Scuole e corsi - 26 marzo 2020, 15:54

“Che nessuno resti solo e resti indietro”: all'Istituto Comprensivo Oltrestura di Cuneo la didattica a distanza che fa scuola

Cinque docenti fanno da tutor per altre scuole. Alle medie di Madonna dell'Olmo era attiva da settembre la piattaforma "G Suite"; la dirigente Banchio: "Quando è scattata l'emergenza e la necessità di fare lezioni a distanza, il sistema era già in atto". Le problematiche: connessione a casa delle famiglie e sistema di valutazione da rivedere

“Che nessuno resti solo e resti indietro”: all'Istituto Comprensivo Oltrestura di Cuneo la didattica a distanza che fa scuola

 

Nel marasma di tentativi e improvvisazioni legati alla didattica a distanza c'è una scuola a Cuneo che non è rimasta spiazzata dall'emergenza Coronavirus.

È l'Istituto Comprensivo "Oltrestura" di Madonna dell'Olmo - Cuneo che già dal mese di settembre stava sperimentando la piattaforma per l'insegnamento online di Google “G Suite For Education”.

A raccontarlo la dirigente Paola Banchio, approdata all'istituto a inizio anno scolastico: “L'avevo già sperimentata per 7 anni al comprensivo di Chiusa di Pesio e Peveragno. Arrivata a Cuneo l'ho proposta alla nuova scuola e subito attivata. Era un qualcosa in più, soprattutto per le medie, e mai avremmo immaginato di usarla in modo così esteso”.

L'Istituto Comprensivo "Oltrestura" conta oltre mille alunni: le tre scuole dell'infanzia in frazione Ronchi, Confreria e Cerialdo; le cinque primarie in frazione Roata Rossi, San Benigno, Passatore, Confreria e Madonna dell'Olmo e infine la media a Madonna dell'Olmo.

Alle medie gli insegnanti avevano già fatto formazione, attivato gli account e aperto le “classroom” (classi virtuali che fanno capo ad ogni docente, suddivise per materia).

“Insomma eravamo abbastanza preparati - continua la dirigente Banchio -, con ottima dotazione tecnologica e docenti motivati. Quando è scattata l'emergenza e la necessità di fare lezioni a distanza, il sistema era già in atto, con i ragazzi tutti in grado di collegarsi e le liberatorie firmate da parte dei genitori. I docenti stanno facendo un lavoro incredibile, anche quelli meno tecnologici”.

Come funziona “G Suite For Education”? “È un servizio Google gratuito per le scuole dove tutto il materiale che si carica diventa proprietà dell'istituto. Si tratta di un ambiente protetto adatto alla didattica e conforme alle normative sulla privacy. Ci sono app per fare moduli, condividere cartelle e poi le classroom in cui il docente mette i materiali e i ragazzi possono interagire. Un altro strumento potentissimo è il 'meet', che permette incontri, video-lezioni e videoconferenze: lo uso tutti i giorni per dialogare con i docenti”.

Alle medie di Madonna dell'Olmo si sta usando il sistema classroom a regime: “Ogni docente ha la sua. Qui invia materiali, compiti, link, registrazioni di lezioni, e i ragazzi postano i loro esercizi. E poi fanno video-lezioni online, con gli studenti che partecipano in modo quasi commovente. Ci sono praticamente tutti”.

E qui c'è il primo limite della didattica a distanza, evidenziato anche dal provveditore Maria Teresa Furci nella nostra intervista: la disponibilità e le risorse delle famiglie. Non tutti sono dotati di strumentazioni e connessioni adeguati. Alle medie di Madonna dell'Olmo, su 350 alunni circa una decina hanno seri problemi di connessione.

“Il nostro cruccio è arrivare a tutti – dichiara Paola Banchio -: il problema più grosso è la connessione. Se non ci sono i giga sufficienti o troppe persone connesse a casa, non è possibile seguire una lezione online. Come scuola stiamo cercando di venire incontro alle famiglie, anche se intervenire sulla connessione è molto difficile. Abbiamo anche fatto alcuni incontri virtuali con l'assessore all'Istruzione Franca Giordano e altri dirigenti per trovare una soluzione”.

