Sanità - 28 marzo 2020, 08:00

Un micromondo ci protegge... se noi lo aiutiam bene! I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

Un micromondo ci protegge... se noi lo aiutiam bene! I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

Molte volte mi è capitato di iniziare le mie conferenze sulla salute, sottolineando quanto la conoscenza ci renda forti, sereni e liberi. Conoscere, vuol dire diventare più consapevoli, vuol dire non lasciarsi influenzare o intimorire. La conoscenza ci rende liberi di scegliere senza paura, ci rende responsabili e rispettosi. Ci fa capire quanto è importante vivere secondo sani principi, rispettando le regole di una società civile. Ci permette di puntare al massimo delle nostre possibilità e a quel punto la salute diventa per noi non solo un diritto ma anche un dovere! Ecco perché secondo me, tutti, indipendentemente dal lavoro che fanno, dovrebbero sapere come funziona il corpo umano e quali sono le scelte di salute che possono potenziarlo e proteggerlo. Oggi voglio parlarvi di un potente strumento di salute che la natura ci ha regalato e che purtroppo la maggior parte delle persone non utilizza, perché non lo conosce o lo sottovaluta: il Microbiota. Il corpo umano è come un pianeta, abitato da miliardi di creature microscopiche, che vivono in una società perfettamente organizzata, nella quale ognuno ha il suo compito e la sua specializzazione.

Microorganismi il cui obbiettivo è conservare, proteggere e potenziare la casa che li ospita e per questo, quotidianamente impegnati in complicate e particolari funzioni, rivolte al mantenimento dell’equilibrio, che nel nostro organismo si chiama Omeostasi. Ed è stupefacente, come proprio la loro diversità e varietà rispecchi la diversità e la varietà che caratterizza la vita sul nostro pianeta Terra. Come nella natura gli equilibri permettono il susseguirsi delle stagioni, l’alternarsi del giorno e della notte, l’influenza della luna sulle maree, in stretta sintonia con le specie animali e vegetali, così all’interno del nostro corpo, gli equilibri permettono al nostro sistema digestivo, agli organi respiratori, agli organi emuntori, al sistema nervoso, endocrino e cardiocircolatorio di coesistere felicemente con miliardi e miliardi di inquilini microscopici che costituiscono il grande mondo chiamato: Microbiota, quella numerosissima popolazione di microorganismi che vive prevalentemente sulle mucose del tratto gastrointestinale. Alla nascita il tratto digerente dei neonati è completamente sterile e viene colonizzato immediatamente, a partire dal parto naturale, dai microorganismi con cui viene in contatto, provenienti dal tratto riproduttivo e fecale della madre (lactobacilli); successivamente altri batteri provengono dall'allattamento (bifido), dall'ambiente, ed infine dai cibi che nel tempo, il bambino, ingerirà. Il Microbiota si modifica nel corso della vita, cambiando con l’età, la dieta, la gravidanza, l’uso di farmaci, come gli antibiotici e in presenza di stati patologici. Il tratto gastrointestinale ospita un vero e proprio ecosistema composto da più di 100.000 miliardi di organismi che superano di ben 10 volte il numero delle nostre cellule. Potremmo dire che siamo umani solo al 10%, il restante 90% è rappresentato soprattutto da batteri e da microbi come lieviti, virus e parassiti. Non possiamo vederli ad occhio nudo nè sentirli ma, loro, controllano la nostra vita. Ogni superficie del nostro corpo, ogni mucosa, dalla pelle alle pareti interne di tutto il tratto gastrointestinale, urogenitale e apparato respiratorio, è ricoperto da microbi.

