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Curiosità | 31 marzo 2020, 15:45

"Chi può lascia, chi non può prende": spunta il cestino della solidarietà nel centro di Cuneo

Bella iniziativa lanciata dallo scrittore saluzzese Gian Maria Aliberti Gerbotto con la compagna Manuela Saija. "Vorremmo che il nostro gesto si diffondesse anche in altri quartieri della cittài"

"Chi può lascia, chi non può prende": spunta il cestino della solidarietà nel centro di Cuneo

“L'altro giorno una notizia al telegiornale ha acceso in me una lampadina. Così oggi ho deciso di agire e dal balcone della casa mia fidanzata, in via Amedeo Rossi 25, abbiamo deciso di calare anche noi un cesto colmo di generi alimentari di prima necessità.”

L'idea è venuta a Gian Maria Aliberti Gerbotto, 47enne giornalista e scrittore e Manuela Saija, 40enne impiegata cuneese.

Nel paniere benefico: pasta, uova, sugo, olio, zucchero... Beni di prima necessità.

Un cartello appeso alla cesta di vivande porta la scritta “Chi può lascia, chi non può prende” e così si spera che succeda.

"Vorremmo che la nostra iniziativa, nella quale abbiamo coinvolto le nostre figlie dodicenni Thea e Giorgia, possa essere di esempio e di spunto anche per altri cuneesi. Sarebbe bello se questo accadesse in tutti i quartieri della città".

Saranno proprio le due ragazzine ad occuparsi giornalmente di approvvigionare il cesto delle cose mancanti. "Un modo per coiinvolgerle in questo piccolo gesto di solidarietà e anche per far capire loro che nulla è scontato e che aiutare chi ne ha bisogno ci rende persone migliori", spiega la coppia. 

Da oggi, chi ha bisogno, può prendere dal cesto, in completo anonimato, quello di cui necessita. Oppure, chi può o lo desidera, può lasciare dei prodotti, perché il cesto non sia mai vuoto.

bsimonelli

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