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Attualità | 31 marzo 2020, 07:52

Giampiero Caramello (Forza Italia Mondovì): "Come mai non tutti gli ospedali della Granda assistono i positivi al Coronavirus?"

Il consigliere comunale monregalese aggiunge: "Siamo in guerra contro un nemico invisibile e questa disomogeneità si traduce nella difficoltà di alcuni nosocomi nell'assistere i malati"

Giampiero Caramello (Forza Italia Mondovì): "Come mai non tutti gli ospedali della Granda assistono i positivi al Coronavirus?"

Il Coronavirus in Italia continua a mietere vittime e contagiati, seppur con una lieve flessione riscontrata nei dati relativi alle ultime 72 ore. Non solo: il nostro Paese è primo al mondo per numero di decessi e secondo in termini di casi solo agli Stati Uniti d'America.

Ecco perché, ora come non mai, è importante rispettare le prescrizioni igienico-sanitarie, le misure restrittive varate dal Governo Conte mediante i vari DPCM e, non ultimo, essere virtualmente schierati tutti dalla stessa parte, contro un nemico comune.

È quanto afferma anche Giampiero Caramello, coordinatore cittadino di Forza Italia Mondovì, il quale ha dichiarato: "Siamo in guerra contro un nemico invisibile. Mai come adesso è necessario collaborare e fare gioco di squadra. Non solo osservando l'obbligo del restare a casa, ma assicurandosi anche che tutte le risorse sanitarie disponibili vengano messe egualmente a disposizione nel momento in cui, purtroppo, i numeri di chi viene contagiato sono in costante crescita".

Caramello prosegue asserendo che "un primo pensiero non può che andare al personale sanitario che, in prima linea negli ospedali Covid, a rischio della propria incolumità, affronta con abnegazione questa emergenza in carenza di attrezzature e soprattutto di dispositivi di protezione personale (mascherine, tute...). Quando però parlo di gioco di squadra, di mettere a disposizione ogni risorsa utile sul territorio, rimango stupito che alcune strutture ospedaliere, anche nella nostra provincia, siano state escluse dall'assistere i contagiati da questo terribile virus che sta flagellando l'Italia. L'effetto di ciò si traduce in malati che da quei territori scoperti dal servizio COVID vengono trasportati lontano dalle proprie realtà locali e i pronto soccorso delle strutture ospedaliere individuate risultano sovraccaricati e posti e in una situazione di ulteriore maggiore difficoltà, ospedale di Mondovì incluso".

Così, se da una parte il consigliere comunale monregalese rivolge un plauso "all'apertura anticipata del grande presidio di Verduno", il suo stato d'animo non può che fare a pugni con questa disomogeneità sanitaria. "È proprio da quanti lavorano in corsia o nei reparti per offrire assistenza ai malati Covid e che giungono accorati appelli in merito a questa tematica, perché non capiscono come sia possibile. Probabilmente ci sarà un motivo per questa mancanza di uniformità e di equità nell'escludere alcune strutture ospedaliere dall'offrire un servizio ai positivi al Coronavirus. Diversamente, sarebbe difficile da giustificare. Concludo esprimendo tutta la mia ammirazione e vicinanza al personale sanitario che, ovunque, sta letteralmente lavorando 'in trincea'".

Alessandro Nidi

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