Attualità - 20 marzo 2020, 16:43

PC di Cuneo: "Il diritto al lavoro non può essere separato dal diritto alla sicurezza e alla salute"

Riceviamo e pubblichiamo

PC di Cuneo: "Il diritto al lavoro non può essere separato dal diritto alla sicurezza e alla salute"

Lavoratori della provincia di Cuneo,

la grave epidemia che ha colpito anche il nostro territorio sta producendo un impatto emotivo ed economico simile a quello di una guerra.

Nelle fabbriche la richiesta da parte operaia di lavorare in sicurezza si scontra sempre più con l'incuranza e il menefreghismo dei padroni, impegnati come sempre a mettere il loro profitto al di sopra di tutto, considerando gli operai poco più che carne da macello.

Scioperi, proteste, accordi sindacali vengono sempre più richiesti per ovviare ad un decreto che lascia molti margini di autonomia alle imprese, senza risolvere in maniera sostanziale il problema contagio per chi lavora.

I lavoratori comprendono sempre più che la loro sicurezza non dipende dagli amministratori delegati e dai padroni, ma solamente dalla volontà di tutti quelli che producono davvero, rischiando la salute per portare a casa uno stipendio, spesso appena sufficiente a mandare avanti una famiglia.

Emerge con chiarezza il legame di classe, la vera natura della società e dello stato.

Dalla Michelin alla Nutkao, dalla Ferrero alla Diageo, a molte altre situazioni locali, operai e operaie (impossibilitati allo smart working) capiscono di essere tutti nella stessa condizione.

Noi comunisti siamo con loro. Il diritto al lavoro non può essere separato dal diritto alla sicurezza e alla salute.

Con i lavoratori in sciopero. Con i lavoratori che lottano.

Segreteria provinciale Partito Comunista
Federazione di Cuneo

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