Attualità - 28 marzo 2020, 21:31

Covid hospital regionale, domani l'apertura: il nostro reportage da Verduno (FOTO E VIDEO)

Attesi per lunedì mattina i primi pazienti presso la struttura intitolata a Michele e Pietro Ferrero. Si parte con 12 posti tra terapia intensiva e subintensiva, con 33 camere già pronte per la degenza dei pazienti

Foto di Barbara Guazzone

Foto di Barbara Guazzone

"Domani sera apriamo e da lunedì mattina arriveranno i primi pazienti": sono parole di Giovanni Monchiero, commissario straordinario nominato dalla Regione Piemonte per la gestione del Covid hospital di Verduno, struttura individuata dal governatore Cirio per far fronte all'emergenza Coronavirus, fondamentale nella lotta all'epidemia, visto il numero crescente di contagi e di persone positive al Covid-19.

Quasi tutto pronto, dunque, nella nuova struttura ospedaliera intitolata a Michele e Pietro Ferrero, dove nelle ultime settimane sono stati accelerati i lavori per far fronte alle esigenze sanitarie: un primo annuncio dell'apertura avrebbe voluto la struttura pronta già domenica scorsa, ma la mole di adempimenti e l'arrivo delle ultime attrezzature ha fatto sì che si slittasse, arrivando infine alla data di domani, domenica 29 marzo.

L’ospedale era già stato concepito come una struttura moderna e all’avanguardia: l’attuale condizione di emergenza ha però obbligato alcune modifiche, per renderlo ancora più sicuro.
Tra quelle più tangibili, l’esigenza di creare dei percorsi e delle aree così dette “pulite”, da differenziare da quelle considerate “sporche”. Nelle prime transiterà il personale prima di entrare in contatto con i pazienti risultati contagiati, mentre le seconde andranno considerate potenzialmente a rischio di possibile contatto con il virus. Gli spazi sono stati ben segnalati, segnati a terra con delle righe: quelle bianche e rosse indicano le aree “sporche”, mentre quelle gialle indicano le aree “pulite”. Tra un’area e l’altra, degli spazi appositi, dotati di bagno e doccia, dove il personale sanitario potrà, a fine turno, lavarsi per evitare qualsiasi tipo di contagio.

L’ospedale al momento ha già terminato l’allestimento del reparto di terapia intensiva e sub intensiva, che potrà accogliere fino a un massimo di 12 pazienti. Ad oggi 3 postazioni sono state attrezzate con tutte le apparecchiature necessarie, quindi al bisogno già operative, mentre le rimanenti sono in fase di completamento. I reparti di rianimazione e terapia sub intensiva sono stati progettati come un’area unica, che dal punto di vista strutturale è in grado di garantire una facile sorveglianza dei pazienti da parte del personale sanitario preposto. A queste si affiancano 33 camere per la degenza dei pazienti stessi, una volta usciti dalla fase critica.

In questi giorni sono già presenti le équipe mediche, infermieri e medici, che stanno prendendo “confidenza” con la struttura e con i vari dispositivi presenti. Al momento la struttura è allestita per la cura e la degenza di pazienti affetti da Coronavirus con lo scopo di decongestionare gli ospedali già operativi del Piemonte: i pazienti quindi non avranno accesso diretto, ma proverranno da altre strutture sanitarie, di conseguenza non sarà ancora attivo il pronto soccorso, né tanto meno gli altri reparti.

L’opera di allestimento dell’ospedale, però, non si fermerà: i lavori proseguiranno con l’obiettivo di trasferire nel più breve tempo possibile tutte le attività ospedaliere da Alba e Bra, una volta superata l'emergenza.

Andrea Olimpi

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