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Sanità | 30 marzo 2020, 19:37

Coronavirus, in Piemonte i contagi raddoppiano ogni sette giorni. E uno studio annuncia: azzeramento casi possibile il 15 aprile

Lo indica un calcolo statistico basato sui dati della protezione civile, a condizione che si mantengano le attuali restrizioni. Cirio: "Le ordinanze in scadenza il 3 aprile? E' evidente che verranno prorogate"

Immagine di repertorio

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Le ordinanze restrittive nazionali e regionali che tengono tutti nelle proprie case e che scadranno il 3 aprile "verranno evidentemente prorogate".

Parola di Alberto Cirio. Il presidente della Regione Piemonte lo ha detto oggi durante la conferenza stampa dell'Unità di crisi per il Coronavirus, spiegando: "Non posso fare annuncia ufficiali perché non c'è ancora un accordo sovra-regionale, ma mi sembra evidente che le misure di contenimento andranno oltre la data del 3 aprile e che quella scadenza non si potrà rispettare".

Intanto però arriva dalla protezione civile un calcolo statistico che fa ben sperare sulla fine dell'emergenza. Secondo i dati di questo studio, pubblicato dall'Istituto Einaudi per l'Economia e la Finanza (Eief), il periodo compreso tra il 5 e il 16 di maggio potrebbe vedere il possibile azzeramento dei casi di Coronavirus in Italia, posto ovviamente di mantenere le attuali misure di contenimento e che venga mantenuta la curva statistica attuale di contagi.

Sulla base dei dati attuali, emergono anche stime regione per regione per la possibile fine dei contagi e il Piemonte vede come data da cerchiare in rosso quella del 15 di aprile. "A inizio emergenza - commenta l'assessore alla Sanità della Regione, Luigi Icardi - i contagi in Piemonte raddoppiavano ogni due giorni, adesso ogni sette, segno che la curva cresce ma con una progressione sempre minore. Ogni giorno monitoriamo la curva epidemica, che inizialmente aveva un andamento esponenziale mentre oggi è logistico, nel senso che è prevista una discesa. Negli ultimi dieci giorni c'è stato un progressivo rallentamento dei contagi e ciò fa ben sperare, anche se fare previsioni è difficile perché le variabili in gioco sono numerose".

Daniele Angi (www.torinoggi.it)

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