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Curiosità | 28 marzo 2020, 12:45

Torna l’ora legale, lancette avanti questa notte dalle 2 alle 3

Con il Coronavirus, nessuno se ne accorge: cancellato il "jet lag" di inizio primavera

Torna l’ora legale, lancette avanti questa notte dalle 2 alle 3

Stanotte torna l’ora legale e, a cavallo tra sabato 28 e domenica 29 marzo bisognerà spostare le lancette in avanti dalle 2 alle 3.

Ma con il Coronavirus nessuno se ne accorge. Saremo tutti a casa e, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, possiamo dire che l’emergenza, oltre ad aver cancellato aperitivi e libere uscite serali, cancellerà anche i disagi (tra gli altri un’ora in meno di sonno) del passaggio all’ora legale, quello che è una sorta di jet lag di inizio primavera.

Disagi che, secondo alcuni esperti, sarebbero veri attacchi alla salute, tanto da invocare l’abolizione dell’ora solare. Perché l’ora legale manda fuori sincronia l’orologio biologico, producendo sintomi di stanchezza, irritabilità, perdita di concentrazione e produttività sul lavoro, che rischiano di diventare un mix esplosivo con lo stato di stress da quarantena per Coronavirus.

Com'è nato il cambio dell’ora da solare a legale? Scopriamolo insieme.

Nell'antichità i contadini, che costituivano la maggioranza della popolazione, si alzavano sempre all’alba in primavera e più tardi in autunno. Ma per la prima proposta di cambio orario bisognerà aspettare il 1784, grazie a Benjamin Franklin.

L’ora legale venne introdotta per la prima volta nel 1916 in Gran Bretagna e molti Paesi seguirono l’esempio negli anni successivi. Non è un caso che il primo utilizzo dell’ora legale sia avvenuto in tempo di guerra. Ogni anno, i sette mesi di ora legale permettono di posticipare l’uso della luce artificiale. E quindi di risparmiare energia.

Lo scopo dell’ora legale è, infatti, quello di consentire un risparmio energetico, grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica, nel senso che l’ora avanti ci permette di sfruttare ore di luce che solitamente vanno sprecate, viste le abitudini di orario diffuse in inverno ed in autunno.

Ma il cambio dell’ora non doveva essere abolito? In effetti lo scorso anno il Parlamento europeo ha sostenuto la fine del passaggio dall'ora solare a quella legale con una risoluzione, lasciando però la decisione agli Stati membri dell'Unione. Lo scorso giugno il Governo italiano ha depositato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere intatta la situazione attuale, senza variazioni. Dunque, tutto rimane come prima.

Silvia Gullino

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