Economia - 26 marzo 2020, 08:56

Il traforo e il suo ruolo centrale nel rilancio dell'artigianato manuale

L'artigianato, in tutte le sue forme ed espressioni, ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi decenni

Il traforo e il suo ruolo centrale nel rilancio dell'artigianato manuale

L'artigianato, in tutte le sue forme ed espressioni, ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi decenni; il progresso tecnologico infatti, in particolar modo l'automazione, se da un lato ha permesso di migliorare la qualità della vita e ridurre la fatica del lavoro, ha anche contribuito a mandare in crisi interi settori della produzione artigianale.

I macchinari a controllo numerico computerizzato, ormai, hanno permesso di accelerare la produzione in massa di oggetti che prima richiedevano la lavorazione di mani esperte e allenate; di conseguenza molti artigiani specializzati nei lavori di modellazione, scultura, intarsio e soprattutto traforo, si sono ritrovati alla fine a dover competere con le grandi aziende.

Le macchine offrono un'efficienza e una precisione maggiore, contribuiscono anche alla riduzione dei costi di produzione e, di conseguenza, a quelli dei prodotti finiti, ma la mano dell'uomo rimane sempre insostituibile; se fino a qualche decennio fa c'era la convinzione diffusa che i mestieri artigianali sarebbero presto scomparsi, quindi, la nuova realtà economica sta invece dimostrando l'esatto contrario.

L'artigianato manuale, lungi dallo scomparire, sta lentamente tornando in auge grazie alle nuove generazioni di giovani che si appassionano agli antichi mestieri, apportando il valore aggiunto rappresentato dalle risorse messe a disposizione dalla tecnologia moderna.

L'artigianato made in Italy sta quindi conoscendo una nuova primavera, soprattutto grazie a internet e ai siti di e-commerce come Amazon, che hanno contribuito a rilanciare un settore di mercato fortemente in crisi.

L'arte del traforo

Una delle arti che le nuove generazioni stanno lentamente riscoprendo, è quella del traforo. La sua origine risale al medioevo, e in particolare nel campo dell'architettura; lo stile gotico, infatti, è fortemente caratterizzato dall'uso del traforo, e tutti gli stili che quest'arte utilizza ancora oggi sono basati direttamente su quelli creati durante quel periodo storico. Il traforo fu inizialmente applicato alla pietra, ma rapidamente passò anche ai metalli e al legno.

Al giorno d'oggi l'arte del traforo è praticata in diversi ambiti e dagli artigiani più disparati: orefici, fabbri, lattonieri e falegnami, tanto per citare i più rappresentativi, e non dimentichiamo i semplici amanti del fai da te. Le persone che si dedicano a quest'arte sono molte, sia a scopo professionale sia amatoriale.

In quest'ultimo ambito, il traforo è praticato soprattutto sul legno. La materia prima è costituita da pannelli molto sottili, dello spessore di 3 o 4 millimetri, che vengono forati e ritagliati secondo uno schema preciso; questo può essere un motivo ornamentale più o meno complesso, oppure la riproduzione più o meno stilizzata di scene di vita e paesaggi, il tutto a seconda del grado di maestria posseduto dall'operatore.

L'archetto da traforo manuale e la sua evoluzione

Proprio grazie alle sue caratteristiche di versatilità quindi, in quanto può essere applicato a una vasta gamma di materiali, e dell'alto valore decorativo che esso possiede, il traforo ha finito per assumere un ruolo centrale nel rilanciare l'artigianato manuale.

Come abbiamo accennato in precedenza, però, il progresso tecnologico ha portato a una notevole evoluzione degli strumenti utilizzati per quest'arte; di conseguenza, quindi, al classico archetto da traforo manuale si sono aggiunti tutta una serie di nuovi elettroutensili.

Nei casi più estremi il seghetto metallico è stato sostituito addirittura dal raggio laser, anche se quest'ultimo viene utilizzato quasi esclusivamente nell'ambito della produzione di massa e non può essere considerato uno strumento artigianale in senso stretto. I trafori elettrici, invece, sono estremamente diffusi ormai, al punto da essere adoperati perfino dai semplici appassionati e dagli hobbisti alle prime armi.

I trafori elettrici

La versione elettrica, al giorno d'oggi, è ritenuta il miglior traforo che un artigiano dedito alla produzione manuale possa desiderare; e a conferma di ciò basta dare un'occhiata all'enorme varietà di modelli disponibili in commercio. Le ditte che li producono sono numerose, dalle più blasonate fino a quelle meno note, e anche la gamma di prezzi è molto ampia.

A beneficio di coloro che sono intenzionati ad acquistare un traforo elettrico, possiamo dire che c'è solo l'imbarazzo della scelta. Per quanto riguarda questo elettroutensile, infatti, i prezzi variano da un minimo di 90 fino a un massimo di 450 euro circa, a seconda del modello e delle esigenze di lavoro dell'acquirente.

I trafori elettrici più costosi sono quelli prodotti dalla ditta tedesca Proxxon, e sono destinati all'uso professionale da parte degli artigiani che lavorano legno e metallo per produrre oggetti decorativi, giocattoli o suppellettili d'arredo particolari, come lampade e paraventi.

I modelli più economici, invece, sono diffusi soprattutto presso gli amanti del fai da te e gli hobbisti principianti; per chi è interessato a questa fascia, quindi, il prezzo medio per un buon traforo elettrico oscilla tra i 100 e i 150 euro circa.

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