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#controcorrente | 05 aprile 2020, 13:00

#CONTROCORRENTE: Se il sindaco decide di oscurare il momento del trapasso

Alcune amministrazioni hanno scelto di impedire l’affissione dei “tilet” mortuari per evitare assembramenti. Ma così si nega ai nostri cari, per lo più agli anziani (ma non solo), il diritto del ricordo di un’intera comunità

#CONTROCORRENTE: Se il sindaco decide di oscurare il momento del trapasso

Nella sua nota canzone “Il testamento”, Fabrizio De Andrè ci ricordava con amara durezza che “quando si muore, si muore soli”.

Una solitudine che in questi tempi di emergenza sanitaria diventa doppia soprattutto per gli anziani, già impossibilitati ad avere contatti con l’esterno e coi loro stessi familiari.

Una solitudine che si vorrebbe ora trasformare in oblio totale, visto che si chiede di “oscurare” anche il momento del loro trapasso.

Ci sia consentita, a questo proposito, una sommessa riflessione sulla decisione adottata da taluni sindaci di abolire il “tilet” mortuario, quel manifesto funebre attraverso il quale nelle nostre comunità – per una tradizione che dura da decenni - si comunica il decesso di un proprio congiunto.

Quel manifesto con la foto del caro estinto affisso sui tabelloni nelle piazze e nelle vie dei nostri paesi e delle nostre città ha una funzione sociale non dissimile da quella di un organo d’informazione.

Alcune amministrazioni – non considerandolo un servizio di prima necessità - hanno deciso di vietarlo.

Alcuni sindaci, addirittura, hanno imposto di rimuovere quelli già esposti adducendo come motivazione che “creano assembramento”.

Francamente – lo diciamo senz’alcun intento polemico - ci sembra un eccesso di zelo.

Passi che non si possa andare a trovare i nostri anziani nelle strutture assistenziali per evidenti ragioni.

Passi che non si possa rendere loro l’“estremo omaggio”.

Passi ancora che sia impedito il funerale e per chi è credente la funzione religiosa di commiato.

Ma che si voglia negare anche il diritto alla notizia della morte ci pare obiettivamente una limitazione oltre misura.

Questo virus sta mettendo a dura prova le nostre relazioni sociali, le nostre libertà individuali e, avanti di questo passo, minerà anche i nostri costumi e la nostra stessa civiltà.

Il buonsenso declinato in piemontese, anche in tempi di emergenza, si dovrebbe sempre tradurre: esageruma nen!

 

#controcorrente

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