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Attualità | 06 aprile 2020, 19:25

Fossano: Covid-19 e case di riposo tra misure di contenimento e affetti lontani

All’Opera Pia Sant’Anna ci sono 4 casi di positività tra chi era già stato posto in isolamento

Fossano: Covid-19 e case di riposo tra misure di contenimento e affetti lontani

Salgono di altre 4 unità i casi di contagio da Covid-19 alla casa di riposo Opera Pia Sant’Anna – Casa Sordella di Fossano, mentre sono stati isolati sia i pazienti che gli operatori che hanno ricevuto l’esito positivo del tampone effettuato a tutti i dipendenti della struttura.

Dopo il primo caso dell’anziano deceduto al Carle di Cuneo, altri 4 ospiti della struttura sono stati ricoverati in ospedale.

I casi in questione sono stati riscontrati tra ospiti già in isolamento nelle scorse settimane in camere singole e in un reparto specificatamente dedicato affinché non entrassero in contatto con altri pazienti.

“L’umore sia degli ospiti sia del personale è alto, abbiamo ottenuto di fare i tamponi a tutto il personale e stanno arrivando i risultati. In questo modo si potranno isolare gli asintomatici, ma in ogni caso in queste settimane sono state adottate tutte le precauzioni” spiega il direttore del Sant’Anna Alban Vercellotti Mesi.

La situazione delle case per anziani è chiaramente particolarmente delicata: gli anziani ospiti, per la maggioranza già cagionevoli di salute e con pluripatologie vivono da oltre un mese lontano da tutti gli affetti. Pochi hanno confidenza con la tecnologia che in questo periodo offre un collegamento con il mondo esterno. “Un ringraziamento di cuore va a tutto il personale della Casa per anziani – dice il figlio di uno degli anziani ospiti -. Riusciamo a sentirci vicini ai nostri cari con fotografie, videomessaggi, videochiamate nonostante la distanza. In ogni occasione dimostrano tutta la loro sensibilità e l’enorme professionalità con la quale svolgono il loro lavoro”.

“Abbiamo messo in campo e stiamo mettendo in campo tutto ciò che è possibile, abbiamo chiuso alle visite ancora prima che fosse imposto dai protocolli e abbiamo adottato misure rigorose - prosegue il direttore Vercellotti Mesi -. È stato predisposto un braccio dedicato agli eventuali isolamenti e il personale è stato specificatamente formato sull’uso dei DPI e sulla gestione di eventuali pazienti colpiti da Covid”.

Nonostante le precauzioni il virus è riuscito a penetrare nella Casa di riposo. Dopo il primo caso di contagio di un paziente poi deceduto al Carle di Cuneo, 4 ospiti risultano positivi al tampone. Anche in questi casi si tratta di persone che sono rimaste isolate rispetto agli altri ospiti e che, ora, sono in strutture ospedaliere.

In questi giorni sono anche stati fatti i tamponi a tutto il personale: “Il pericolo più grande è quello degli asintomatici – continua il direttore Vercellotti -. Una persona che ha la febbre si mette in mutua, chi non ha sintomi viene chiaramente a lavorare. Con i tamponi potremo isolare i casi asintomatici riducendo il pericolo per tutti”.

Da inizio emergenza chiunque avesse dei sintomi è stato posto in camere singole in cui l’accesso consentito solo da personale protetto da dispositivi monouso e sono state isolate anche le persone con cui erano entrate a contatto nelle ore precedenti la comparsa dei sintomi in attesa dell’intervento del servizio di Emergenza Territoriale.

Non si tratta di procedure facili, però senza una politica di tamponi a tappeto anche nelle convivenze: “Le decisioni non le possiamo prendere noi. Noi possiamo procedere con l’isolamento rapido dei sintomatici e di chi ha avuto contatti con loro. Chiaramente un sistema di monitoraggio a tappeto potrebbe fare la differenza per quanto riguarda le convivenze come la nostra, ma fino ad ora, come previsto dai protocolli, i tamponi sono stati effettuati su quanti hanno avuto contatti con i pazienti positivi e, su nostra insistenza, a tutto il personale, in modo da isolare gli asintomatici”.

È un po’ amara la chiusura del direttore Vercellotti: “Siamo stati lasciati un po’ soli dal sistema – confessa -. Il materiale di protezione individuale ci è arrivato principalmente dalla Fondazione Sordella o da una rete di conoscenze”. In questi giorni è stata anche mobilitata da Fondazione Sordella in sinergia con il Comune di Fossano una rete per individuare un luogo idoneo alla quarantena per chi lo desiderasse o non avesse la possibilità di un isolamento domiciliare. La risposta positiva c’è stata e questa soluzione offrirebbe, qualora fosse necessario, un luogo protetto dove trascorrere la quarantena senza coinvolgere le famiglie.

La Fondazione Sordella ha anche distribuito mascherine a diversi enti e comuni: sono state consegnate ai Sindaci di Fossano, Cervere, Genola, Savigliano Marene e Saluzzo, alla Polizia Municipale ed alla Protezione Civile di Fossano, all’Unione del Fossanese, alla Croce Bianca, ai Medici di Base, alle Case di Riposo S.Anna e Craveri di Fossano. Si tratta di facciali filtranti da utilizzare in ambiente ospedaliero e assistenziale, importate dalla Cina per un valore di circa 9.000 Euro.

“A nome della Fondazione Sordella e della nostra famiglia abbiamo voluto esprimere così il nostro più sentito ringraziamento per quanto stanno facendo tutti i volontari e non in questi giorni così difficili – ha detto il presidente della Fondazione Davide Sordella -. Si può solo immaginare il timore di questi operatori, per loro e per le loro famiglie, nel proseguire nell’impegno “in prima linea” e non ci sono parole che possono bastare per esprimere il nostro ringraziamento. Queste mascherine sono solo un piccolo gesto per dirvi grazie e che vi siamo vicini in questa tempesta senza precedenti che si è impadronita delle nostre vite paralizzando ogni cosa. Grazie ancora di cuore e buon lavoro a tutti. Insieme!!!”

Agata Pagani

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