Attualità - 26 marzo 2020, 12:45

Il virus abbatte i patrimoni dei Paperoni, Bloomberg: per Ferrero minusvalenza da 6,6 miliardi di dollari

Col crollo delle borse il "Billionaire Index 500" dell’agenzia Usa ristima al ribasso le fortune degli uomini più ricchi del mondo. In crescita solo Bezos e i business legati a nuove tecnologie e settore medicale

Giovanni Ferrero, alla guida della multinazionale dolciaria albese

Giovanni Ferrero, alla guida della multinazionale dolciaria albese

Tra le previsioni di una recessione pressoché scontata e quelle, ancor più nefaste, di una situazione comparabile alla terribile crisi del ’29, in questi giorni di generalizzato lockdown tutto il pianeta guarda ai complicatissimi scenari economici del post pandemia.

Un assaggio – non fosse bastata l’impressione altalena vissuta dalle borse delle ultime settimane – arriva ora anche dal "Billionaire Index 500" di Bloomberg, classifica che al pari di quella redatta annualmente da "Forbes", segnala chi sale e chi scende nel dorato elenco degli imprenditori più ricchi del pianeta.

Una graduatoria, a metà tra l’informazione economica e il divertissment da rotocalco, che nel suo ultimo aggiornamento ha però dato conto delle perdite astronomiche che, secondo gli esperti del gruppo media Usa, insieme ai listini di borsa avrebbero travolto i patrimoni di buona parte dei paperoni mondiali, mentre in pochi figurano nella colonna di chi, sempre dall’inizio dell’anno, ha migliorato la propria posizione, quasi sempre in relazione a business legati alle nuove tecnologie.    

Così, il fondatore di Amazon Jeff Bezos avrebbe incrementato di 4,52 miliardi di dollari il proprio patrimonio personale, consolidando la sua sempre più incontrastata posizione di uomo più ricco del mondo, ora con sostanze stimate in 119 miliardi.

Sorte inversa, scorrendo le prime posizioni della classifica, è invece toccata al fondatore di Microsoft Bill Gates (-18 miliardi da inizio anno, a 95.1 miliardi) o al mago della finanza Warren Buffett (-19,1 miliardi, sceso a 70,2), per non dire della minusvalenza accusata dal patron di Lvmh Bernard Arnault (-35 miliardi, a 70 miliardi), ora scavalcato in classifica proprio da Buffett, o di quella di Mark Zuckerberg, l’uomo Facebook, che in ragione del corso azionario del suo titolo avrebbe visto il proprio patrimonio ridotto ad appena 61,8 miliardi (-16,6).

Non va molto meglio ai cinque italiani in classifica. Una truppa da tempo capeggiata da Giovanni Ferrero, alla testa della multinazionale dolciaria con base ad Alba, primo italiano in classifica e 28° al mondo con un patrimonio che sino a fine 2019 rasentava i 32 miliardi di dollari (poco meno di 30 miliardi di euro al cambio odierno).

Come noto l’industria albese rappresenta una delle poche corporation mondiali non quotate. Una circostanza che secondo Bloomberg non avrebbe però risparmiato il suo patron da una perdita di patrimonio importantissima, -6,6 miliardi di dollari, contro i 7,3 miliardi di minusvalenza che avrebbe interessato le finanze dell’imprenditore degli occhiali Leonardo Del Vecchio (EssilorLuxottica), secondo italiano per ricchezza nelle classifiche mondiali.

Meno 2,2 miliardi è invece la riduzione di patrimonio imputata allo stilista Giorgio Armani, mentre Silvio Berlusconi (Mediaset) Paolo Rocca (Techint) si dividono un ribasso complessivo da 12,5 miliardi.

Ezio Massucco

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