Curiosità - 28 marzo 2020, 13:44

La bandiera “Urbs firmissima pacis” vola tra le emozioni della storia

38 anni a lanciar bandiere per gli Sbandieratori di Cherasco, che aprono a nuovi cadetti

Foto d’archivio di Roberto Canopale

Foto d’archivio di Roberto Canopale

Un tripudio di colori, coreografie ed esibizioni ai piedi dello storico Arco per onorare una tradizione che rappresenta la storia stessa di un Comune. Gli sbandieratori di Cherasco sono famosi per accompagnare, con le loro esibizioni, i grandi eventi e le feste della tradizione locale. Una pietra miliare, capace di riportare in vita gli antichi giochi della bandiera che avevano lo scopo di vivacizzare e colorire le cerimonie ed i banchetti più prestigiosi della prima metà del Cinquecento.

Per ricercare l’origine della figura dello sbandieratore dobbiamo risalire al periodo medievale e più precisamente all’ambiente di guerra. La bandiera era il segno dell’orgoglio cittadino, ma, allo stesso tempo, esprimeva un’esigenza tattica ed era punto di riferimento durante il combattimento.

Gli sbandieratori servivano per comunicare con i reparti: attraverso lanci e sventolii dei vessilli veniva, infatti, indicato l’attimo più propizio per l’attacco, i movimenti da effettuare con le truppe e le fasi salienti della battaglia, secondo un codice ben preciso. Il maneggio delle bandiere era affidato a bravi militi, che avevano il compito di difendere le proprie insegne fino alla morte. Dovevano essere fedeli, discreti e ingegnosi, oltre che istruiti in diverse lingue per comunicare con i nemici sul campo di battaglia. Se i nemici catturavano uno sbandieratore, questi, nonostante violenze e torture, non doveva assolutamente rivelare i segreti che gelosamente custodiva.

Oggi, della figura dello sbandieratore è rimasto l’aspetto estetico e lo spettacolo che scalda l’atmosfera di una festa, una figura che fa vivere la bandiera con uno sventolio preciso e multicolore, scandito dai tempi indicati dai tamburi e dalle chiarine. Quello che non è cambiato nei secoli, però, è l’emozione e soprattutto l’onore e l’orgoglio che ogni sbandieratore e tamburino prova quando veste i colori del proprio borgo, che sia essa un’epoca antica o moderna.

Sensazioni uniche e allo stesso tempo difficili da descrivere, ma che siamo riusciti a carpire dalle parole di Silvia Strumia, membro del Gruppo Sbandieratori di Cherasco. Partiamo dall’inizio.

Quando è nato il Gruppo Sbandieratori di Cherasco?

“Il Gruppo Sbandieratori di Cherasco nasce nel 1982. Il nome del sodalizio si ispira alla data di nascita di Cherasco nell’autunno del 1243. I colori e i simboli riportati sulle bandiere simboleggiano infatti l’aquila sveva, simbolo di Alba e Cherasco, città, celebrate da poeti e scrittori”.

Molte sono state le piazze entusiasmate dai vostri colori. Ce ne vuoi parlare?

“Sì, il gruppo partecipa ogni anno a numerose manifestazioni, portando ovunque la suggestiva e medievale “arte della bandiera”, frutto di lunghe ore di allenamento ed esercizio. Il Gruppo si esibisce in suggestivi cortei e in curate evoluzioni, capaci di far rivivere uno scorcio di vita medievale, utilizzando le bandiere con i colori giallo nero, riassunti nel motto ‘Urbs firmissima pacis’”.

Quanti elementi conta il vostro Gruppo?

“Attualmente il Gruppo Sbandieratori di Cherasco è formato da 25 elementi, tra sbandieratori, tamburini, chiarine e porta vessilli. Non vanno dimenticate tutte le persone che lavorano dietro le quinte per la crescita dei questa bella realtà culturale”.

Lo sbandieratore è un’attività più maschile o femminile?

