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Agricoltura | 31 marzo 2020, 11:23

Trasparenza in etichetta, Coldiretti: vittoria del #Mangiaitaliano

Proroga dell’etichettatura d’origine: la trasparenza è un valore aggiunto a tutela del Made in Cuneo

Trasparenza in etichetta, Coldiretti: vittoria del #Mangiaitaliano

Prorogato l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di alimenti base come pasta, riso e derivati del pomodoro. È grande la soddisfazione di Coldiretti per un provvedimento di grande rilevanza, atteso dall’82% degli italiani che, con l’emergenza Coronavirus, cercano prodotti Made in Italy sugli scaffali per sostenere l’economia e il lavoro degli italiani.

È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè in merito al Decreto firmato dai Ministri delle Politiche agricole Teresa Bellanova e dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli che prolunga i provvedimenti nazionali in vigore per l’etichettatura dei prodotti alimentari oltre il 1° aprile, data a partire dalla quale avrebbe dovuto applicarsi il Regolamento UE 775/2018 in sostituzione delle più rigorose norme nazionali.

“Un risultato fortemente sostenuto dalla nostra Organizzazione – commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – che ha promosso la campagna #MangiaItaliano e che ha dato vita, insieme a Filiera Italia, ad un’alleanza salva spesa Made in Italy. Si tratta di una misura importante anche per il Made in Cuneo in un momento difficile in cui dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza a tutela dei produttori agricoli locali e a vantaggio dei consumatori”.

Quella dell’etichettatura d’origine è una battaglia storica di Coldiretti che ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa. Con Campagna Amica, Coldiretti ha promosso l’iniziativa dei cittadini europei che ha raccolto oltre 1,1 milioni di firme in 7 Stati membri – ben 35.000 le firme raccolte nella sola Provincia di Cuneo – e che chiede di estendere l’obbligo di indicazione della materia prima in tutti gli alimenti.

“Abbiamo costruito un vero e proprio fronte per la trasparenza – prosegue Moncalvo – che non può più essere ignorato da un’Unione europea che ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando ad indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero”.

c.s.

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