Al Direttore - 29 marzo 2020, 14:40

In prima linea contro la pandemia: dal diario di un infermiere di 118

Ventotto anni fa la nascita dell’emergenza sanitaria. Un operatore cuneese: "Oggi, nel pieno di questa emergenza epocale, quel sistema urla a gran voce che le passioni che da sempre hanno mosso i suoi operatori non possono che essere autentiche"

In prima linea contro la pandemia: dal diario di un infermiere di 118

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Il 27 marzo del 1992 veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza.
In questo bailamme coronavirulento (fatto di "metti la maschera", "togli la maschera", "infila la tuta", "sfila la tuta", "dai la cera", "togli la cera"), si è festeggiato in questi giorni il compleanno di un organismo che vide la luce 28 anni fa, quello stesso sistema che mi ha fagocitato e digerito 24 anni or sono.
Tra alti e bassi, momenti complicati, incomprensioni, persino insulti e mani addosso, ma anche soddisfazioni professionali inimmaginabili e momenti indimenticabili, quel sistema oggi, nel pieno di questa emergenza epocale, urla a gran voce che le passioni che da sempre hanno mosso gli operatori di emergenza territoriale non possono che essere autentiche.
Nonostante mille difficoltà non ho ancora notizie di colleghi che hanno esitato di fronte alla gelida e sterile indicazione di "sospetto corona", che ormai frequentemente accompagna i nostri interventi, perché la paura di contagio c'è, ed è tangibile, ma il lavoro da sempre impone disponibilità e competenza nella buona e nella cattiva sorte... ed è per questi motivi che la questione non può essere guardata attraverso la lente dell'eroismo.
Buon compleanno 118.

Mauro Borsarelli,
Infermiere Emergenza Sanitaria Territoriale 118
Asl Cn1

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