Questi microbi hanno una coabitazione simbiotica, ciò vuol dire che nessuno di loro potrebbe vivere senza l’esistenza dell’altro. Noi stessi non potremmo vivere senza questa miriade di micro-organismi, la cui salute (eubiosi) o malattia (disbiosi), condiziona il nostro stato di salute e malattia. Ogni adulto porta dentro di sé quasi due chili di batteri! Questi batteri sono ben organizzati e distinti. Alcune specie sono dominanti, benefiche e vigilanti: i “buoni”, come i Bifidobatteri e i Lactobatteri; altre sono specie commensali, cioè approfittano del nutrimento o degli scarti degli altri, senza procurare sofferenza o disturbo. Poi ci sono i microbi opportunistici o patogeni: i “cattivi”, il cui numero varia da individuo a individuo, come i Clostridi, gli Enterobatteri, i Bacilli, i Batteroidi, gli Streptococchi, gli Stafilococchi. In un soggetto sano il loro numero è limitato. Vivono sotto il controllo della flora batterica benefica, svolgendo un ruolo utile nella digestione, scomponendo lipidi e gli acidi della bile, ma quando il loro numero aumenta, portando l’intestino in disbiosi, possono causare tutta una serie di patologie più o meno gravi. Poi ci sono i “microbi transitori”, che entrano nel nostro organismo insieme al cibo e alle bevande che ingeriamo quotidianamente. Quando il nostro intestino è in eubiosi (salute), questo gruppo di microbi attraversa il nostro tratto digerente senza provocare danni. Se invece l’intestino è in disbiosi allora, loro, possono diventare pericolosi. E chi pensate che ci difenda da questo pericolo?! Non ci crederete ma è proprio il nostro Microbiota che ci protegge, potenziando l’azione del sistema immunitario. Ma la cosa importante da capire, è che la sua capacità di difesa contro i “cattivi” è proporzionata a quanto, lui, è in salute! Tutto il nostro apparato gastrointestinale è rivestito di batteri che forniscono una “barriera naturale” proprio contro questi invasori di varia natura: dal cibo non digerito, ai parassiti e virus. Ma il Microbiota non solo ci fornisce una “barriera fisica” ma riesce a sconfiggere i “cattivi” producendo sostanze simili agli antibiotici, fungicidi e sostanze antivirali come il lisozima, un enzima presente nelle secrezioni biologiche (saliva, muco nasale lacrime, secrezioni spermatiche) con una potente azione antimicrobica. Oppure produce acidi grassi con azione trofica e protettiva sulle mucose, come l’acido butirrico che contrasta la permeabilità intestinale e quindi l’entrata di tossici nel circolo sanguigno.

Il Microbiota ha la capacità di digerire le proteine, di scomporre i lipidi e le fibre e di fermentare i carboidrati; è responsabile del trasporto di minerali, di acqua ed elementi nutritivi nel torrente ematico; ci regala importanti nutrienti come le vitamine del gruppo B e la vitamina K. Ma non solo, vi rendete conto che molti nutrienti contenuti nel cibo non possono essere digeriti dall'intestino umano senza l'intervento del nostro Microbiota?! Prendiamo ad esempio le fibre: in un intestino sano, vengono parzialmente scomposte in oligosaccardi, minerali, aminoacidi, acidi organici e molti altri elementi importantissimi per la salute cellulare ma se la flora batterica è in disbiosi, allora la fibra diventa l'habitat di batteri patogeni, che si nutriranno degli zuccheri indigeriti. Ma la cosa incredibile è che non tutte le famiglie di batteri, sono ugualmente patogene! Come ad esempio l’Escherichia Coli. Questa è una vasta famiglia di batteri presenti già dai primi giorni di vita nel colon. La forma patogena di questi batteri causa infezioni anche mortali, la parte benefica è responsabile della digestione del lattosio, produce vitamina K e quelle del gruppo B, aminoacidi e sostanze simili agli antibiotici come le Colicine, molto attive contro batteri patogeni, compresi quelli della loro stessa famiglia. Vedete che collaborazione incredibile c’è in questa società microbica! Tutti, se ben nutriti e in equilibrio, lavorano a uno scopo comune: la nostra salute! Quindi, se mangiamo in modo equilibrato e naturale, il Microbiota ci aiuta a digerire, ci regala nutrienti importantissimi per le nostre cellule e rafforza il sistema immunitario. Molte persone, con intestino infiammato e in disbiosi, presentano importanti carenze nutrizionali: carenza di magnesio, zinco, selenio, rame, calcio, manganese, zolfo, fosforo, ferro, potassio, iodio, vitamine del gruppo B, vit. D, A, E, C, acido folico, acido pantotenico, acidi grassi essenziali Omega 3, aminoacidi come la taurina, il glutatione, l’acido alfa chetoglutarico. Queste carenze nel tempo riducono l’efficienza del sistema immunitario, esponendo la persona a ogni genere di attacco esterno: che sia un virus, un batterio o un parassita, per lui sarà facile attaccare il nostro organismo! Dobbiamo ricordarci che la disbiosi intestinale, tra i tanti effetti collaterali, va a compromettere la nostra capacità digestiva e questo perché, lieviti come la candida e altri microbi patogeni, producono delle tossine che causano una riduzione della secrezione dei succhi gastrici, chiamata ipocloridria. La bassa acidità gastrica rende difficile tutto il processo di digestione anche perché altera la funzione di due ormoni importantissimi: la secretina e la colecistochinina, ormoni che servono a regolare l'attività del fegato, del pancreas e della cistifellea. La disbiosi molto spesso è accompagnata anche da una condizione di porosità dell'intestino (permeabilità intestinale) che permette a frammenti di cibo indigerito di essere assorbiti nel sangue.

