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Cuneo e valli | 16 marzo 2020, 10:57

Famiglie e disabilità ai tempi del Coronavirus. Il racconto di mamma Claudia fermata in auto col figlio autistico: “Uscire è per noi un'estrema necessità”

Nel decreto non ci sono accenni alla disabilità, ma mamma Claudia si è informata è ha trovato risposte abbastanza chiare sul sito governativo dell'Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità dove è evidente l'intento di considerare una necessità l'accompagnamento e l'assistenza di persone con disabilità, sempre muniti di autocertificazione. “Non abusiamone, non esageriamo. Spostiamoci con la nostra auto. Andiamo in natura, in luoghi non frequentati. Ma possiamo uscire”

Claudia Pirotti con il figlio Franci - Foto da facebook

Claudia Pirotti con il figlio Franci - Foto da facebook

“Oggi ero in auto con Franci e i Carabinieri mi hanno fermata. Secondo loro essere fuori con Franci non era consentito, non è previsto dal Decreto. La confusione deriva dal fatto che alcune 'categorie' di persone non vengono mai contemplate da chi declina le regole”.

A parlare è Claudia Pirotti, mamma di Franci, ragazzo autistico di 17 anni. Vive a Boves con gli altri due figli: “E' difficile stare a casa in questi giorni. Stiamo vivendo situazioni drammatiche. Alcune persone come Franci, con la cessazione di tutte le attività settimanali e l'obbligo di rimanere a casa, vanno totalmente in tilt. Tanto da diventare difficilissimi da gestire in casa, da mettere i nervi a dura prova. Uscire è dunque un'estrema necessità, l'unico modo per sfogare, ritrovare la calma e un pochino di serenità”.

Mamma Claudia non vuole certo violare la legge. Chiede solo di poter far sfogare il figlio con un giro in macchina o poter raggiungere l'altalena che serve a Franci, tenendo le distanze di sicurezza da altre persone.

“Come al solito siamo in un caos di legge e di norme – racconta Claudia -. Nel decreto non ci sono accenni alla disabilità. Si parla di anziani in stato di bisogno; di generici problemi di salute; di esigenze fisiche... Poco di disabilità e assolutamente niente di disabilità intellettiva. In settimana ho chiesto al sindaco perché da mamma voglio rispettare le regole”.

L'ha anche spiegato ai Carabinieri che ieri (domenica 15 marzo, ndr) l'hanno fermata: “Ho dovuto insistere. Ma hanno capito e alla fine mi hanno augurato 'buona passeggiata'. Le forze dell'ordine fanno il loro lavoro e ne ho assoluto rispetto. Il problema è che mancano le informazioni essenziali anche a loro. È comprensibile, si parte dalle emergenze, e poi si declina ogni altro aspetto, ma nelle famiglie come la mia si stanno vivendo dei drammi”.

Ed ecco che mamma Claudia si è informata e ha trovato risposte abbastanza chiare sul sito governativo dell'Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità (QUI IL LINK). Si fa riferimento soprattutto alla disabilità fisica, ma è evidente l'intento di considerare una necessità l'accompagnamento e l'assistenza di persone con disabilità.

Come ovvio, “l'esigenza deve essere comunque autocertificata. Tuttavia è strettamente necessario attenersi alle regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili”.

“Non abusiamone, non esageriamo – conclude mamma Claudia -. Spostiamoci con la nostra auto. Andiamo in natura, in luoghi non frequentati. Ma possiamo uscire. È lecito regalare ai nostri figli qualche ora di aria e di sfogo. Ne va della loro salute. E della nostra. Prima di trovarvi con la casa sotto sopra o con una crisi di nervi... in sicurezza, ma uscite un momento. Se avete bisogno di aiuto per le difficoltà legate alla disabilità di vostro figlio, le persone che vengono in vostro soccorso sono giustificate. Possono raggiungervi. Vi abbraccio”

cristina mazzariello

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