“Non ci sono differenze. Conta essere bravi e lo si diventa con esercizio ed allenamento. Comunque, le quote rosa stanno prendendo sempre più campo sia tra gli sbandieratori sia tra i tamburini e possiamo contare anche sulle bambine”.

Come vi preparate in vista delle esibizioni?

“Giovanissimi, giovani e adulti si ritrovano ogni settimana nella palestra di Roreto per allenarsi e preparare nuovi numeri e coreografie, coadiuvati da istruttori con lunga esperienza maturata in anni di dedito allenamento. Facciamo prove continue che ci hanno permesso di raggiungere importanti livelli di qualità, destrezza e sincrona armonia. Spesso far conciliare impegni personali e prove non è semplice, ma la passione fa gettare il cuore oltre l’ostacolo”.

Il fiore all’occhiello delle vostre esibizioni?

“Il repertorio che il gruppo normalmente esegue è costituito da esercizi a piccola squadra, a grande squadra, a coppie e individuali. Le coreografie sono studiate per offrire ogni volta uno spettacolo di colore e tecnica, che si adatta a qualsiasi luogo e manifestazione, cerimonia o rievocazione”.

Che cosa volete comunicare attraverso le vostre esibizioni?

“La nostra aspirazione è quella di esportare la storia, la cultura del nostro paese, far conoscere il nostro territorio e le nostre radici. Inoltre, il nostro Gruppo si prefigge di far conoscere lo spettacolo della bandiera, da sempre inteso come pura forma folkloristica, in una nuova veste sportiva, che fonda la coreografia ad un completo esercizio fisico”.

Qual è l’insidia più temuta da uno sbandieratore?

“Oltre al vento, l’insidia più temuta è sicuramente l’emozione. Portare in piazza i colori della tua città, farli sventolare a ritmo di tamburi è una scarica di adrenalina che non ti abbandona mai, ma allo stesso tempo ti dà la giusta carica per affrontare il numero. Questi momenti ti regalano un mix di emozioni difficili da spiegare che solo vivendoli si possono capire”.

Che effetto fa l’applauso e l’acclamazione del pubblico?

“Fa estremamente piacere e onore, perché significa che stiamo facendo bene. Ci sentiamo ripagati, perché è il frutto di tanto lavoro e di molti sacrifici”.

Ci sono rivalità tra gli sbandieratori?

“Tra i nostri ragazzi c’è molto affiatamento. Con tutti gli altri Gruppi esiste solo una sana competizione che fa bene allo spettacolo”.

Perché consigli di fare lo sbandieratore?

“Siamo una realtà che si è dimostrata anche un valido momento di socializzazione e di crescita per i giovani e i giovanissimi che sempre di più si avvicinano a questa disciplina. Merito di una frequentatissima scuola di bandiera”.

Come si entra a far parte del Gruppo Sbandieratori di Cherasco?

“Veder crescere le nuove generazioni vicine all’arte della bandiera, del tamburo e della chiarina, garantendo così il tramandarsi della propria tradizione e attività, è fonte di orgoglio e soddisfazione per il Gruppo Sbandieratori e Tamburini, che rappresenta ormai un fiore all’occhiello della nostra comunità. Chi fosse interessato a provare questo bellissimo sport o volesse ricevere maggiori informazioni sul gruppo per sfilate, esibizioni o altro, può contattare il numero di Pino 3358305262”.

Un Sogno?

“Riuscire a tramandare l’amore per la festa, la passione per la bandiera o per i tamburi o le chiarine, ma soprattutto l’impegno di cui la manifestazione ha bisogno per crescere ancora e le gioie e i dolori che possono portare questa meravigliosa realtà, simbolo di aggregazione e comunità”.

Il Gruppo Sbandieratori di Cherasco e le sue giovani promesse vi aspettano a maggio in un trionfo di performances, coreografie, giochi di bandiera e spettacoli unici da non perdere. Perché sì, andrà tutto bene!

Silvia Gullino

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