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Attualità | 08 aprile 2020, 07:43

Ancora vietato dare l’ultimo saluto a familiari e parenti per un mese dopo la fine dell’emergenza sanitaria

Il Coronavirus stravolge anche i funerali: il decreto governativo vieta la vestizione della salma e impone che tutti i defunti siano trattati come potenziali infetti da Covid-19

Ancora vietato dare l’ultimo saluto a familiari e parenti per un mese dopo la fine dell’emergenza sanitaria

Il Coronavirus non solo uccide ma impedisce anche a familiari e amici di poter accompagnare il proprio caro nell’ultimo viaggio, se non in forma strettamente privata, con un numero esiguo di persone.

Così dispone un’ordinanza del Ministero della Salute che, dal primo di aprile ha imposto agli operatori del settore - sacerdoti, personale medico ed operatori funebri - un protocollo molto rigido, che prevede che “ogni persona deceduta possa essere portatrice di infezione di Coronavirus” e quindi, anche nei casi in cui non sia stato accertato, il defunto venga trattato come se avesse contratto la pandemia.

Poche parole che rivoluzionano non solo il modo in cui devono essere celebrati i funerali ma anche il modo in cui va trattata la salma.

Non solo quindi, vengono sempre proibite il corteo e la cerimonia funebre, ma anche il defunto deve essere trattato con accortezze particolari, che dipendono non dalla volontà dei titolari delle agenzie funebri ma dalla applicazione della direttiva ministeriale e che valgono su tutto il territorio nazionale. Perché - si legge nel decreto -:  “La manipolazione del defunto antecedente la chiusura nel feretro dovrà avvenire adottando tutte le misure di sicurezza atte ad evitare il contagio tramite droplets, aerosol o contatto con superfici nonché fluidi e materiali biologici infetti”. Questo significa che sono vietati il cosiddetto trasporto ‘a cassa aperta’, la vestizione del defunto, la sua tanatocosmesi, come qualsiasi altro trattamento di quali lavaggio, taglio di unghie, capelli, barba.

Il defunto, con gli abiti che indossava al momento della morte, viene avvolto in un lenzuolo e disinfettato e messo in un sacco apposito. Poi si procederà all'incassamento ed il feretro sarà immediatamente sigillato e sottoposto a disinfezione totale.

Per non creare assembramenti, ogni comune dispone di un servizio di prenotazione, così da organizzare l’arrivo al cimitero e la posa della bara. Per esempio per i decessi avvenuti nel Comune di Cuneo non si possono svolgere più di quattro funerali al giorno e in orari prestabiliti. Nel caso i decessi siano di più, le bare attendono all’obitorio, in casa, nelle strutture sanitarie o di cura, oppure nelle sale del commiato, là dove il Comune ne dispone. Tutte queste precauzioni saranno adottate fino ad un mese dopo la fine all’emergenza sanitaria.

NaMur

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