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Attualità | 23 marzo 2020, 10:18

Diventare genitori ai tempi del Coronavirus: "E' andato tutto bene, ma avremmo voluto condividere questa gioia con la famiglia"

A parlare sono Lorena e Fabio, neogenitori di Vernante. Elia, il loro primo bimbo, è nato nelle prime ore del 18 marzo scorso. Sono felicissimi, ma anche consapevoli di quanto tutto sia stato anomalo: "In questo momento non c'è niente di scontato"

Diventare genitori ai tempi del Coronavirus: "E' andato tutto bene, ma avremmo voluto condividere questa gioia con la famiglia"

Elia è nato all'ospedale di Cuneo alle 2.49 del 18 marzo 2020. In piena emergenza coronavirus. E' il primogenito di Lorena Giordano e Fabio Dalmasso. Vivono a Vernante. 

Il racconto di Lorena è pieno di emozioni e di gioia ma, ammette, "avevo immaginato e avrei voluto una situazione molto diversa. Normale".

"Non voglio sembrare un'ingrata. Il parto è stato bellissimo, in un'ora Elia è nato. Non ho nulla da dire sul personale e sulla gestione della situazione, sono stati tutti perfetti. Ma quando pensi al tuo primo figlio pensi ai nonni, ai fratelli, alla famiglia, ai fiori, agli amici. Alla condivisione di un momento unico. Invece non è stato così. Fabio è stato con me in sala parto. Ma tutto il travaglio l'ho fatto da sola, in stanza. A lui non è stato permesso di starmi vicino. Ha aspettato fuori dal reparto, tra l'altro al freddo, perché le finestre sono perennemente spalancate", ci racconta Lorena.

Parla anche dell'ansia e della paura dei giorni prima della scadenza. "Tra mamme ci sentivamo per cercare di tranquillizarci, ma alla fine l'effetto era l'opposto. Poi ci hanno avvisate che non sarebbe stato possibile fare l'epidurale, per mancanza di anestesisti e, infine, che i papà non avrebbero potuto essere presenti. Ho pianto un intero pomeriggio. Invece in sala parto i papà li fanno entrare, ma solo lì".

"Quando siamo tornati a casa siamo passati in macchina dai nostri genitori, ma senza scendere e senza tirare giù il finestrino. Solo per far vedere ai nonni Elia. Mia mamma piangeva ma sono stata ferma e non gliel'ho fatto toccare. E' davvero una situazione pazzesca. Adesso io e Fabio siamo a casa e stiamo imparando a conoscere Elia e le sue esigenze. Attendiamo che passi questo momento. Abbiamo già imparato una cosa: a non dare nulla per scontato. La distanza imposta, l'isolamento, la mancanza di normalità... ci stanno insegnando proprio questo".

 

 

Barbara Simonelli

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