Scuole e corsi - 25 marzo 2020, 13:36

La didattica a distanza vista con gli occhi degli studenti: "Grazie allo sforzo dei docenti ma ci sono problemi di controllo e connessione" (VIDEO)

Intervista ad Alessio Scavino, 19 anni di Santo Stefano Belbo, presidente della Consulta Provinciale degli Studenti. E' anche un maturando e teme di essere additato come uno dei "diplomati del virus" ma è convinto che da questa esperienza "la scuola uscirà rafforzata"

Alessio Scavino, presidente Consulta Provinciale degli Studenti

Alessio Scavino, presidente Consulta Provinciale degli Studenti

 

Sono a casa ormai da un mese gli studenti di tutta Italia. I primi ad aver sperimentato a forza la didattica a distanza. Cosa ne pensa loro?

Lo abbiamo chiesto ad Alessio Scavino, 19 anni di Santo Stefano Belbo. Frequenta il quinto anno dell'Istituto Einaudi di Alba, indirizzo Ragioneria ed è il presidente della Consulta Provinciale degli Studenti (un organismo composto da 56 ragazzi eletti che provengono dagli istituti superiori di ogni angolo della Granda, in rappresentanza di ben 25mila colleghi).

Alessio è passato da 32 ore settimanali sui banchi di scuola a 7 ore online. Non sono ancora attive tutte le materie per la didattica a distanza: al momento segue economia aziendale, matematica, italiano, storia, francese e tedesco.

Ma ci tiene a ringraziare il lavoro dei docenti in questo momento straordinario: “Mentre noi millennial siamo nativi digitali, molti professori neanche usavano il computer ai tempi dell'università. Vedere lo sforzo che stanno facendo per garantirci un servizio fondamentale come l'istruzione è veramente lodevole. Io ho una prof prossima alla pensione che si è messa in gioco in modo straordinario. Stanno davvero facendo un grandissimo lavoro”.

Guarda la videointervista ad Alessio Scavino:

Come funziona una lezione online? “Si tratta di una videoconferenza di gruppo dove nell'immagine centrale c'è il docente e noi possiamo anche intervenire”.

Tuttavia i problemi ci sono. A partire dalla disponibilità tecnologica e dalla connessione: “Io abito in Langa e da noi non c'è ancora la banda larga o la fibra ottica e la connessione è quella che è. Ci sono studenti che non possono collegarsi perché non hanno la rete wi-fi in casa e fanno hotspot tra cellulare e computer ma i giga prima o poi finiscono. È davvero un problema non riuscire a garantire sul territorio nazionale un minimo di copertura!”

Poi, da casa, è facile distrarsi. Chi li controlla gli studenti? “Ammetto che esiste un problema di controllo, ma soprattutto voglio sottolineare la questione valutazioni e interrogazioni. Davanti allo schermo del computer è più facile copiare e sbirciare. Per ora, nella nostra scuola, la valutazione ufficialmente è non ancora stata registrata, anche perché dal Ministero non ci sono linee guida precise”.

Alessio Scavino è un maturando e, come tanti suoi colleghi, teme di essere additato come un “diplomato del virus”: “Tutti hanno paura di valutazioni sommarie e di essere ricordati come quelli che hanno fatto solo mezzo anno di quinta superiore. Temiamo una promozione a blocchi e di essere visti male nel mondo del lavoro”. Poi c'è l'ansia di non avere certezze su tempi e modalità della Maturità: “Quali saranno gli argomenti? Saranno ridimensionati? E poi la questione temporale crea tensione. Rimandare tutto a settembre vorrebbe dire passare l'estate sui libri e sarebbe troppo a ridosso dell'Università”.

Cosa state facendo come Consulta degli Studenti? “La prima cosa che ci siamo imposti è di non colpevolizzare e attaccare il Ministero pretendendo risposte perché siamo in una situazione di emergenza. Poi abbiamo creato un sondaggio con l'aiuto dell'associazione 'Side to side' del cuneese Paolo Ricchello per raccogliere le problematiche sulla didattica online tra gli studenti. Un progetto per cercare di capire, una volta finita l'emergenza, su cosa intervenire e mirare”. (ndr, per vedere il sondaggio CLICCA QUI)

Come vedi il ritorno sui banchi di scuola? “Io non vedo l'ora di tornare a scuola ma spero vivamente che da una situazione così, qualcosa ne ricaveremo. La didattica online è stata provata, ora occorre solo responsabilizzare maggiormente gli studenti ma in realtà è uno strumento molto comodo e utile. La scuola ne uscirà sicuramente rafforzata”.

cristina mazzariello

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