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| 31 marzo 2020, 19:45

100 anni dopo la pandemia (VIDEO)

Abbiamo braccia forti e terre generose. Ce la faremo!

100 anni dopo la pandemia (VIDEO)

Ogni giorno uno spunto per continuare a sperare, per potenziare la resilienza e per riadattare la propria vita alle nuove condizioni.

Una quarantena “senza manuale di istruzioni” ci induce a riflettere sull’imprevedibilità della vita e può diventare slancio per rimettersi in gioco e continuare a crescere, nonostante il dolore e la paura.

Gli psicologi del Trauma Center del S.Croce Maura Anfossi, Gemma Falco, Cristina Giordana, Andrea Pascale, Arianna Piacenza

Pochi giorni fa in un vecchio baule abbiamo ritrovato una pagina di diario della sorella di mio nonno Giacomo. C’era scritto Capodanno 1919: sono morti per la spagnola la mia cara mamma e dopo tre giorni il mio povero papà. Siamo rimasti orfani noi 5 bambini.

Nonno raccontava spesso di quei giorni: la speranza che i genitori ce la facessero, la febbre che risaliva, i bicchieri di succo d’arancia mischiati con il vino, che si credeva potessero guarirli. 

Lui aveva solo 9 anni, ma era il maggiore e cercava di far giocare le sorelle più piccole per distrarle. E poi la fine, le due bare dei genitori in Chiesa. E le valigie preparate in fretta perché subito dopo il funerale sarebbero partiti per l'orfanotrofio. Ma dopo le esequie succede l’inaspettato: zio Domenico, giunto in quel momento dal fronte, si oppone al tutore: “I miei nipoti nessuno li porta via! Li cresciamo noi! Abbiamo braccia forti e terre generose. Ce la faremo!”.

Quella pagina di diario testimonia a distanza di un secolo come un gesto di coraggio e generosità possono riparare i danni della pandemia.

M.A.

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