Attualità - 18 marzo 2020, 14:43

Da Cuneo il racconto della mamma di un cervello in fuga nel Regno Unito al tempo del Covid 19

Nicola è all'estero da cinque anni. Questo è l'anno della laurea... il racconto di Barbara Pasqua, la nostra direttrice, e di un'angoscia cresciuta giorno dopo giorno, fino alla decisione del rientro e a quel benedetto atterraggio a Nizza, a poche ora dalla dichiarazione di Macron: "Siamo in guerra"

Da Cuneo il racconto della mamma di un cervello in fuga nel Regno Unito al tempo del Covid 19

Nicola è nel Regno Unito da ormai 5 anni e questo è l’anno della sua laurea. Siamo già tutti pronti, belli ed emozionati per il 30 giugno, prenotato voli, alberghi e persino i ristoranti: Durham ci aspetta!

Peccato che è arrivato lui, il coronavirus, a farci capire che nulla è mai scontato.

Nicola doveva rientrare per le vacanze di Pasqua il 30 marzo, volo di British Airways da Newcastle e ritorno il 18 aprile, perché a maggio ci sono gli esami finali.

Dalla fine di febbraio comincia a salirmi l’angoscia di mamma, ma no – mi dico – sto virus per la fine di marzo se ne sarà andato, è come l’influenza. Purtroppo la pia illusione di una povera mamma che tenta di autoconsolarsi finisce pochi giorno dopo, quando British comincia a cancellare tutti i voli fino al 3 aprile e così lentamente ed inesorabilmente tutte le altre compagnie.

L’Italia è diventata zona rossa, siamo come la Cina, gli appestati d’Europa. Nessun volo è più prenotabile, o quasi nessuno, niente su Milano, su Torino o su qualsiasi aeroporto da Pisa in su.

Nicola mi rassicura: “mamma è meglio che io resti qui, il Regno Unito sembra ancora indenne da questo virus, se torno in Italia finisce che poi non mi fanno più rientrare per gli esami finali…non posso rischiare di non laurearmi”.

Quindi fino ad una settimana fa la versione ufficiale era: Nicola resta nel Regno Unito e poi ci si vedrà a giugno.

Arriva però il primo caso alla Durham University che decide di cominciare a prendere precauzioni, iniziano le lezioni on line anche lì, tanto poi dal 23 marzo si è tutti in vacanza. Per me però arriva la svolta, il discorso di Boris Johnson: "Molte famiglie perderanno i loro cari!"

Tralascio tutte le altre, secondo me, sciocchezze sull’immunità di gregge e sul fatto che la vita deve continuare normalmente. Follia.

La mia frustrazione di mamma di cervello in fuga ha toccato il massimo storico e quindi decido di non fare come il primo ministro inglese ma di prendere in mano la situazione. Venerdi scorso (13 marzo) scrivo alla tutor di Nicola e le spiego la situazione.

Lei mi consiglia di far rientrare Nicola, che nessuno perderà l’anno e che l’università si sta già organizzando per gli esami on line di maggio. Questo è un segnale forte… si aspettano anche loro che arrivi il terremoto...

Comincio a camminare avanti ed indietro in cucina come una pazza, ma sono sempre più convinta: Nicola deve rientrare.

Prenoto un volo per venerdi 20 marzo su Nizza, ma la notte non dormo. Sabato leggo i giornali, il maledetto sta arrivando anche in Francia ed in Spagna, la Germania e l’Austria chiudono i confini.

Devo anticipare il volo. Provo a contattare KLM , impossibile, non si riesce a parlare con loro in nessun modo, tutti preda del covid 19 e on line la prenotazione non si può modificare. Che fare?

Domenica mattina ricomincio a sentire la mia ulcera e quindi decido: compro un altro volo per domattina. Newcastle – Amsterdam – Nizza.

Dico a Nicola di preparare velocemente di bagagli, di accaparrare più roba possibile, tutto quello a cui tiene e con il resto fare delle scatole in modo che, nel caso non fosse riuscito a rientrare in Inghilterra, avremmo potuto mandare qualcuno a prendere le sue cose. Nicola è spaventato mi chiede che succede, “Siamo in guerra” gli rispondo.

“Ok mamma faccio come dici, i miei amici inglesi mi dicono che non è una buona idea, ma mi fido di te, torno a casa”.


Forse ha capito che questo era il momento di stare in famiglia, uniti, in quarantena, ma insieme.

Lunedì cresce l’ansia, speriamo che non cancellino il volo da un momento all’altro, perché negli aeroporti gli annullamenti arrivano veloci, uno dopo l’altro. “Tienimi aggiornata ogni secondo” gli dico. Il primo volo parte puntuale, forse perché anche le piste di decollo si stanno svuotando ed arriva ad Amsterdam in anticipo. Io parto da Cuneo, direzione Nizza, con tutte le mie belle autocertificazioni e mi preparo i discorsi per le forze dell’ordine che eventualmente mi avrebbero fermato. Meglio dire subito che sono una giornalista o raccontare la mia straziante storia di mamma di un figlio espatriato?

Parto, alle 14,30 sono a Savona. Mi fermo in un autogrill deserto, solo 2 camionisti, non scendo dall’auto. Sto solo aspettando che Nicola mi dica che sta decollando per Nizza, perché mi tremano le gambe: che facciamo se lo bloccano ad Amsterdam?

Tintinna messanger: “Ci hanno detto che decolliamo mezz'ora in ritardo, aspettiamo autorizzazione da Nizza”. Ecco lo sapevo, controllo i siti di tutti gli aeroporti “cancelled, cancelled, cancelled , cancelled….”

Nizza però resiste, è ancora lì, senza nessuna indicazione, forza, resisti! Non riesco a ripartire da quell’autogrill, alle 15.05 sono ancora lì, ma finalmente arriva la conferma: decollo.

Riparto, mi preparo la mia frase in francese, i gendarmi alla frontiera mi fermeranno, noi siamo zona rossa. L’unica anima viva che incontro è il casellante di Ventimiglia, senza mascherina, ma non è forse il caso di mettere tutti i caselli automatici in questo periodo? Accenna un sorriso, ha quasi e giustamente paura di prendere il mio biglietto.

Al casello di Nizza tutti i poliziotti sono schierati, osservano tutti ma non fermano nessuno. In Costa Azzurra c’è fermento, a pochi chilometri sembra un altro mondo, molte auto, traffico, gente in giro che ancora si saluta dandosi la mano. Solo qualche cartello luminoso avverte: Covid19 Evitez le contact!

Arrivo in aeroporto il dubbio è forte, resto in auto o vado al terminal. Vado al terminal…. L’areo di Nicola atterra, Dio ti ringrazio.

In quell’istante mi arriva il link di un articolo sulla chat di redazione: Macron parla alla nazione, siamo in guerra e da domani chiude tutto. Ma Nicola è qui, per fortuna, si rientra a Cuneo, l’esercito francese è schierato ma ci lasciano uscire…

Alle 20 siamo a casa e leggo che sono tanti gli italiani che vogliono rientrare da varie parti d’Europa, ma i pochi voli su Roma sono esauriti o hanno prezzi folli, senza contare che la situazione varia di ora in ora e le cancellazioni sono dietro l’angolo.

Nicola mi guarda dubbioso: “spero di aver fatto la scelta giusta”.

Giusta o sbagliata l’importante ora è che sei con la tua famiglia. Ache Boris Johnson comincia a fare retromarcia. Se superiamo questa il resto della mia vita mia mamma di un cervello in fuga potrebbe essere una passeggiata!

Redazione

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