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| 01 aprile 2020, 21:43

Il governatore Cirio: "Gli sforzi fatti finora non serviranno a nulla se allentiamo la guardia: dobbiamo restare a casa"

"L'obiettivo - ha aggiunto - è appiattire il più possibile la curva dei contagi, ma possiamo raggiungerlo solo attenendoci rigidamente alle misure di contenimento. Che il Piemonte ha sempre anticipato o irrigidito"

Il governatore Cirio: "Gli sforzi fatti finora non serviranno a nulla se allentiamo la guardia: dobbiamo restare a casa"

 “Noi in Piemonte abbiamo sempre anticipato o irrigidito le misure di contenimento predisposte dal governo. Misure che scadevano il 3 aprile. Questa sera il premier ha annunciato che le misure verranno prorogate fino al 13 aprile, quindi si scavalla la Pasqua. Io domani farò a mia volta la mia ordinanza che prorogherà fino al 13 aprile, anche se io avevo sempre proposto il 20 aprile, ritenendo il 13 una data prematura per abbassare la guardia”.

Aprendo la sua consueta diretta Facebook serale, il presidente Cirio non nasconde un pizzico di dispiacere per la scelta della data annunciata poco prima dal premier Giuseppe Conte., ma “prolungherò comunque fino al 13 per evitare confusione. Come quella sviluppatasi ieri in seguito alla circolare del ministero degli Interni. Ho subito precisato che per il Piemonte quella decisione non vale perché è legittimo fare due passi sotto casa ma non è jogging, non è attività sportiva, non è andare al parco”.

“La circolare aveva certamente un intento esplicativo – ha aggiunto il governatore del Piemonte –, ma rischiava di generare fraintendimenti. Dobbiamo restare chiusi in casa e uscire solo in caso di necessità e assoluta urgenza. Che sono le motivazioni per cui il numero di contagi sta scendendo”.

“Io sono grato agli enormi sforzi fatti dalla Sanità piemontese, con primi arrivi all’ospedale di Verduno e con il prossimo arrivo di una task force medica a rinforzo. Sono in corso anche ragionamenti riguardo le OGR, finalizzati ad aumentare il numero di posti in terapia intensiva. La linea di contagio sta perdendo un punto percentuale al giorno rispetto al precedente. C’è una progressiva crescita, ma inferiore rispetto a quella del giorno precedente. Il tempo di raddoppio dei contagiati è passato da 2,5 giorni a 8 di adesso. E questo è l’obiettivo: appiattire il più possibile la curva”.

“Vi dico il dato che che oggi mi conforta – ha proseguito –, nonostante i nuovi decessi: ieri avevamo 458 persone in terapia intensiva, oggi 456. E’ un dato importante, perché non necessitiamo per la seconda volta in pochi giorni di letti nuovi ma arretra. Sono dati importanti, ma che non valgono nulla se domani riprendiamo a fare come qualche settimana fa, con comportamenti irresponsabili e e pensando un dato positivo corrisponda alla soluzione del problema”

“Non è così – ha ammonito Cirio – Le scelte che facciamo ci dicono che stiamo andando per la strada giusta, ma abbiamo ancora tanti problemi da affrontare. In particolare quello delle RSA, delle Case di Riposo, su cui la nostra attenzione è altissima. Stanno arrivando nuovi medici e lavoriamo preparandoci anche al peggio, sperando di continuare a perseguire la strada giusta. Ma ci possiamo uscire solo restando tutti a casa, controllandoci a vicenda e dando il buon esempio”.

redazione

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