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Attualità | 02 aprile 2020, 09:03

I dentisti cuneesi acquistano un letto di terapia subintensiva per il Covid Hospital di Verduno

L'esecutivo ANDI Cuneo ha deciso di devolvere alla Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra onlus le risorse destinate a un meeting scientifico che si sarebbe dovuto tenere il 18 aprile

I dentisti cuneesi acquistano un letto di terapia subintensiva per il Covid Hospital di Verduno

Anche i dentisti della Granda scendono concretamente in campo nella lotta contro il Coronavirus, nemico tanto invisibile quanto potente e temibile. L'esecutivo ANDI Cuneo ha infatti deciso di devolvere alla Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra onlus le risorse destinate al congresso regionale 2020 "Fuori dai denti, tecniche e filosofie a confronto", che si sarebbe dovuto tenere il prossimo 18 aprile presso la Fondazione Ferrero di Alba e ufficialmente rinviato al 2021.

La donazione ha pertanto reso possibile l'acquisto di un letto di terapia subintensiva del valore di 11mila euro, collocato all'interno del Covid Hospital di Verduno. L'iniziativa di sostegno è nata dalla volontà degli odontoiatri del Cuneese di essere solidali verso i colleghi medici che ogni giorno prestano la loro opera a servizio della comunità, mettendo a repentaglio la propria vita e affrontando una situazione senza precedenti.

"L'operatività dell'ospedale di Verduno, per quasi 20 anni ostacolata da problemi di vario genere, è stata resa possibile grazie alla grande generosità dei cittadini e delle imprese della provincia di Cuneo attraverso la Fondazione Onlus - scrive in una lettera il dottor Marco Bevilacqua, presidente di ANDI Cuneo -. Il nuovo ospedale implementerà i posti letto destinati ai pazienti contagiati da Coronavirus nella Regione Piemonte che annovera oggi più di 800 morti. Nelle nuovissime sale del grande complesso sono stati allestiti prontamente 55 stanze di degenza e 12 posti di terapia intensiva e subintensiva. In un contesto di forte criticità, come quello attuale, il Piemonte sta ancora una volta tirando fuori il suo grande cuore e dimostrando di avere anticorpi, capacità di reazione e coesione comunitaria per superare le calamità, come già accaduto in passato durante l'alluvione del 1994".

"Il lockdown obbligatorio - conclude il dottor Bevilacqua -, sia nella sfera privata che lavorativa, ha creato l'opportunità di riflettere sui valori di solidarietà e di comunità a cui tutti possiamo contribuire e, anche questa volta, la categoria medica non si è tirata indietro".

Alessandro Nidi

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