Alle primarie dell'Istituto Oltrestura (ex elementari) la situazione è invece più variegata: “A Roata Rossi e Passatore avevamo già attivato le classroom per le quarte e quinte. Per gli altri invece non ci siamo riusciti, anche per evitare di caricare le famiglie di una ulteriore incombenza e di oberare gli alunni che alla primaria non sono ancora così autonomi. Abbiamo ovviato in modi diversi: alcuni hanno adottato il padlet come bacheca condivisa e privata in cui gli insegnanti mettono post e i bambini possono interagire mettendo immagini o lavori. Sul sito della scuola “Oltrestura connessa” poi c'è materiale da scaricare con la sezione apposita e molto aggiornata "Stiamo lavorando per noi". Inoltre alcune insegnanti utilizzano da anni 'Classdojo' una piattaforma utilizzata ampiamente per la didattica a distanza”.

“Alla scuola dell'infanzia inizialmente non avevamo previsto la didattica a distanza – spiega Banchio -, ma visto il protrarsi dell'emergenza è emersa la necessità anche per i più piccoli di mantenere un contatto costante con la scuola. Ecco che allora le insegnanti inseriscono quasi quotidianamente sul sito internet “Oltrestura connessa”  link con storie lette, lavori da colorare, video e canzoncine. Inoltre è emersa l'idea di fare sessioni di 'meet' con piccoli gruppi di bambini per non perdere il collegamento affettivo con insegnanti e compagni. Si partirà a Confreria e Ronchi”.

Insomma un lavoro importante portato avanti dai docenti che costantemente collaborano tra loro: “Devo ringraziarli. I docenti si sono messi a disposizione uni gli altri, facendo tutorial e mettendosi a disposizione a tutte le ore. Io guardo con stupore e gratitudine quello che stanno facendo”.

Tanto che cinque insegnanti supporteranno altre scuole partite in situazioni svantaggiate nella didattica a distanza: “Si tratta degli insegnanti delle medie David Mezzabotta, Pier Cristoforo Rossaro, Federica Giuliani, Marina Tolosan, e Annalisa Mauro. Con loro a breve partirà un supporto un po' più organizzato nei confronti dell'istituto comprensivo di Cervasca proprio sull'utilizzo della piattaforma G Suite”.

Del team digitale fanno parte anche Donatella Gagliasso e Chiara Reggio, insegnati delle primarie, mentre ad aggiornare il sito per le scuole dell'infanzia sono Cristina Galaverna, Erica Gregorio e Antonella Amerio.

Fondamentale poi il ruolo dei genitori rappresentanti di classe: “Hanno fatto da raccordo tra insegnanti e famiglie. Poi ovviamente raccoglieremo anche il sentire dei genitori. Cercheremo di aver un feedback da tutti per capire se siamo sulla strada giusta”.

Un altro limite della didattica a distanza è infine quello della valutazione: “Come diamo i voti ai ragazzi? - si è chiesta la dirigente con gli insegnanti -. Mai come in questo momento la valutazione deve essere letterale, nel senso di dare valore. Dobbiamo valutare ciò che viene fatto e riconoscere il positivo valorizzando tutto il lavoro di insegnanti e studenti. Dobbiamo però adottare metodologie diverse tipiche della classe capovolta, ad esempio valutare la capacità di un ragazzo che prepara la verifica facendo lui le domande”.

Insomma si prospetta l'idea di una scuola rinnovata: “Dopo l'emergenza Coronavirus niente sarà più come prima. Questa sarà la spinta per ri-pensare alla didattica e anche alla valutazione. Io sono fiduciosa e concordo con il provveditore che ne usciremo rafforzati. È un momento di crescita importante”.

Per tenere unita la comunità scolastica, l'Istituto ha aderito all'iniziativa nazionale #andràtuttobene: una sorta di fiaccolata di speranza. “Lunedì sera abbiamo partecipato a una diretta youtube di un'ora e acceso un lume da ogni finestra di casa, creando un nostro album virtuale sul sito della scuola. In un'ora ci siamo sentiti vicini, una comunità”.

cristina mazzariello

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