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Attualità | 29 marzo 2020, 18:54

Matrimoni e cerimonie nel limbo del virus: "Per la nostra attività metà annata già persa"

Eventi saltati a decine e banchetti da riprogrammare su tutto l’anno, mentre gli stranieri sono fuggiti: dall'Albese la testimonianza dello storico catering Cantamessa

Matrimoni e cerimonie nel limbo del virus: "Per la nostra attività metà annata già persa"

Quell’aggettivo, "preoccupante", col quale Ottavio Meirano descrive la situazione vissuta in questi giorni dalla sua azienda come da centinaia di altri operatori della ristorazione e del turismo di Langhe e Roero suona come un coraggioso eufemismo. Una lettura comprensibile soltanto se letta attraverso l'ottimistica lente di quella cultura del lavoro che di questo territorio rappresenta forse la prerogativa irrinunciabile.

Nella realtà le terrificanti stime appena avanzate da Confcommercio – 23 miliardi di fatturato già perso per alberghi e ristoranti italiani – si rispecchia nei numeri che Ottavio ci comunica dalle cucine dell’attività di famiglia, il catering Cantamessa di Priocca, una delle aziende più conosciute e affermate del settore, in questo angolo di Piemonte. E anche delle più antiche, anche, visto che giusto due anni fa, nel 2018, ha festeggiato i quarant’anni di attività.

"Iniziò mia madre, dal nostro negozio di macelleria e alimentari di Canove di Govone – racconta Ottavio –. Io allora lavoravo in Ferrero. L’impresa prese piede e allora, con mio padre e mia sorella Elena ci impegnammo tutti in questa avventura, che portiamo avanti da quarant’anni".

Quarant’anni e un numero sterminato di pranzi, cene, banchetti. Migliaia di coperti serviti, per questo ristorante "in esterni" che porta il cognome e il volto, conosciutissimo in tutto l’Albese, di mamma Luciana. Coperti serviti in innumerevoli matrimoni, cerimonie, feste di paese, sagre, raduni, eventi aziendali.
Un’attività frenetica, che tutto l’anno impegna mezza dozzina di dipendenti fissi, che salgono oltre i venti collaboratori quando la stagione volge verso l’alto.
Si inizia a marzo con gli eventi delle aziende e si va avanti senza sosta fino a ottobre e novembre, tra gli ultimi sposalizi e gli appuntamenti della stagione turistica, che qui si chiude insieme a quella del tartufo bianco.

Un’attività che ora, non solo è completamente ferma – al pari delle centinaia di ristoranti, bar, osterie, alberghi, bed and breakfast spuntati come funghi nell’ultimo ventennio su queste colline. Ma che non sa quando si potrà ritornare a programmare il proprio lavoro, e in quale misura l’annata sarà alla fine compromessa.

"Una situazione completamente inedita, spiazzante, come il momento lo è per tutti – racconta Ottavio –. Nei primi mesi dell’anno noi viviamo di eventi aziendali: meeting, conferenze, presentazioni, convegni, degustazioni nelle cantine, organizzati dalle grandi aziende del territorio come dal piccolo produttore vinicolo. Eventi che dallo scorso febbraio sono iniziati a saltare uno dopo l’altro. Almeno una quindicina quelli persi, qualcosa come 700-800 coperti volatizzati nel nulla nel giro di pochi giorni. Un’ondata di disdette, che dopo il fermo delle attività scattato l’8 marzo scorso hanno lasciato spazio alle quotidiane comunicazioni che ormai da settimane ci scambiamo con le decine di coppie che, a partire da Pasqua, avevano programmato con noi il proprio matrimonio, e che ora non sanno cosa fare".

"Chi si sposa ovviamente si muove un anno prima, a inizio anno il calendario di questi eventi è praticamente tutto fatto. Per cui per tutti il problema ora diventa quello di non sapere letteralmente come muoversi, se guardare a un’altra data, magari in estate, con tutte le difficoltà del caso per incastrare le disponibilità di ospiti, location, parrocchie e di tutte quelle diverse figure chiamate a prestare il proprio lavoro su un simile evento. A partire dalla nostra".

"Riceviamo venti mail al giorno – prosegue il racconto –, coppie che non sanno bene come fare, si chiedono se spostare ad agosto, in autunno, all’anno prossimo. Io dico a tutti di avere pazienza. 'Aspettiamo al 15 aprile, poi insieme valuteremo cosa fare'. Ovviamente faremo tutto il possibile per soddisfare tutti, anche se non sarà facile incastrare gli impegni una volta che, come speriamo, l’emergenza sarà alle spalle. Ma intanto anche aprile è già perso, i mesi a seguire sono un’incognita".

Completamente persi sono anche gli eventi prenotati durante tutto l’anno dagli stranieri, tutti i matrimoni di coppie che da ogni dove che scelgono le nostre colline per scambiarsi le fedi. "Un numero che negli anni è continuamente cresciuto – spiega Ottavio Meirano –, fidanzati e famiglie che affittano location in Langa e arrivano con un seguito di 50, 60, 70 persone. Tutti annullati, per l’intera annata, un fatturato che in questo caso è completamente perso".

Si naviga a vista, come fa l’intero Paese in queste settimane di emergenza. "Aspettiamo il 15 aprile e vediamo", chiede Ottavio dal suo laboratorio di Priocca rassicurando i clienti. Intanto però una buona parte dell’annata è andata, e quella rimanente è un’incognita. "Nei matrimoni si lavora per 30 settimane all’anno, da Pasqua sino a inizio ottobre. Non vorrei essere pessimista, ma nel nostro campo la stagione è compromessa per almeno il 50%".

La famiglia Meirano intanto ha perso il papà Giuseppe, mancato appena prima che le misure del governo limitassero anche le celebrazioni dei funerali.
"Ha vissuto bene 90 anni e tre giorni, e abbiamo potuto salutarlo tutti insieme. E’ stata una piccola fortuna, in questi giorni di lutti e tragedia. Almeno a lui il destino ha risparmiato il Coronavirus".

Ezio Massucco

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