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| 05 aprile 2020, 21:32

Mascherine non ancora obbligatorie in Piemonte, Cirio: “Prima vogliamo essere sicuri che tutti le possano trovare”

Cirio: “Il dato della terapia intensiva ci rincuora, ma non dobbiamo vanificare lo sforzo. La sanità piemontese ha raddoppiato i posti oggi siamo la regione insieme al Veneto che ne ha aumentati di più"

Mascherine non ancora obbligatorie in Piemonte, Cirio: “Prima vogliamo essere sicuri che tutti le possano trovare”

“Non molliamo la linea del rigore – comincia così la consueta diretta serale di Alberto Cirio presidente della Regione Piemonte – Ho vissuto giorni difficili, in cui non nego di essermi molto arrabbiato. Perché ho visto tanta gente in giro. E’ un segnale pessimo che rischia di vanificare gli sforzi. Ho voluto insieme alle ultime ordinanze del Dpcm fare un intervento maggiore sulle misure adottate in Piemonte con una stretta sui mercati. I mercati vanno fatti solo se ci sono i presidi delle forze dell’ordine. Mi sono reso conto come questo clima meno di terrore abbia creato le condizioni per cui molte persone decidessero di poter tornare alla vita di prima.”  

“Domani approverò un provvedimento per cui tutto il personale degli esercizi aperte deve indossare mascherine e guanti – continua Cirio – Sono favorevole, come fatto in Lombardia all’obbligo di mascherine per tutte le persone, ma voglio essere sicuro che le persone siano nelle condizioni di poterle trovare. Ne abbiamo consegnate centinaia di migliaia: l’ottica è quella di utilizzarla quotidianamente nella nostra vita normale. Raccomandiamo chiunque di prendere questa buona abitudine di indossare la mascherina. Abbiamo previsto inoltre la possibilità ai taxi di fare le consegne a domicilio, Abbiamo chiarito anche l’aspetto delle badanti con una restrizione per le colf (che per codice Ateco possono lavorare ndr). Potranno agire solo in condizioni essenziali. ”  

“Il dato della terapia intensiva
– commenta i dati del bollettino odierno Cirio - ci rincuora. Stiamo lentamente migliorando su questo aspetto. La sanità piemontese ha raddoppiato i posti oggi siamo la regione insieme al Veneto che ne ha aumentati di più. Eravamo al penultimo posto per posti di terapia intensiva prima dell’emergenza. Gli interventi attuati ci permettono di curare le persone.”

“C’è un ‘evoluzione positiva
– continua Cirio - ma non dobbiamo vanificarla. Noi dobbiamo arrivare a contagio zero. Stiamo attenzionando i luoghi maggiormente a rischio: le case di riposo, le carceri e i dormitori. L’attenzione è altissima da parte della Regione e delle prefetture. Abbiamo creato un protocollo operativo. Ogni laddove non ci siano le condizioni per cui la normalità non può essere garantita noi interveniamo. Abbiamo chiesto al ministro Boccia insieme all’assessore Caucino un bando specifico per gli oss.“

“Di elementi di attenzione ce ne sono ancora tanti – conclude Cirio - Dopo Pasqua ragioneremo sulla fase di chiusura della fase uno. Continuiamo a lavorare con impegno. Ce la stiamo mettendo tutta. Tutto il personale sanitario si sta impegnando al massimo. Non è ancora finita, dobbiamo ancora avere pazienza e supportare il nostro sistema paese. Noi siamo lucidi, siamo determinati. Il comitato scientifico ci assiste in tutte le scelte.”

“I test rapidi (seriologici ndr)
– commenta sul finale Alberto Cirio- al momento non sono attendibili, non hanno valore diagnostico. Noi in Piemonte abbiamo attivato verifiche specifiche per studiare il test seriologico. Gli unici test che valgono al momento sono quelli virologici. Abbiamo bisogno di risultati certi."

redazione

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