelle sedi periferiche e dispositivi di protezione individuali – a partire dalla mascherine – che non sarebbero stati distribuiti a tutti gli operatori al lavoro in queste ore nelle sedi ospedaliere dell’Asl 1.

Sono i temi di preoccupazione che la Uil Fpl ha sollevato con una lettera inviata nelle scorse ore all’attenzione della Direzione generale e al Servizio di Igiene e Salute Pubblica (Sisp) dell’Asl Cn1.

"In rappresentanza degli addetti e nell’interesse della cittadinanza – si legge nel documento a firma del segretario provinciale della funzione pubblica Uil Giovanni La Motta – chiediamo al Sisp di monitorare la presenza e la corretta distribuzione a tutti i servizi dei Dpi, nonché di verificare che tutti gli operatori sanitari siano messi in condizione di fornire adeguate risposte alla cittadinanza nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, e che siano forniti di tutti gli strumenti idonei a garantirne l’incolumità ed evitare situazioni di potenziale pericolo".

"Nel territorio dell’Asl Cn1 ci risulta siano state messe in campo misure di sicurezza quali il pre-triage anche in sedi distaccate, poliambulatori –
spiega La Motta -: chiediamo al servizio di valutare se sono state attivate in tutte le sedi periferiche e di attuarle dove non ancora adottate, alla luce dei buoni risultati ottenuti da altre aziende (vedi Asl Cn2), che le hanno messe in campo".

"Chiediamo di verificare –
prosegue La Motta – se nei reparti la dotazione di Dpi è sufficiente e idonea, visto il crescente senso di preoccupazione tra gli operatori e considerata la possibile presenza di pazienti asintomatici, anche a tutela dei pazienti in degenza negli stessi reparti".

Redazione

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