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Attualità | 07 aprile 2020, 08:03

Ancora nebbia fitta sulla Camera di Commercio

L’ente camerale sarà chiamato a svolgere un ruolo propulsivo quando si riapriranno le attività produttive, ma dopo sei mesi non si riesce a trovare un successore a Ferruccio Dardanello. In pista per la presidenza resta Mauro Gola (Confindustria), ma qualcosa ne frena l’investitura

Ancora nebbia fitta sulla Camera di Commercio

Se il rinnovo dei vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo  – complice anche l’emergenza epidemiologica – è avvenuto celermente (financo sbrigativamente, secondo il giudizio di taluni), non così per la Camera di Commercio, dove la nebbia resta fitta.

Nonostante siano trascorsi quasi sei mesi dalla scadenza naturale (novembre 2019), del cambio della guardia in via Emanuele Filiberto sembrano essersi perse le tracce.

Ferruccio Dardanello
che la presiedeva dal 1993 aveva annunciato con largo anticipo che in questa tornata non si sarebbe ripresentato.

Il nuovo consiglio dell’ente camerale passa da 33 a 25 componenti, mentre la giunta da 11 a 8 (compreso il presidente).

Nel momento in cui s’inizia a riflettere su come e quando potrà essere rimesso in moto il mondo produttivo della Granda, in tutte le sue articolazioni, sarebbe quanto mai utile una Camera di Commercio pienamente operativa.

Nel frattempo, Dardanello è tornato a ricoprire la presidenza di Unioncamere Piemonte come “vicario”, dopo che Vincenzo Ilotte ha dovuto lasciare libero il posto a seguito dell’elezione di Dario Gallina a Torino.

Un ruolo che permette all’inossidabile Dardanello di tenere d’occhio anche il Cuneese. Del resto, finchè non si sarà insediato il suo successore, le funzioni ancora gli competono a pieno titolo.

Qualche mese fa tutto lasciava supporre che la scelta di Mauro Gola, presidente di Confindustria Cuneo, fosse imminente.

A maggior ragione dopo aver ottenuto un sostanziale via libera da Luca Crosetto, presidente di Confartigianato Cuneo, in cambio dell’assicurazione di una gestione collegiale e di buona rappresentanza di artigiani in giunta.

Non è chiaro che cosa osti all’investitura, se lungaggini burocratiche connesse ai complessi criteri di rappresentanza delle categorie o al perdurare di frizioni di altra natura.

Le piccole imprese commerciali e artigianali, ma anche le industrie maggiori vivono una stagione di difficoltà che non ha precedenti.

Anche il mondo agricolo e l’indotto stanno soffrendo come non mai.

Le prospettive per tutti sono di estrema incertezza.

In tale contesto corresponsabilità e condivisione dovranno necessariamente  essere elementi cardine della nuova gestione camerale, che si annuncia come la più difficile dal dopoguerra.

Per queste ragioni sarebbe opportuno che gli organi della Camera di Commercio entrassero, quanto prima, nel pieno esercizio delle loro funzioni.

Giampaolo Testa

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