A questo punto il sistema immunitario, già squilibrato dalle tossine dei microbi patogeni presenti nell'intestino, si deve confrontare anche con la presenza nel circolo sanguigno di sostanze completamente estranee. Questo fa sì che le nostre prime linee di difesa vengono indebolite e al contrario viene agevolata la proliferazione di microbi pericolosi come la Candida e l’Helicobacter Pylori o l’entrata di virus patogeni. Ma quali sono i fattori che influiscono negativamente sul Microbiota, portandolo in disbiosi? Come sempre dobbiamo parlare di cofattori! Quello che mangiamo è forse il cofattore con il maggior impatto. Il problema è che mangiamo un cibo troppo processato, ricco di additivi chimici e di zuccheri. Questi ultimi favoriscono proprio la crescita di tutta la flora batterica patogena , compresi i funghi e i parassiti come la candida ma anche di batteri potenti come gli streptococchi e gli stafilococchi, vermi e parassiti. La nostra dieta purtroppo è povera di cibo fresco e naturale, è povera di fibre dei cereali integrali, della frutta e della verdura, è povera di grassi buoni e di sostanze antiossidanti e questo produce un effetto negativo non solo a livello gastrointestinale ma su tutto il metabolismo corporeo, predisponendo nel tempo a gravi patologie cronico-degenerative. Molto spesso abusiamo di farmaci, di alcool e droghe! Ma attenzione anche lo stress, la paura, l’ansia e la tensione hanno un effetto negativo, non solo sulla funzionalità digestiva, ma anche sul nostro Microbiota, perché uno stress cronico mal gestito comporta un aumento dei mediatori dell'infiammazione e delle citochine infiammatorie e una diminuzione dell'efficienza del sistema immunitario. Le neurotossine prodotte in un intestino disbiotico e permeabile, attraverso i “buchi”, entrano in circolo e arrivano anche al cervello, causando sintomi che vanno dai disturbi dell’umore, della concentrazione e attenzione, alla cefalea, fino alle neurodegenerazioni.

Così quando il carico tossinico supera la capacità di depurazione epatica, polmonare, renale e intestinale, la concentrazione di tossine nel sangue aumenta e l’omeostasi interna scompensa e il nostro sistema immunitario va in deplezione. E poi ce la prendiamo con loro: virus, batteri, parassiti! Ma se siamo onesti… non è proprio tutta colpa loro! Loro si comportano di conseguenza alle nostre scelte e al nostro stile di vita! Non sottovalutateli, non temeteli…ma imparate a conoscerli e a rispettarli, facendo giuste scelte di salute!

Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

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